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AdnKronos

Vino: mercato dello “sfuso” è fermo … Il mercato del vino sfuso è essenzialmente fermo, la mancanza di precipitazioni tra i vigneti del Sud del Mondo, dall’Australia al Cile passando per l’Argentina, dove la vendemmia è un ricordo lontano e la vite è a riposo, preoccupa i vignaioli, mentre Italia e Francia si preparano ad una grande vendemmia, con l’Europa, più in generale, pronta a tornare ai propri livelli produttivi normali, dopo la scarsità dell’ultima raccolta, il che, probabilmente, porterà ad un calo del prezzo degli sfusi nei prossimi mesi, come del resto si sta già verificando con i vini cileni e argentini. Ad oggi, però, tra i grandi player regna l’incertezza, ed il mercato si mette in attesa. Il panorama è ovviamente assai più complesso: il mercato del rosso entry level dall’Australia, ad esempio, rimane caldo, mentre i vini di buona qualità del Cile devono fare i conti con scorte (1,05 miliardi di litri) ben inferiori alle stime (1,28 miliardi di litri), con i prezzi degli internazionali di Spagna, visti i volumi limitati, destinati a rimanere solidi. Ecco, brevemente, le dinamiche del mondo enoico fotografato dall’ultimo “Global Market Report” di Ciatti Company, tra i più grandi broker di vino sfuso al mondo, analizzato da WineNews. Spostando l’attenzione sul Belpaese, il Report di Ciatti si focalizza sia sulle dinamiche in vigna, con l’attesa per una vendemmia ormai alle porte, che arriva dopo un andamento stagionale ottimale, pur con qualche preoccupazione per la tenuta nelle ultime settimane e per malattie fungine ed oidio, e che quantitativamente si prospetta in totale inversione di tendenza rispetto allo scorso anno, quando la produzione si fermò a 39,3 milioni di ettolitri (dati Oiv), che su quelle del mercato. Che anche nel Belpaese, per quanto riguarda gli sfusi, è in una sorta di stand by: si aspetta che le uve siano in cantina per capire il livello di produzione e di prezzo della 2018, prima di prendere decisioni avventate. La speranza dei buyer è che i prezzi, con l’aumento della produzione, tornino a scendere, sia nel segmento dei generici entry level, sia in quello dei varietali internazionali, mentre i produttori, in questa specie di partita a scacchi, aspettano che siano i buyer a fare la prima mossa. Così, i prezzi degli sfusi generalmente sono tutti stabili o in calo, con l’annata 2017 ancora in commercio. Il bianco generico si attesta sui 50-60 centesimi di euro al litro, in calo tendenziale, proprio come il rosso generico, mentre lo Chardonnay va sul mercato tra i 75 centesimi e 1,10 euro ed il Cabernet Sauvignon a 70-80 centesimi di euro al litro, proprio come il Merlot, e tutti e tre in discesa sule ultime rivelazioni, mentre il Primitivo resta fermo a 1,20-1,40 euro al litro. Andando ad analizzare i vini a denominazione, il Pinot Grigio Doc conferma una quotazione sul mercato degli sfusi di 1-1,10 euro al litro, il Prosecco Doc resta a 1,90-2,10 euro al litro ed il Montepulciano Doc sugli 0,75-0,80 centesimi di euro al litro, mentre il Chianti Doc, rigorosamente imbottigliato, cresce a 2-2,25 euro al litro. Importante, per capire il trend italiano, è ovviamente il contesto europeo, in particolar modo l’andamento di Spagna e Francia. Tra i filari d’Oltralpe, un luglio caldissimo, con temperature comprese tra i 32 ed i 35 gradi in Languedoc, Côte du Rhône e Provenza e picchi persino di 40 gradi, tanto che anche quest’anno la vendemmia inizierà in netto anticipo rispetto alla media, ma senza problemi di stress idrico, dopo le abbondanti piogge estive, né di malattie e muffe, proprio grazie al caldo che ha preservato le uve di Borgogna, Champagne ed Alsazia. In termini quantitativi, ci sono già le previsioni ufficiali di Agreste, agenzia del Ministero dell’Agricoltura, che parla di una produzione destinata ad attestarsi a 46-48 milioni di ettolitri, il 27% in più del 2017 ed il 7% in più della media degli ultimi cinque anni. Anche in Francia, in attesa della vendemmia, rallenta il mercato degli sfusi, con le quotazioni comunque in altalena. Il bianco generico si vende a 65-80 centesimi di euro al litro, il rosso generico a 60-80 centesimi, entrambi in calo, lo Chardonnay Igp a 1-1,20 euro al litro, il Sauvignon Blanc Igp a 0,95-1,05 euro al litro, il Cabernet Sauvignon Igp a 0,95-1,30 euro al litro, il Merlot Igp a 0,90-1,20 euro al litro, come il Syrah, tutti stabili, mentre a crescere, spinti dalle esportazioni verso gli Usa, sono i Rosé: l’Igp generico costa 1-1,30 euro al litro, come il varietale. Nel Paese Iberico, le stime produttive in vista della vendemmia, già iniziata nelle regioni più calde, parlano di 40-42 milioni di ettolitri, anche qui in netto aumento sulla disastrosa annata 2017. Proprio come in Italia ed in Francia, il mercato degli sfusi di Spagna procede a rilento, ma le quotazioni continuano, seppur lentamente, a scendere, tanto che nessuna tipologia supera il muro dell’euro al litro. Il vino rosso generico scende ad un prezzo di appena 55-75 centesimi di euro al litro, il bianco generico a 50-65 centesimi, ancora meno, il blend di bianco di qualità superiore va sul mercato a 65-75 centesimi, il Sauvignon Blanc si attesta a 0,90-1 euro, così come lo Chardonnay, il Rosé generico a 55-65 centesimi, il rosé varietale a 75-85 centesimi, il Moscato a 70-80 centesimi, il rosso generico di qualità superiore a 75-90 centesimi, il Cabernet Sauvignon ed il Merlot a 0,85-1 euro ed il Syrah a 0,80-1 euro.

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