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Analisi Aicig/Ismea - La qualità (si) paga: in Italia i prodotti Dop e Igp, nei primi 8 mesi 2016, hanno visto crescere gli acquisti sia in valore (+7% sul 2015) che in volume (+12,1%); bene soprattutto formaggi, salumi e olio

In un contesto di generale riduzione dei consumi alimentari in Italia, la qualità continua a pagare. Tanto che le vendite di prodotti Dop e Igp nei primi 8 mesi del 2016 hanno visto crescere gli acquisti sia in valore (+7% sul 2015) che in volume (+12,1%). A dirlo i primi dati del monitoraggio realizzato da Ismea e Aicig (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche), con il supporto di Nielsen che misura la situazione complessiva sull’andamento degli acquisti finali di prodotti nelle categorie commerciali più rappresentative, le tendenze alimentari nelle diverse aree geografiche, le scelte dei canali e dei comportamenti d’acquisto e così via. In particolare, nel periodo gennaio-agosto 2016, le vendite a peso fisso di formaggi Dop hanno mostrato un +8% in volume e un +5,7% sui primi otto mesi del 2015, mentre le vendite di formaggi senza marchio sono risultate in crescita solo in volume (+1,4%). Tra i salumi, Dop e Igp sono cresciute del 3,9% in volume e del 7,2%, più dei prodotti generici che hanno fatto +1,2% in volume e +2,4% in valore. E il divario tra prodotti a indicazione geografica e non è ancora più grande per l’olio extravergine di oliva, con quello Dop e Igp cresciuto del 6,9% in volume e del 3,2%, mentre quello “generico” ha registrato un calo del -10,4% in volume e del -7,3% in valore.
Ma se questo vale in generale, analizzando solo la distribuzione moderna e il dettaglio tradizionale, le tendenze mostrano una contrazione, seppur lieve, dei formaggi Dop monitorati sia in volume che in valore (rispettivamente -0,7% e -0,8%), mentre i salumi Dop e Igp, stabili sul fronte dei volumi, registrano +1,3% sul fronte dei valori, rispetto alla flessione generale delle vendite dei salumi (-2,8% in volume e -2% in valore).
Dato curioso quello che riguarda le strategie di promozione della Gdo: tra maggio ed agosto 2016, prodotti come Parmigiano reggiano Dop, Grana padano Dop, Mozzarella di Bufala Campana Dop, Prosciutto Crudo di Parma Dop, Prosciutto Crudo San Daniele Dop e Mortadella di Bologna Igp sono stati protagonisti di oltre il 75% delle promozioni, soprattutto con la formula del “taglio prezzo” e “difelity”. E tra i livelli di scontistica, la fascia 15-29% prevale nella Mozzarella di Bufala Campana, quella che va dal 30 al 39% riguarda soprattutto i formaggi duri e il prosciutto crudo, mentre nella Mortadella Bologna sono più numerosi gli sconti che tagliano il prezzo oltre il 40%.
Questa nuova attività di monitoraggio dei più importanti prodotti Dop e Igp, spiega una nota, “è stata ideata e sviluppata in collaborazione tra Aicig e Ismea, col supporto tecnico di Nielsen che ha rielaborato ad hoc le sue basi di dati relativi ai servizi Rms (Retail Measurement System) e Folder@net (la promozionalità nella Gdo). In questa fase di start up, l’attività ha analizzato le opportunità e i limiti offerti dalle differenti banche dati che poi saranno organicamente composte per rendere fruibili e leggibili i dati. Gli strumenti di monitoraggio riguardano un campione di prodotti a indicazione geografica a peso fisso/imposto presso la distribuzione moderna compresi i discount - campione di 9.000 punti vendita, che coprono quasi il 100% degli ipermercati e il 50% dei supermercati - e un campione di soli salumi e formaggi a peso fisso/imposto e variabile presso la distribuzione moderna e il normal trade, ma senza discount”.

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