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SCENARI

Aumentare la produzione di cibo e l’export: il mondo del bio pianifica il futuro

A Veronafiere la rassegna B/Open n. 2 che ha accolto buyer da tutto il mondo. Tra gli obiettivi, portare le superfici “organic” al 25%
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B-Open, la fiera professionale del biologico di Veronafiere (ph: Ennevi)

Obiettivo: incrementare le superfici agricole coltivate in maniera “organic” dal 17% al 25% entro 2030 (secondo quanto previsto dal Green Deal europeo e dalla strategia Farm to Fork), aumentare la produzione del cibo biologico Made in Italy per far crescere la domanda interna e, parallelamente, sostenere l’export dei prodotti bio di qualità dall’Italia per spingere il flusso di esportazioni che già oggi hanno superato i 3 miliardi di euro con i consumi domestici che, invece, si attestano oltre i 4,6 miliardi di euro. Ecco gli argomenti centrali di B/Open n. 2 (in presenza), la rassegna business to business dedicata al bio-food, organizzata da Veronafiere che ha accolto buyer qualificati italiani e stranieri (Germania, Danimarca, Spagna, area dei Balcani, Turchia, Stati Uniti, Russia e Israele) proponendo una formula esclusivamente riservata al business. Le catene di approvvigionamento del biologico hanno individuato Veronafiere come piattaforma non soltanto per gli affari e l’export, ma per rilanciare un settore che, sul piano produttivo è chiamato a raggiungere obiettivi ambiziosi.
Il dialogo all’interno delle filiere, azioni per favorire la domanda e spingere i consumi così da non innescare squilibri di mercato e conseguenti black-out, soluzioni per aumentare l’innovazione digitale e accompagnare la transizione ecologica sono le leve fondamentali che gli operatori hanno individuato come determinanti per compiere quello scatto che porterebbe il biologico italiano a migliorare la competitività e non subire la rincorsa di altri Paesi comunitari che stanno accelerando sul bio. Parallelamente, i produttori da B/Open hanno individuato formule multifunzionali, rotazioni in campo e integrazioni delle filiere come requisiti essenziali per migliorare la redditività e la competitività, altri punti chiave insieme alla riduzione degli sprechi all’interno delle catene di approvvigionamento; pianificazioni produttive lungimiranti, procedure più semplici e riduzione della burocrazia come ulteriore spinta alla crescita.
Ad A B/Open è emersa chiaramente la consapevolezza che il sistema è chiamato a compiere un salto di qualità per passare da mera produzione per il mercato a organizzazioni strutturate e reti di impresa per lo sviluppo di filiere verticali integrate. Un futuro che può essere caratterizzato da occasioni da sfruttare: i finanziamenti e le opportunità di sostegno al reddito per i produttori biologici (e in alcuni casi della filiera) non mancano, dalla riforma della Politica Agricola Comune (Pac) con i Programmi di Sviluppo Rurale (Psr) al Piano Strategico Nazionale che si sta definendo in queste settimane, alle opportunità di accedere alle risorse del Pnrr e al Fondo complementare del Piano Nazionale di Ripartenza e Resilienza.

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