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Adnkronos

Ciclismo: tra strade bianche e vigneti di Montalcino … Schmid vince Brunello Wine Stage…Un racconto dell’Italia più bella, popolare e autentica, quella dei territori del vino e della bicicletta, simboli dell’anima del Belpaese: il Giro d’Italia, che oggi a Montalcino (Siena) ha vissuto la “Brunello Wine Stage”, che partita da Perugia, per arrivare nella terra di uno dei più grandi vini del mondo, passando per le strade bianche circondate dalla bellezza dei vigneti già in fiore, ha raccontato a 780 milioni di persone collegate da tutto il mondo non solo la vittoria mozzafiato dello svizzero Mauro Schmid (Team Qhubeka Assos), che ha scritto una pagina immortale del ciclismo, ma anche di un territorio che è simbolo del meglio del made in Italy, della bellezza italiana fatta di storia, architettura, agricoltura e paesaggi disegnati dall'uomo. È il senso del Giro d’Italia e delle “Wine Stage”, format ormai consolidato (e che negli anni ha acceso i riflettori su Barolo e Barbaresco, nelle Langhe, sul Chianti Classico, su Montefalco, terra del Sagrantino, e poi in Franciacorta, passando per la Romagna del Sangiovese o per Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene) e sempre più caro al Giro d'Italia, che, quest’anno, più che mai è anche simbolo di ripartenza e rilancio. La carovana rosa, partita da Perugia, dopo 163 chilometri ed i 35 finali, epici, sulle “strade bianche”, che hanno fatto selezione, ha visto i campioni delle due ruote gareggiare sulla via Francigena, sulle orme degli antichi pellegrini verso la millenaria Abbazia di Sant’Antimo, tra i vigneti di Montalcino, fondata dall’imperatore Carlo Magno. Una tappa che, al di là dell'impresa sportiva, ha dato vita, ancora una volta, ad un racconto che ha affascinato il mondo, in un esempio di storytelling in cui il ciclismo, che è lo sport più legato ai territori ed è fatto delle imprese degli uomini, in un gioco delle parti, è un cronista perfetto. Un connubio forte, quello tra vino e ciclismo, come ricordato, a WineNews, dal vicedirettore de “La Gazzetta dello Sport”, Pier Bergonzi: “d’altronde non è un caso che Italia e Francia, i due Paesi più importanti per il ciclismo, lo siano anche per il vino”. Uno strumento, il Giro d’Italia, capace di raccontare come nessuno, ad un pubblico amplissimo, i grandi territori del vino, come quello del Brunello, come sottolineato dal direttore WineNews, Alessandro Regoli, in un video su “La Gazzetta dello Sport”: “l’immagine dell’Italia più bella, vera e popolare come lo sono una bottiglia ed una bicicletta”. Un racconto, quello del Giro, che intreccia il vino ad un ciclismo che, in giorni come questo, avrebbe detto quel grande narratore di sport ed enogastronomia che era Gianni Mura, “riporta la chiesa al centro del villaggio e il corridore al centro della corsa”, ed “è da mangiare e da bere”. “Il vino e il ciclismo sono il risultato delle imprese degli uomini. In entrambi i casi essi rappresentano un concentrato di pazienza, talento e fatica”, ha detto il presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, partner della “Brunello Wine Stage”, Fabrizio Bindocci. Nel giorno di una tappa del Giro d'Italia che ha raccontato al mondo la bellezza di Montalcino e dell’Italia del vino. L’arrivo del giovanissimo svizzero Mauro Schmid, braccia alzate al cielo, a Montalcino, dopo una fuga lunga quanto tutta la tappa, quasicielo, a Montalcino, dopo una fuga lunga quanto tutta la tappa, quasi impossibile secondo tutti i pronostici, con la carovana rosa coperta dalla polvere delle strade bianche, che ha regalato spettacolo e fatto selezione, regalando emozioni a non finire, come ci si aspettava. Una tappa magica, la “Brunello di Montalcino Wine Stage”, partita da Perugia subito con una fuga a 11 (Lawrence Naesen della Ag2R Citroën, Dries De Bondt della Alpecin-Fenix, Enrico Battaglin della Bardiani-CSF-Faizanè, Francesco Gavazzi della Eolo-Kometa, Simon Guglielmi della Groupama-FDJ, Taco van der Hoorn della Intermarché-Wanty-Gobert, Harm Vanhoucke, Roger Kluge della Lotto Soudal, Bert-Jan Lindeman, Mauro Schmid della Qhubeka-Assos e Alessandro Covi della Uae Team Emirates), che hanno solcando l’Umbria e costeggiando il Trasimeno, sono arrivati in Val d’Orcia Patrimonio Unesco, con un vantaggio di oltre 15 minuti. Poi gli sterrati sulle “strade bianche” (che lo svizzero ama particolarmente) e tra i filari del Brunello di Montalcino, con i diversi passaggi sul passo del Lume Spento, che hanno fatto selezione e sgranato il gruppo, tirato a lungo da Filippo Ganna, e poi ulteriormente sfilacciato, con la maglia rosa Egan Bernal (Ineos Grenadiers) a controllare il distacco e gli altri uomini di classifica, insieme al compagno di squadra Gianni Moscon nel gruppo maglia rosa.

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