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MERCATO NEL CALICE

Campari Group oltre la crisi degli alcolici: nel 2025 crescono vendite e marginalità

Fatturato a 3,05 miliardi di euro (+2,4%), Ebitda a 784 milioni di euro. Bene gli aperitivi, ma anche Champagne (Lallier) e spumanti (Riccadonna)
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Simon Hunt, ceo Campari Group, brinda ad un 2025 di crescita

Crescere nel mercato delle bevade alcoliche, nonostante le note difficoltà di questi ultimi anni legate a calo dei consumi, economia e salutismo? Si può. Almeno è quanto racconta il bilancio 2025 di Campari Group, che ha registrato vendite per 3,05 miliardi di euro, +2,4% a livello organico, e un Ebitda rettificato di 784 milioni di euro, +7,6% organico, con un margine pari al 25,7%. Un risultato importante “nonostante il contesto operativo sfidante, con crescita organica in 24 mercati in tutte le aree geografiche e in tutte le brand house. Escludendo l’impatto dell’uragano in Giamaica, la crescita organica sarebbe stata pari al +3%. In termini di dati di sell-out, il Gruppo ha ottenuto una significativa outperformance, con aumento di quota di mercato in quasi tutti i business, in particolare aperitivi e Tequila. La profittabilità - spiega una nota - ha beneficiato di un incremento del margine lordo e della progressiva implementazione del programma di contenimento dei costi, consentendo un rafforzamento degli investimenti in brand building attraverso un incremento degli investimenti in pubblicità e promozione, in linea con la nuova strategia di portafoglio del Gruppo. Nel complesso, il Gruppo ha conseguito una crescita organica sia delle vendite sia dei principali indicatori di redditività, oltre che dell’utile per azione. A livello patrimoniale, il Gruppo ha registrato una solida generazione di cassa, che ha consentito di ridurre più rapidamente del previsto la leva finanziaria”. In particolare, il comparto aperitivi (con marchi come Aperol, Campari e Crodino, tra gli altri), che vale il 44% delle vendite del Gruppo, è cresciuto del +2% nel 2025, ma bene sono andate anche le divisioni “Cognac e Champagne”, che pesano per il 10% del totale, con una crescita del +14%, dove spicca la performance dello Champagne Lallier (+14%), mentre “i vini spumanti e Vermouth hanno registrato una crescita del +2%, principalmente supportata da Riccadonna”.
“Nel 2025 abbiamo affrontato le complessità con resilienza e conseguito una robusta crescita organica sia delle vendite sia della redditività - ha commentato Simon Hunt, ceo Campari Group - rafforzando al contempo la nostra direzione strategica. Il nostro team di camparisti ha fatto sì che i nostri brand sovraperformassero e guadagnassero quote di mercato in quasi tutti i mercati a livello globale, con crescita in 24 Paesi e in tutte le nostre brand house. La forte dinamica del business e la riduzione della leva finanziaria con un anno di anticipo rispetto ai piani ci hanno consentito di aumentare il payout del dividendo, rafforzando ulteriormente il rendimento per gli azionisti, pur mantenendo la nostra flessibilità finanziaria. Guardando al 2026, ci attendiamo il proseguimento del ritmo di crescita organica delle vendite e un ulteriore miglioramento della redditività. Guidati dalla nostra missione di “conquistare il primo drink condiviso, ogni giorno, dappertutto”, restiamo pienamente fiduciosi nella nostra capacità di generare crescita di lungo periodo, accrescitiva per i margini e generatrice di cassa, focalizzata su nuovi formati per nuove occasioni di consumo, su un maggior focus sui brand strategici e su un’accelerazione dell’espansione geografica, garantendo al contempo una continua disciplina a livello di bilancio”.

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