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AdnKronos

Gregory: il filosofo che tesseva l’elogio del vino, “si gusta nella storia” … “Il vino si gusta nel suo significato non solo enologico, ma anche storico, in quanto prodotto di cultura e non di natura. Il vino appartiene alla storia dell’umanità, e tutta la civiltà mediterranea è segnata dal consumo di questo prodotto miracoloso. Basti pensare alle grandi mitologie greca ed ebraica, che attribuiscono la scoperta del vino l’una a Dioniso, l’altra a Noè, il primo uomo che sopravvive dopo il diluvio. Da allora il vino non risponde solo alla necessità di bere, ma nella sua storia si è caricato di un’infinità di simboli. Penso ancora ai simposi nell’antica Grecia, e all’importanza che hanno come punto di incontro, di civiltà, insegnamento e lavoro politico, ma anche alla cena nel mondo cristiano, rito cruciale dove il vino rappresenta il sangue di Cristo. Il vino rappresenta poi la sapienza, la saggezza, il verbo stesso di Dio. E oggi mantiene la sua importanza come simbolo di convivialità e di civiltà”. Parole “regalate”, in passato, a Winenews.it, dal filosofo Tullio Gregory, morto sabato scorso a Roma all’età di 90 anni. Una vita spesa a servizio del sapere (dalla sua cattedra di Storia della Filosofia alla Sapienza di Roma alla collaborazione con l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, contribuendo tra l’altro alla pubblicazione del Dizionario Enciclopedico Italiano, o anche come firma storica del domenicale de “Il Sole 24 Ore”, solo per fare alcuni tra i tanti, possibili esempi), Gregory, grande appassionato di enogastronomia, è stato non solo un fine buongustaio, ma un “pensatore” moderno della cultura del cibo e della tavola. La cui eredità resta, anche in maniera “plastica”, nei “menu filosofici” ideati dallo stesso Gregory, ancora oggi tra i protagonisti nel
Festival della Filosofia che si tiene ogni anno a Modena, tra i più importanti nel panorama internazionale.

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