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Coldiretti, posti lavoro salgono a 1,25 mln, 55% sono “Doc” ... Dalle aziende vitivinicole sono nate opportunità di lavoro per un milione e duecentocinquantamila italiani nel 2012 con un aumento del 3% rispetto all’anno precedente di quanti sono impegnati direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto. Lo ha reso noto il Presidente della Coldiretti Sergio Marini nel suo intervento all’incontro “50 anni di qualità e bellezza nei territori”, organizzato da Coldiretti. Oltre la metà (55%) dei posti di lavoro nasce dalla produzione di vini a denominazione di origine (Doc/Docg) che- ha sottolineato Marini - hanno dato un impulso determinante allo sviluppo del settore negli ultimi cinquanta anni”. E l’introduzione dei marchi Doc e Docg, 50 anni fa, ha avuto un effetto molto positivo per il settore e ha valorizzato in misura rilevante le stesse aree interessate. Insomma, “il vino è stato in grado di creare qualità, benessere, occupazione e sviluppo economico “Da allora - ha ricordato Marini - quando la maggioranza del vino esportato era sfuso, si è arrivati al record storico delle esportazioni italiane di vini “Doc/Docg” che nel 2012 hanno superato per la prima volta - ha precisato Marini - il tetto dei 2 miliardi di euro (2,086 miliardi) con un aumento dell’8%, superiore a quello medio del vino. A cambiare - continua Marini - è stata l’intera economia dei territori coinvolti come dimostra il fatto che, ad esempio, il valore di un ettaro di Frascati ha superato il valore di 150mila euro con un aumento di 35 volte rispetto al 3 marzo 1966 in cui è stata riconosciuta la Doc con Decreto del presidente della Repubblica avente data 3 marzo 1966. Lo stesso valore di un ettaro di vigneto a Brunello ha raggiunto i 380mila euro, con un aumento di quasi 25 volte rispetto alle quotazioni di 15.537 euro per ettaro dell’anno di nascita del Consorzio di Tutela nel 1967 secondo WineNews”. L’impatto positivo si è esteso però oltre i confini della vigna poichè la raccolta di un grappolo alimenta, secondo l’analisi della Coldiretti, opportunità di lavoro in ben 18 settori: agricoltura, industria trasformazione, commercio/ristorazione, vetro per bicchieri e bottiglie, lavorazione del sughero per tappi, trasporti, assicurazioni/credito/finanza, accessori come cavatappi, sciabole e etilometri, vivaismo, imballaggi come etichette e cartoni, ricerca/formazione/divulgazione, enoturismo, cosmetica, benessere/salute con l’enoterapia, editoria, pubblicità, informatica, bioenergie. La Coldiretti tiene poi a ricordare i benefici per lo sviluppo locale dei territori del vino che si posizionano in vetta alle diverse classifiche sulla qualità della vita, e sono anche meta delle vacanze di italiani e stranieri con il turismo enogastronomico che ha raggiunto “in Italia un giro d’affari che va dai 4 ai 5 miliardi di euro l’anno - spiega il presidente delle Città del Vino, Pietro Iadanza - capace di far muovere dai 4 ai 6 milioni di turisti, con una crescita che nel 2012 è stata del più 12% sul 2011, in controtendenza all’andamento generale del turismo in Italia”.

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