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La “Miracle machine” è una bufala, a fin di bene per raccogliere fondi per il progetto “Wine to water” ... C’è cascata, grosso modo, tutta la stampa del mondo, specializzata e non, senza contare le tantissime condivisioni sui social network. Ma alla fine, la “Miracle Machine”, che prometteva di trasformare in 3 giorni l’acqua (con qualche aggiunta e un’app) in vino di qualità, come Gesù nelle “Nozze di Cana”, si è rivelata solo una trovata pubblicitaria. Una bufala, ma a fini benefici: lo scopo reale era quello di dare visibilità e raccogliere fondi per “Wine to Water” (http://winetowater.org), ong che si occupa di portare acqua pulita e potabile nelle zone del mondo in cui questa è una merce assai più preziosa si qualsiasi vino di pregio. Il tutto, riferisce il sito WineNews, è spiegato da un video sul sito dell’organizzazione, introdotto da questo messaggio: “ok, mani in alto: non esiste. La “Miracle Machine” ha generato enorme interesse in tutto il mondo. Noi di “Wine to Water” ed i nostri sostenitori Kevin Boyer e Philip James (il primo sommelier, buyer e presidente di Customvine, il secondo Ceo di Lot18, ndr) siamo dispiaciuti di aver deluso chi era impaziente di ottenere vino di alta qualità in 3 giorni. Guarda questo video per scoprire un vero miracolo”. Il vero miracolo in questione, è in realtà il sostegno al progetto iniziato, diversi anni fa (e di cui vi abbiamo già parlato su WineNews) di Doc Hendley, barista americano. Che chiunque può dare con una donazione, o comprando i vini del progetto (ma solo per chi si trova in Usa) creati ad hoc per l’occasione, Sauvingnon Blanc e Cabernet Sauvignon, annata 2012, entrambi dalla Napa Valley, brandizzati, ovviamente, “Wine to Water”, in confezioni da tre bottiglie il cui prezzo va dai 75 ai 93 dollari. “Con il costo di ogni bottiglia possiamo produrre acqua potabile per un famiglia per cinque anni. È questo il vero miracolo”, spiega Hendley. Una bugia a fin di bene, insomma, quella della “Miracle Machine”. Nonché ottimo esempio di campagna di comunicazione “virale”.

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