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Vino: Turini, il mercato italiano in calo ma imprescindibile. L’amministratore delegato di Heres a WineNews ... Il vino del Belpaese si “salva” dal difficile momento economico grazie all’export, un punto di forza che anche la crisi non ha scalfito, ma questa vitalita’ commerciale all’estero segnala una certa difficoltà sul mercato interno. Secondo Cesare Turini, amministratore delegato di Heres, una delle società di distribuzione vini piu’ importanti d’Italia, che concentra il suo lavoro soprattutto sul segmento medio-alto, “le aziende - spiega a WineNews - hanno ben chiaro che il mercato italiano ricopre un ruolo chiave. Forse non in termini di consumi, perché il mercato domestico non sta metabolizzando l’attuale congiuntura e c’e’ un rallentamento innegabile dei consumi, in parte per un indebolimento della forza propulsiva che qualche tempo fa la ristorazione possedeva, specialmente se guardiamo ai grandi rossi toscani e piemontesi”. “Ma l’importanza del mercato interno diventa assolutamente rilevante quando si vogliono “aggredire” i mercati internazionali, perché questi ultimi sono piu’ reattivi se il mercato domestico garantisce visibilità e diffusione. Insomma - secondo l’ad di Heres - anche se i grandi vini in Italia vengono consumati piu’ sporadicamente il mercato interno resta fondamentale per la costruzione e l’affermazione dell’immagine aziendale, che poi viene spesa sulle piazze internazionali”. Sul fronte della segmentazione dei prezzi, a soffrire di piu’ sono i vini che oscillano fra i 15 e i 30 euro a bottiglia. “Il problema dei vini “intermedi” esiste: l’offerta - spiega Turini - per questa fascia di prezzo si è talmente dilatata che, nonostante il buon rapporto qualità/prezzo, sul mercato fanno fatica”. “In questa fascia, in Italia, soffrono di piu’ quelli ottenuti da blend di uve internazionali rispetto a quelli che hanno un radicamento storico e territoriale e una spiccata riconoscibilità, due elementi che stanno segnando il trend di consumo di questa categoria di vini, mentre sui mercati internazionali i prodotti ottenuti da uvaggi bordolesi sono ancora apprezzati. Difficile - conclude l’ad di Heres - lanciare nel nostro mercato un vino nuovo, pur buonissimo, ottenuto da un assemblaggio di vitigni internazionali, non interesserebbe piu’ a nessuno”.

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