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Vino: cantine doc investono in tecnologia e risorse umane. Antinori, Planeta, Caprai, Castello Banfi e altri così escono da crisi ... Affrontare la crisi come opportunità di sviluppo: ci sono nel mondo del vino italiano esempi virtuosi di aziende che, nonostante la congiuntura economica negativa, non hanno mai smesso di puntare su infrastrutture, ricerca e risorse umane. Da Antinori a Bellavista, da Castello Banfi a Arnaldo Caprai, da Umani Ronchi a Planeta, da Venica & Venica a La Vis e Marchesi di Barolo, ecco le cantine del Belpaese che hanno trovato il loro personale antidoto alla crisi, mettendo in campo nuovi investimenti e diversificando le proprie attività. Ecco una fotografia del settore alla vigilia del Vinitaly, in programma a Veronafiere dall’8 al 12 aprile. “Proprio in questo momento è necessario investire, per uscire il prima possibile dalla crisi - afferma Marco Caprai, a capo della cantina umbra Arnaldo Caprai, che negli ultimi anni ha lanciato il Sagrantino di Montefalco nel mondo - Noi abbiamo cercato di mettere a profitto, in una fase cosi’ complicata, le opportunità offerte da nuovi bandi e finanziamenti rivolti da un lato, alla promozione nei Paesi extra-europei come sostegno alle vendite dall’altro, a progetti di ricerca ed innovazione”. “Le aziende di qualità non possono certo bloccarsi in questa fase - spiega Ornella Venica, alla guida insieme al marito Gianni della cantina friulana Venica & Venica - nell’incerta attesa di tempi migliori. Anzi, proprio dalla crisi possono scaturire maggiori opportunità. Noi in particolare stiamo investendo sulla valorizzazione del patrimonio vitivinicolo esistente, varando ricerche in campo agronomico sulla sostenibilità ambientale, con progetti rivolti a conseguire l’autosufficienza energetica dell’azienda, e sul servizio al cliente, in particolare riguardo all’accoglienza”. “Non ci sono alternative, un’azienda seria ed intelligente deve necessariamente guardare avanti - sostiene Fausto Peratoner dell’azienda La Vis, una delle maggiori realtà del Trentino - Dopo aver investito in maniera considerevole negli ultimi due anni, noi stiamo consolidando la nostra realtà, focalizzandoci sugli asset strategici dell’azienda. In questo momento particolare lo snodo cruciale è rappresentato dal mercato: per questo abbiamo investito nel potenziamento della rete commerciale e nel marketing”. Ecco l’opinione di Mattia Vezzola, enologo di Bellavista, una delle griffe piu’ celebri della Franciacorta: “Ritengo che quella che stiamo vivendo non debba essere considerata una crisi, ma bensi’ una fase di cambiamento culturale, equiparabile a quello che è stato il ‘68. Simbolicamente, è come passare dal tight ai jeans, dal tango al rock and roll. Il consumatore attento non rinuncia alla qualità, ma non è piu’ disposto a farsi derubare da nessuno. Bellavista da sempre punta sulla qualità, e così continueremo a fare, investendo in particolare sulle nostre risorse umane, perchè in certi momenti sono le persone a fare la differenza. Quindi le parole d’ordine per noi sono formazione, coinvolgimento e condivisione dei progetti con tutto il nostro staff”. Anche Michele Bernetti, che guida la griffe marchigiana Umani Ronchi, concorda sulla necessità di guardare avanti. “Abbiamo fatto nel 2009, e continueremo quest’anno, importanti investimenti in azienda, sfruttando anche il Piano di Sviluppo Rurale della regione. A partire dalla cantina, - spiega - dove abbiamo acquistato una nuova etichettatrice, che consentirà una maggiore elasticità nella produzione, ed un nuovo impianto di filtrazione, che si avvale delle piu’ moderne tecnologie. In campagna abbiamo sostituito alcuni macchinari, mentre negli uffici abbiamo adottato un nuovo e sofisticato software gestionale, un notevole investimento economico che produrrà un miglior coordinamento ed efficienza tra i diversi reparti dell’azienda”. Renzo Cotarella, enologo di Antinori, una delle piu’ note aziende del vino italiano nel mondo, afferma: “In momenti come questi è necessario mantenere alta la guardia, in particolare riguardo al mercato, ma nel mondo del vino chi smette di investire è perduto. Dunque è importante continuare a puntare, e noi lo facciamo adesso piu’ di sempre, sulla ricerca, sulle risorse umane, sulle attrezzature e la tecnologia. Occorre guardare al lungo periodo, nella consapevolezza che i cicli si susseguono e che ad uno negativo segue necessariamente uno positivo”. Enrico Viglierchio di Castello Banfi, azienda leader del Brunello di Montalcino, è dello stesso parere. “La crisi non deve certo fermare gli investimenti: in questo momento vanno però ridefinite le priorità, fermo restando che un’azienda come la nostra pianifica sul medio-lungo termine. Ci concentriamo sugli elementi che riteniamo piu’ importanti: abbiamo investito sui sistemi di cernita e selezione delle uve prima della raccolta, sulla vendemmia meccanica, sulla formazione degli addetti alla cantina, e infine sul supporto alle vendite”. Secondo Alessio Planeta, alla guida con Francesca e Santi Planeta della cantina siciliana protagonista della rinascita enologica dell’isola, “la crisi economica non deve essere vista necessariamente come una crisi di idee, soprattutto di quelle buone, che devono essere portate avanti con coraggio. Noi abbiamo investito in particolare su due fronti: nel settore dell’eno-turismo, sul quale puntiamo moltissimo, con “La Foresteria”, un wine resort di 14 stanze a Menfi, una zona di crescente richiamo. E poi ci siamo lanciati nel recupero e nel rilancio del Mamertino, antico vitigno autoctono siciliano, per provare a ricreare il vino che si beveva al tempo di Giulio Cesare. Sotto la guida del professor Attilio Scienza abbiamo impiantato un vigneto di alcuni ettari a Capo Milazzo: la prima vendemmia è prevista tra cinque anni”. Ernesto Abbona di Marchesi di Barolo, una delle piu’ blasonate cantine piemontesi, dichiara: “Non solo in questo momento non ci siamo fermati, ma paradossalmente abbiamo fatto piu’ investimenti del solito: a partire da un macchinario particolarmente complesso e costoso per la linea di imbottigliamento, che semplificherà molto il nostro lavoro. In piu’ abbiamo fatto nuove assunzioni ed effettuato importanti opere di miglioramento per l’accesso alla cantina, perchè l’accoglienza agli eno-turisti rimane una delle nostre priorità”.

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