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BOLLICINE E PREMI

Annamaria Clementi 2009 di Ca’ del Bosco è il “Best Italian Sparkling Wine” 2019

Maurizio Zanella: “stiamo lavorando nella giusta direzione, la Franciacorta colma il gap storico con lo Champagne con innovazione e tecnologia”

L’annuncio è di qualche settimana fa, ma la premiazione è arrivata solo ieri sera, quando a Londra sono stati svelati, e consegnati i riconoscimenti più importanti degli “Champagne & Sparkling Wine World Championships” 2019, la più prestigiosa competizione dedicata alle bollicine, ideata da Tom Stevenson, un’autorità internazionale nel settore, che ha incoronato, per la terza volta, Ferrari, leader del Trentodoc, come “Sparkling Wine Producer of the Year”, mentre il suo enologo, Ruben Larentis, ha ricevuto il “Lifetime Achievement Award”.
Ma non finisce qui, perché l’Italia fa incetta anche di premi speciali, a partire ovviamente dal “Best Italian Sparkling Wine” 2019, andato al Franciacorta Annamaria Clementi 2009 in magnum di Ca’ del Bosco, una delle più grandi interpretazioni del territorio, che si aggiudica anche il “Best Franciacorta”. Riconoscimenti importanti, perché, come racconta a WineNews Maurizio Zanella, alla guida della griffe del Franciacorta, “il nostro territorio, ed i nostri vini, hanno bisogno che si crei una domanda adeguata tra i consumatori: se i trader già conoscono ed apprezzano la Franciacorta, il giudizio della critica, ed i premi che ne conseguono, hanno un valore fondamentale, e dimostrano che stiamo lavorando nella giusta direzione, quella della qualità e della valorizzazione delle nostre peculiarità. Siamo relativamente giovani - continua Zanella - ci mancano ancora tradizione e cultura per poterci paragonare a realtà come quella dello Champagne, diciamo che ad oggi la Franciacorta esprime il 75% delle proprie potenzialità”. Con l’obiettivo, riprende Maurizio Zanella, “nel giro dei prossimi 10-20 anni, di sviluppare per intero il potenziale di un territorio che, pur peccando in esperienza, ha imparato a ridurre il gap lavorando sull’innovazione. Non aver avuto esempi da seguire pedissequamente, in questo senso, ci ha lasciato la piena libertà di sperimentare ed innovare, e se in vigna manca ancora qualcosa, in cantina oggi sono i vigneron dello Champagne ad attingere alle nostre tecnologie”.
Tornando ai premi, nel World Champion, il Belpaese ha brillato anche nelle categorie “Sparkling Aromatic Wine” 2019 con l’Asti Cuvage di Acquesi, “Sparkling Red Wine” 2019 con il Lambrusco Reggiano Il Campanone 2018 di Lombardini, “Classic Rosé” 2019 con il Perlé Rosé 2013 di Ferrari, “Classic Blanc de Noirs” 2019 con il Perlé Nero 2010 in magnum di Ferrari e “Classic Brut Non-Vintage Blend” 2019 con il Franciacorta Brut di Lantieri de Paratico.
Finiscono fuori dai confini vitivinicoli del Belpaese, invece, il “Supreme World Champion” 2019, andato al Dom Pérignon 2004 Brut in magnum, il vincitore del “The Chairman’s Trophy” 2019 è, invece, il Palmer & Co 2003 Grands Terroirs in magnum, il “The Tony Jordan Rising Star Trophy” 2019 è andato al Midalidare Thracian Lowlands (Bulgaria), il “Library Vintage” 2019 al Louis Roederer 1995 Cristal Rosé Vinotheque in magnum, il “Classic Blanc de Blancs” 2019 è il Palmer & Co Blanc de Blancs in magnum ed il “Classic Brut Vintage Blend” 2019 è il Louis Roederer 2012 Brut Vintage in magnum.
In tutto, sono state 185 le medaglie d’oro e 212 medaglie d’argento premiate, con vini da 18 Paesi e, per la prima volta, l’Italia ha superato la Francia: 71 ori per il Belpaese contro i 61 dei francesi, e 89 argenti contro 44. E, a testimonianza della crescita della spumantistica italiana, tante sono le denominazioni del Belpaese, dal Trentodoc stesso, che oltre che con Ferrari ha conquistato medaglie d’oro con cantine come Rotari, Maso Martis, Letrari, Cantina Rotaliana, Cantina d’Isera, Toblino, per citarne alcune, alla Franciacorta, con Cà del Bosco, Guido Berlucchi, Fratelli Berlucchi, Corte Aura, Bosco del Merlo, Castel Faglia, Uberti, Turra, Quadra, Il Mosnel o Ferghettina, tra le altre, o ancora il Prosecco Doc, con brand come Bosco del Merlo, e Docg, con griffe come Villa Sandi e Nino Franco, senza dimenticare il mondo Lambrusco, con realtà come Albinea Canali, Cantina Santa Croce e Cleto Chiarli, per fare degli esempi. Alfieri di un’Italia delle bollicine che punta sempre di più sulla qualità.

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