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CLASSIFICA

Cantina Valpolicella Negrar, al top della cooperazione italiana secondo “Weinwirtschaft”

Tra le cantine spiccano La Guardiense e Santadi al Sud e Marchedoc (Colonnara) e Vignaioli del Morellino di Scansano al Centro Italia

La Cantina Valpolicella Negrar, storica realtà cooperativa veronese è, per la quarta volta, al top, Cantina Tollo, uno dei punti di riferimento dell’Abruzzo enoioco, è la prima tra le cooperative del Centro Italia, La Guardiense, simbolo del Sannio, territorio storico della viticoltura italiana, al vertice nel Sud: ecco il meglio del meglio della cooperazione enoica italiana secondo l’autorevole rivista enoica tedesca “Weinwirtschaft”, che, dal 2010, dedica una classifica ad un comparto, quello della cooperazione vitivinicola italiana, che sviluppa un fatturato di 6,8 miliardi di euro, il 47% del totale, pesa per il 62% sull’export e per il 35% di quello domestico.
Sul podio della top 20 salgono anche la Cantine di Verona, nata dalla fusione tra Cantina Valpantena e Cantina di Custoza, e Cantina Terre del Barolo, un anno fa in prima posizione. Restringendo il campo al Centro Italia, al secondo posto si piazza MarcheDoc (Colonnara), con i Vignaioli del Morellino di Scansano, realtà di riferimento del territorio del Morellino di Scansano (170 soci e 700 ettari, con un fatturato intorno a 13 milioni di euro), in terza posizione. Al Sud, invece, a completare il podio sono la cantina sarda Santadi, colosso per l’economia dell’Isola dei Nuraghi, da quasi 1.800.000 bottiglie e oltre 600 ettari a vigneto, e Cva Canicattì.
Fanno storia a sé, nella classifica “Weinwirtschaft”, le cooperative dell’Alto Adige, con Cantina di Terlano, realtà pioniera nella produzione di vini bianchi da lungo invecchiamento, al vertice, seguita da Andrian e Tramin, con una sola new entry, alla posizione n. 4: San Michele Appiano, realtà cooperativa di riferimento per tutta la viticoltura italiana, guidata dal winemaker Hans Terzer.
Tornando alla classifica generale, dietro a Cantina Pertinace, Cantina Aldeno, Vinchio-Vaglio Serra, Cantina Tollo e Marchedoc (Colonnara), c’è Cavit, cantina cooperativa trentina formata da 5.250 viticoltori per 6.350 ettari vitati, per un bilancio da 210 milioni di euro nel 2020, alla posizione n. 9. Due gradini più in basso, alla n. 11, dopo La Guardiense, una nuova entrata come la veneta Val d’Oca, braccio commerciale della Cantine Produttori di Valdobbiadene, una delle realtà di riferimento dell’Universo Prosecco, tra i leader produttivi sia della Docg che della Doc, con quasi 600 soci viticoltori che coltivano 960 ettari di vigneto.
Ed ancora, Cantina Colli del Soligo, Vignaioli del Morellino di Scansano, Cantina Santadi, Cantina Clavesana, Cva Canicattì, Cantina di Dolianova, Cantine Vitevis, Cantine Leonardo da Vinci, piccolo colosso enologico toscano da 750 ettari di vigneto per una produzione complessiva di 4,5 milioni di bottiglie, che spaziano tra tutte le denominazioni più rilevanti, a partire dal Brunello di Montalcino, con Cantina di Montalcino, che dal 2012 è sotto la regia del Gruppo Caviro, Cantina di Monteforte e Cantina Vivallis.

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