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AdnKronos

Vino: Wine Intelligence individua 12 big trend mondiali … Se è vero che il vino, e gli alcolici in
generale, non è solamente un prodotto strettamente di consumo, ma parte integrante della cultura e della storia di un territorio e di intere nazioni, è vero anche che l’approccio al suo consumo ne mondo non può essere affrontato solo attraverso dati economici. Intendiamoci, i numeri sono importantissimi, ma da monitorare, e da cui tirare le somme, sono le evoluzioni sociologiche del vino nel tempo: come parte della società, i trend nei consumi sono direttamente collegati, e sono sintomi, dei tempi che cambiano, della cultura che si evolve, del progresso tecnologico. Lo evidenzia chiaramente Wine Intelligence, fa sapere in Italia il sito Winenews.it, società di indagine del mercato enoico mondiale, che nel suo report Global Trends in Wine 2019 ha identificato i maggiori 12 trend enoici dell’anno passato, suddivisi in sei temi, individuati attraverso interviste commerciali ai protagonisti del settore, e ai dati raccolti con Vinitrac, la piattaforma di sondaggi di Wine Intelligence sui consumatori di vino che raccoglie informazioni sull’uso e l’atteggiamento dei bevitori di vino in 33 dei principali mercati mondiali ogni anno. Il primo tema emerso tra i principali trend enoici del 2018 è quello che riguarda la demografia: con il generale allungamento della vita, dovuto all’evoluzione della medicina moderna e alle sempre migliori condizioni di vita, è inevitabile che sul mercato degli alcolici si trovino consumatori regolari sempre più anziani, con gusti ben diversi dai giovani, che sono sempre meno a causa del crollo del tasso di natalità. Di pari passo, c’è anche un sostanziale allineamento dei consumi di genere: per i dati raccolti da Wine Intelligence, in termini di volume, uomini e donne si spartiscono quasi precisamente a metà i consumi, mentre in termini di approccio al vino le cose cambiano. Nonostante le informazioni e le conoscenze siano spesso le stesse, gli uomini risulterebbero più fiduciosi nelle loro capacità di scelta rispetto alle donne. Lasciando da parte le (minime) differenze di genere, il trend per quanto riguarda l’atteggiamento dei consumatori a livello globale è quello di un maggior coinvolgimento. Con la crescente cultura del vino legata a quello del food, da sempre con un maggior appeal per la maggioranza delle persone, e con la sempre più diffusa attenzione per il wine & food pairing, i
consumatori, soprattutto i più giovani, si sono scoperti più interessati a scoprire anche il mondo enoico, e a sperimentare nuovi vini. La diffusione della cultura del vino, però, ha dato anche un trend non proprio positivo: si ha infatti una perdita delle conoscenze approfondite. Con l’accesso ad internet facile come al giorno d’oggi, cercare informazioni è talmente facile che non è necessario ricordarsi niente: questo ha causato una sempre minore conoscenza di Paesi e regioni produttrici, per la maggioranza tra i Millennials, specialmente negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Di pari passo con qualunque altro settore, anche quello delle vendite di vino e alcolici è fortemente influenzato dalla tecnologia. Per quanto riguarda il canale off-trade, i consumatori cambiano le loro abitudini puntando di più sui canali on line dei discount e sui punti vendita più convenienti. In molti Paesi le
normative riguardo ai monopoli stanno cambiando, permettendo la vendita di vino al di fuori dei negozi monopolistici. Nel canale on-trade, le occasioni in cui si consuma vino sono sempre più “casual”, ossia si sono spogliate dell’etichetta formale: i consumatori sono sempre più alla ricerca di esperienze autentiche, originali e veloci. Questo ha causato un calo del numero di bevitori che si godono del vino quando in giro. L’aumento della reperibilità del vino nei discount ha causato anche, ovviamente, uno spostamento dei drivers degli acquisti: i consumatori sono sempre più consapevoli dei giusti prezzi, e considerando il vino una bevanda sostanzialmente costosa, cercano quello più adatto al proprio budget. E questo, d’altro canto, ha convinto i bevitori a trattarsi sempre meglio, evidenziato dallo spostamento dei consumi dai vini fermi a, per esempio, il Prosecco, mediamente più caro. Non è solo il prezzo, comunque, a guidare gli acquisti: nemmeno il vino è immune al fascino delle immagini, che sono ormai il principale canale di comunicazione. Ancora una volta, la crescente influenza degli smartphone ha portato a un’economia piena di segnali visivi e i consumatori di vino basano la loro decisione di acquisto sul fascino dell’etichetta o della bottiglia. Immagini a parte, ciò che attira di più i consumatori sull’etichetta è l’origine del vino, che sia il Paese o la Regione. Apparentemente contraddittoria, questa tendenza è in realtà in linea con la riduzione della conoscenza del vino e la maggiore disponibilità di informazioni. Il crescente coinvolgimento e la crescente voglia di avventurarsi in territori del vino inesplorati ha anche causato una frammentazione della gamma varietale: le varietà internazionali sono state consumate meno, mentre sono cresciute le vendite di varietà di nicchia e locali. L’ultimo, non certo per importanza, grande tema studiato nel Global Trends in Wine è quello della responsabilità, intesa sia come di salute che etico-ambientale. Quest’anno, il movimento verso la moderazione nel consumo di alcolici, o addirittura l’astinenza, ha avuto un impatto sull’industria del vino, poiché il settore delle bevande a basso contenuto di alcol, o senza alcol, continua a crescere. Dal punto di vista etico invece, il mercato “responsabile” è passato da essere una nicchia a essere mainstream. I consumatori più giovani prestano sempre più attenzione all’impatto del loro comportamento sull’ambiente e, a livello globale, si vede un cambiamento di mentalità quando si tratta di prodotti e servizi etici. Le aziende devono quindi agire in modo più responsabile e diventare più trasparenti. La certificazione per le produzioni etiche è disponibile non solo per molti prodotti, ma è sempre più presente nelle etichette dei vini. Inoltre, i bevitori di vino sono alla ricerca di vini biologici, di produzione sostenibile e equosolidali, che permettano loro di estendere l’impegno e la responsabilità sociale anche nelle loro scelte enoiche.

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