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ASTA DEI RECORD ... PER UN TARTUFO ITALIANO (DA 900 GRAMMI) ARRIVANO DALLA CINA 330.000 DOLLARI

Asta record per il più grande tartufo italiano della stagione, 900 grammi di bontà trovati a Palaia, nel Pisano. Un miliardario cinese, Stanley Ho, si è aggiudicato il mega-tartufo per l’incredibile somma di 330.000 dollari. All’Asta Internazionale del Tartufo Italiano, promossa da Giselle Oberti, riconosciuta ambasciatrice del tartufo italiano nel mondo, sono stati messi in palio 16 lotti di tartufi provenienti dalle diverse zone tartufigene italiane. L’evento, realizzato con il patrocinio e con il contributo economico del Ministero delle Politiche Agricole, ha carattere filantropico: il ricavato dell’asta andrà alle Fondazioni Operation Smile per la sede italiana, all’Institute of Cancer Research per quella inglese ed in Cina si devolveranno i fondi ricavati alla Caritas e alla Special Olympics di Macao.

Il tartufo toscano del peso di oltre 900grammi è stato trovato il 23 novembre da Cristiano Savini e dal suo cane Giotto, a Palaia (Pisa), nella stessa località in cui si trovò, 3 anni fa, il “tartufo del secolo” di 1,500 kg battuto alla cifra record di 330.000 dollari, e da lui stesso donato all’asta.

L’altro tartufo del lotto clou della serata è molisano, pesa 350grammi, è stato trovato nella provincia di Campobasso da Vittorio Palumbo e donato all’asta dall’azienda Centro Tartufi Molise. Il maxilotto è stato portato in volo dallo chef Alfonso Iaccarino, su un aereo della Cathay Pacific, a Macao è stato battuto da Christies’ e, grazie al collegamento satellitare, è stato conteso dai partecipanti delle sedi cinese, inglese o italiana, che è rappresentata dal ristorante “La Pergola” del pluristellato chef Heinz Beck, dove si sono dati appuntamento personalità del mondo economico, artistico e politico.

In tutto l’asta ha raccolto 440.000 dollari. “Senza nessuna intenzione di togliere primati storici e commerciali alle altre città del tartufo, le varie zone tartufigene italiane - dichiara Giselle Oberti - rivendicano il diritto ad essere nominate e riconosciute in quanto tali, per poter aspirare anch’esse a quel richiamo turistico che un simile prodotto genera nel pubblico degli estimatori enogastronomici del “made in Italy”, siano essi italiani o stranieri. Il richiamo verso i nostri territori in grado di offrire , assieme al prezioso fungo ipogeo, una sana e gustosa gastronomia, bellezze artistiche e paesaggistiche, un’accoglienza di qualità, può e deve essere - in questo momento di crisi economica - sostenuto e rilanciato nel mondo”.

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