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Vino: WineNews, Christie’s apre prima divisione di real estate ... Il business del vino, nel mondo, tira, e in tanti cercano di sfruttarne l’appeal. Chi, secondo il sito WineNews, puntando sui grandi capitali, chi sulla passione dei collezionisti, e chi sul mass-market, coinvolgendo i consumatori dal basso. Della prima “filosofia” è paradigmatica l’ultima esperienza della casa d’aste Christie’s, che ha aperto, ad Hong Kong la sua prima divisione di “real estate” specializzata nella consulenza per l’acquisto di cantine (www.christiesrealestate.com/eng/vineyards), puntando decisamente sui ricchi asiatici e cinesi in particolare. Che stanno comprando soprattutto a Bordeaux: come ricorda “The Drink Business”, nel 2011 su 35 chateaux venduti, 21 sono andati ai cinesi, e nel 2012 23 su 37. Un trend che non si arresta: è di pochi giorni la notizia dell’acquisto di Chateau La Fleur Jonquet da parte dell’architetto cinese Wengcheng Li (che ha già Chateau La Dominante e Chateau Lucas). Ma c’è anche chi focalizza il suo business su chi investe in bottiglie, come il celebre Liv-Ex (www.liv-ex.com), che con i suoi indici è diventato il benchmark mondiale delle quotazioni delle grandi bottiglie, soprattutto bordolesi, ma non solo (c’è anche un indice tutto dedicato ai Supertuscan, per esempio), che ora, per i suoi abbonati, ha lanciato un servizio che permette di comparare in pochi click le performance degli indici enoici (ma anche di una singola bottiglia o cantina) con quelli dei principali indici di borsa mondiali, dal Dow Jones al Cac 40, dall’S&P 500 al Nikkei, e anche dell’oro. E così gli investitori potranno decidere con più facilità come comporre il loro “portafoglio titoli”. Il business del vino, però, è soprattutto di mercato di massa. Sul quale punta Tesco, gruppo n. 3 al mondo della gdo, che ha appena lanciato un sito di e-commerce, Tesco Wine Co-buys (www.tesco.com/wine/zone/default.aspx?name=co-buys), che premia la socialità dell’acquisto di vino sfuso (bag in box) dando potere al consumatore, da ogni punto di vista. Come per altre iniziative simili, il prezzo scende all’aumentare del numero dei partecipanti all’acquisto, ma con due importanti innovazioni: gli acquirenti possono scegliere un prezzo massimo da non superare, e poi il “capofila”, che promuove l’azione d’acquisto sui social, viene premiato con una cassa di vino in regalo se riesce ad aggregare un grande numero di acquirenti. Perché le vie dell’eno-business sono infinite

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