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MERCATO

Barolo e Barbaresco, i diamanti della corona del vino di qualità italiano in Usa

A WineNews, da “Barolo & Barbaresco World Opening”, le parole dei protagonisti del mercato enoico in California

La “realtà” delle griffe di Langa, che nella stragrande maggioranza dei casi sono guidate da famiglie del vino che portano avanti tradizioni secolari, si cala nel regno della “fiction”, la Los Angeles culla del cinema e capitale della California, dove si concentra buona parte della produzione e del consumo di vino in Usa, protagonista di “Barolo & Barbaresco World Opening”, evento voluto dal Consorzio del Barolo e del Barbaresco, che nei giorni scorsi ha portato nella “città degli angeli”, in California, i vini di 200 produttori e la cucina delle Langhe. Con punteggi da Oscar per i vini: 94,4 su 100 il rating del Barolo 2018, 98,3 per il Barbaresco 2019.

Gli Stati Uniti, del resto, nel 2021 hanno importato qualcosa come 6 miliardi di euro di vino, pari al 21,5% di tutto il vino importato lo scorso anno, e poco meno di una bottiglia su cinque di Barolo (18,7%) e Barbaresco (19%) vola ogni anno Oltreoceano. Con la California, al pari di New York, meta privilegiata: il Nebbiolo, sulla West Coast, non è più una nicchia, ma una vera e propria passione, per i wine lover alle prime armi come per i conoscitori più scafati. Star non solo delle wine list dei tanti ristoranti italiani, ma anche delle cantine dei locali dove si mangia francese o californiano, perché Barolo e Barbaresco, oltre ad essere ambasciatori delle Langhe nel mondo, “giocano” da anni nel campo dei grandi, con i vini di Borgogna e quelli di Bordeaux, protagonisti nelle aste internazionali e nei wine club, come raccontano, a WineNews, i protagonisti del mercato californiano, dove Barolo e Barbaresco sono i diamanti della corona del vino di qualità italiano.

“Il wine lover che ha sempre comprato Barolo e Barbaresco lascia posto alla curiosità di giovani appassionati che si stanno avvicinando al Nebbiolo, perché trovano in questo vino un mondo affascinante”, racconta Dino Capriotti (Vinity Wine Company). “Le vendite continuano a crescere, e la cosa interessante è che Barbaresco e Barolo non sono più strettamente legati alla ristorazione italiana. Noi lo proponiamo ad una ristorazione più vasta, compresa la cucina californiana e francese. La chiave del successo di questi vini sta nella loro storia e tradizione, e quindi, se dovessi dare un suggerimento ai produttori, sarebbe quello di restare fedeli a sé stessi facendo il vino più buono possibile, senza confondersi nel fare un vino per il mercato”.

Roberto Bruno, direttore generale e chief commercial officer Fontanafredda, sottolinea la “grande ripartenza del Piemonte delle Langhe sul mercato americano, che è molto ricettivo specialmente per il Barolo, sempre più brand di territorio con trend in crescita già da tempo. Lo stile dei vini apprezzati dai wine lover anche californiani si sta avvicinando molto a quelli che un tempo erano etichettati come “food-wine”, per la loro eleganza e complessità, per questo denominazioni come la nostra, che di quei valori hanno fatto il loro punto di forza, stanno avendo grande successo. Trent’anni fa il nostro Barolo Serralunga è stato il primo a denominazione comunale e oggi che il territorio e le sue sfumature sono il cuore dello storytelling della denominazione, dobbiamo sforzarci tutti di valorizzarlo e raccontarlo. Nella lunga storia del Barolo ci sono stati momenti meno favorevoli, oltre a quelli felici come questo, per questo bisogna stare sempre uniti”.

Per Justin Gallen (Rinascimento Wine Company), “in questo momento negli Stati Uniti, nonostante il cambio svantaggioso del dollaro con l’euro, il vino sta vivendo un boom senza precedenti. Soprattutto il Barolo, che da quasi 20 anni ha consolidato il valore del brand territoriale, e insieme al Barbaresco sta crescendo ininterrottamente, e questo indipendentemente dalla specifica Mga - Menzione Geografica Aggiuntiva specifica, perché Barolo è già sinonimo di qualità, esattamente come è accaduto per la Borgogna. La nostra filosofia è di supportare i produttori indipendentemente dal rating dell’annata, comprando ogni anno lo stesso quantitativo, anche se la natura non è stata generosa e questo anche perché l’immagine della denominazione è garanzia di eccellenza”.

Anche Hayley Black, Fine Wine Specialist (Winebow Imports) ritiene che il Barolo sia “una denominazione in grande ascesa, non solo per i collezionisti che seguono le aste e da tempo ne conoscevano il valore ma anche per i wine lover neofiti che partecipano agli eventi a loro dedicati, o ai wine club, che vedono in questi vini un prodotto di grande qualità. Il Barolo ha fatto da apripista al Barbaresco, che è un vino ancora da scoprire. Barolo e Barbaresco prima erano quasi esclusivamente vini da carta importante, in ristoranti con un sommelier in grado di consigliarli, mentre oggi si trovano anche nelle steak house e in ristoranti che non vogliono avere solo vini locali californiani, un po’ come è accaduto per i vini francesi. Anche i wine club, che sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da proporre ai loro membri, stanno investendo su Barolo e Barbaresco, che hanno una longevità importante e si prestano così ad entrare nei wine lockers dei club più cool. Sicuramente i prezzi di questi vini stanno crescendo, ma i consumatori di fine wine, almeno per ora, non sono stati sensibili all’inflazione, ma vedremo cosa accadrà in futuro”

Jason Chietti, vice presidente e operating owner Siena Imports, ricorda come, negli ultimi 10 anni, il Nebbiolo sia diventato “il vitigno cult, e Barolo e Barbaresco, specie nella ristorazione, hanno trovato uno spazio veramente importante. Specialmente in California, dove c’è un abisso tra i consumatori, perché ci sono quelli che si stanno avvicinando adesso al vino italiano e quelli che ne sanno più di te, e questo anche grazie alla forte presenza dell’online e dei wine club, che si sono addirittura specializzati sul Piemonte. Ci sono tante opportunità in questo momento, dopo il rallentamento dovuto alla pandemia, che però ha colpito soprattutto chi lavorava sui volumi. Per due anni molta gente è rimasta a casa, a cucinare e bere vino, e le persone che oggi sono tornate al ristorante sono più consapevoli e amano anche completare la loro esperienza con vini di valore”.

Giuseppe Lo Cascio, alla guida di Lucidity Wine, sottolinea infine come la California, per consumi, sia “tra i primi 3 mercati insieme a New York e Texas, la sua popolazione ha una grossa capacità di spesa, e qui ci sono moltissimi collezionisti e ristoranti di alto livello. Essere a Los Angeles con il “Barolo & Barbaresco World Opening” è importante, perché porta i produttori in America, tenendo vivi i rapporti diretti tra cantine e clienti. In questo momento il mercato è in crescita, nonostante il rallentamento legato al Covid e una situazione di inflazione e instabilità che porta ad aumenti dei prezzi, con costi per l’importazione e la distribuzione cresciuti in modo esponenziale. I consumatori per ora sono disposti a pagare una qualità che percepiscono come elevata e costante, e la premiumizzazione avvenuta anche grazie al lavoro sulle Mga sicuramente ha contribuito a rafforzare il posizionamento della denominazione sul mercato”.

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