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VINO & AFFARI

Arnaldo Caprai, simbolo del Sagrantino di Montefalco, nel portafoglio di Angelini Wines & Estates

Nuovo corso per la celebre cantina Umbra, con Marco Caprai, che rimane alla guida e sale dal 25,5% al 35% del capitale, per una partnership strategica

Inizia un nuovo corso per la Arnaldo Caprai, la cantina guidata da Marco Caprai che, grazie a ricerche scientifiche ed investimenti culturali, ha recuperato e rilanciato il Sagrantino di Montefalco nel mondo, ridando vita ad un intero territorio: il Gruppo Angelini Wines & Estates, guidato dal Ceo Alberto Lusini, ha acquisito la maggioranza dell’azienda umbra, rilevando le quote detenute da una parte della famiglia Caprai non coinvolta nell’attività vinicola e dal fondo Orlean. Marco Caprai, che ha creato e guidato la cantina, vede la sua quota societaria salire dal 25,5% al 35%, e continua a ricoprire il suo ruolo in azienda. Si compie così il passaggio generazionale che, grazie alla solidità e alla visione del gruppo Angelini, garantirà un grande futuro all’azienda e all’intero territorio del Sagrantino di Montefalco.
L’operazione, arriva in un momento di grande fermento per il settore e rappresenta un segnale di forte ottimismo in vista del Vinitaly 2026: un grande gruppo imprenditoriale come Angelini torna ad investire, con convinzione nel vino italiano, scegliendo in particolare l’eccellenza assoluta rappresentata dal Sagrantino di Montefalco. Con il gruppo vinicolo della famiglia Angelini, dunque, che alle sue già prestigiose tenute (da Bertani in Valpolicella a Val di Suga a Montalcino, da Tenuta Trerose a Montepulciano, a San Leonino, nel Chianti Classico, tutte in Toscana, dalla friulana Puiatti alla marchigiana Fazi Battaglia, per oltre 460 ettari vitati ed un bilancio 2024 con ricavi per 30 milioni di euro, ndr), aggiunge anche la perla del Sagrantino di Montefalco, che conta oggi su oltre 150 ettari vitati. E che, come detto, grazie agli investimenti voluti e guidati da Marco Caprai, ha guardato ben oltre i confini aziendali, tra ricerche scientifiche in collaborazione con tanti Istituti (tra tutti quella con l’Università di Milano, guidata dal professor Leonardo Valenti, già dal 1989, sulle potenzialità qualitative del vitigno Sagrantino, fino ad allora prodotto sostanzialmente in versione passita, creando anche il vigneto “Cobra”, che è la più ricca banca dati al mondo sul Sagrantino) e progetti culturali e di territorio (come, per citarne una, il restauro degli affreschi rinascimentali di Benozzo Gozzoli a Montefalco, nel duecentesco Monastero delle Suore di Santa Chiara, dove erano custodite le antiche piante di Sagrantino, da cui nasceva il vino da messa di San Francesco, e di cui gli stessi affreschi sono una delle più preziose e storiche testimonianze).
Senza dimenticare il ruolo pionieristico anche in tema di enoturismo, nel territorio, ma anche la capacità di coniugare attività di impresa e ambito sociale, come racconta il progetto di inclusione e di lavoro sociale con la Caritas di Foligno - pluripremiato, dall’Onu a Symbola-Fondazione per le Qualità Italiane, per il quale Marco Caprai ha ricevuto il riconoscimento di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e che, in dieci anni, ha dato a lavoro a centinaia di richiedenti asilo politico, favorendo, così, la loro integrazione in Italia e nel tessuto sociale del territorio del Sagrantino di Montefalco.
Una filosofia aziendale vocata al massimo della qualità possibile, con un valore ed un prestigio riconosciuto nel mondo (anche grazie ad etichette simbolo e strapremiate, su tutti il Sagrantino di Montefalco 25 anni, ma non solo), quella di Caprai, che, dal 2015, ha portato alla collaborazione della cantina umbra con il più importante enologo dell’era moderna a livello mondiale, Michel Rolland, recentemente scomparso, ed al suo allievo e futuro testimone Julien Viaud.
Una storia, quella della Arnaldo Caprai, iniziata nel 1971, quando Arnaldo Caprai, già imprenditore umbro nel settore tessile investito nel 2002 del titolo di Cavaliere del Lavoro per Meriti in Agricoltura, acquistò 42 ettari a Montefalco, di cui quattro già vitati nella Tenuta Val di Maggio, per realizzare il sogno di condurre un’azienda agricola per la produzione di vino, per valorizzare le potenzialità del vitigno autoctono Sagrantino. Nel 1986 poi, l’arrivo del figlio Marco Caprai alla conduzione dell’azienda segna davvero il punto di svolta nella storia vitivinicola del territorio.
Una storia che, oggi, prosegue sotto una nuova proprietà di assoluto prestigio, come quella di Angelini Wines & Estates (gruppo della famiglia Angelini, quella del grande gruppo farmaceutico, ndr), in una operazione che porta anche a compimento il passaggio generazionale della Arnaldo Caprai che, grazie alla forza e alla visione del gruppo Angelini, garantirà un grande futuro alla cantina: con Marco Caprai a rappresentarne l’anima e la continuità, proiettata con rinnovata ambizione verso i mercati del mondo.

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