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Brexit spaventa i mercati: secondo Coldiretti accelerano gli ordini di Prosecco per paura dei dazi

Luca Giavi (Doc Prosecco): “dai dati di ottobre si segnala una crescita. Più legata a possibili difficoltà alla dogana che al rischio di dazi”
BREXIT, PROSECCO, Mondo
Brexit spaventa i mercati: accelerano gli ordini di Prosecco prima dell'uscita dall'Ue

La bocciatura dell’accordo con l’Ue sulla Brexit da parte del Regno Unito ha fatto alzare i livelli di guarda sulle possibili conseguenze dell’uscita Uk dall’Unione. Un mercato fondamentale per l’Italia, e prima piazza per il Prosecco. Paese che non vuole rinunciare alle bollicine italiane, tanto che, secondo la Coldiretti, ci sarebbe un’accellerazione degli ordini, in questi giorni, da parte degli importatori inglesi, per evitare i problemi legati alle “barriere tariffare e alle difficoltà di sdoganamento che potrebbero nascere da una Brexit senza accordo”.

“A partire da ottobre c’è in effetti una accelerazione - commenta a WineNews il direttore del Consorzio del Prosecco Doc Luca Giavi - che ritengo pero legata più alle possibili complicazioni che potrebbero nascere a livello doganale, che alla eventuale introduzione di nuovi dazi”.


In ogni caso, ricorda la Coldiretti, “una bottiglia esportata su due consumata dagli inglesi è il Prosecco, il prodotto simbolo del made in Italy. Le vendite di Prosecco Dop nel 2018 in Gran Bretagna sono vicine ai 350 milioni di euro - sostiene l’organizzazione agricola - con un aumento in valore del 6% rispetto all’anno precedente. Si tratta del risultato di una crescita ininterrotta da un ventennio che ha reso il Prosecco la bevanda italiana preferita dagli inglesi”.

“Un prodotto - continua la Coldiretti - che traina l’intero Made in Italy agroalimentare che nel 2018 ha fatturato ben 3,4 miliardi di euro oltremanica”.

“La mancanza di un accordo è lo scenario peggiore perché rischia di rallentare il flusso delle merci, ma a preoccupare è anche il rischio che con l’uscita dall’Unione Europea si affermi in Gran Bretagna una legislazione sfavorevole alle esportazioni agroalimentari italiane” afferma il presidente Coldiretti, Ettore Prandini. Un esempio è l’etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti che si sta diffondendo in gran parte dei supermercati inglesi e che - riferisce la Coldiretti - boccia ingiustamente quasi l’85% del made in Italy a Denominazione di Origine.

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