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EVENTO DIFFUSO

Carlo Petrini a WineNews: “puntare su un’economia di prossimità per uscire dalla crisi”

L’agricoltura delle comunità rurali al centro delle riflessioni del fondatore di Slow Food (e di Terra Madre Salone del Gusto 2020)

La pandemia di Covid-19, che torna a spaventare l’Europa e che tiene ancora in scacco le Americhe, ha letteralmente sparigliato le carte in tavola. Il lockdown prima, ed una rinnovata consapevolezza di ciò che mangiamo e dei territori e delle città che viviamo, ci ha insegnato a guardare il mondo con occhi diversi. Mettendo al centro i grandi temi delle comunità rurali del mondo, ma anche i piccoli borghi rurali e le loro produzioni, che la pandemia ci ha fatto rivalutare e riscoprire, restituendoli al loro ruolo, quello del nostro tessuto sociale, economico e culturale, come racconta, a WineNews, il fondatore Slow Food, Carlo Petrini.
“Una delle contraddizioni di questo momento straordinario e di grande sofferenza che è la pandemia, è che tutta l’economia distributiva si è concentrata intorno alla grande distribuzione e in parte alla distribuzione online. In realtà, per uscire da questa situazione noi dovremmo invece implementare un’economia di prossimità. È l’unico modo per rigenerare l’agricoltura e per fare in modo che le comunità possano trovare cibo buono, vicino a casa e nello stesso tempo sviluppare un’economia diversa da quella del consumo per il consumo. Nell’economia locale si sviluppa il grande patrimonio delle relazioni. Dobbiamo pensare che esistono dei beni relazionali, così come ci sono dei beni di consumo e dei beni comuni, ed in questo troviamo una nuova economia”.
In questi mesi difficili, infatti, abbiamo riscoperto l’importanza del cibo e delle produzioni agricole, che non si sono mai fermate. “Spero che questo valore dell’economia alimentare rimanga - riprende Petrini - anzi si rafforzi, nella realizzazione di buone pratiche. Non stressare la terra con pesticidi ed uso eccessivo della chimica, avere rispetto degli animali, rifiutare gli allevamenti intensivi, ridurre la CO2: tutto questo sta alla base di una nuova agricoltura e di una nuova alimentazione. Chiediamolo tutti insieme come elemento distintivo della nostra alimentazione quotidiana”. Nello scenario mondiale, profondamente mutato, “Slow Food è oggi l’espressione di una rete che coinvolge 160 Paesi - conclude il fondatore della “chiocciola” - grazie alla grande idea di “Terra Madre”, ossia migliaia di comunità ci contadini, di pescatori, di trasformatori in ogni angolo del mondo che cercano di realizzare, partendo dal proprio specifico, una realtà più sostenibile e rispettosa della natura. Questa rete deve esprimersi in tutta la sua diversità, e nello stesso tempo mantenere saldo l’orientamento di lavorare per il bene comune”.
E con il virus ancora in giro, a mutare è anche e soprattutto il nostro stile di vita. Dalle piccole cose alle abitudini più consolidate. Niente abbracci indiscriminati, niente viaggi a breve e lungo raggio all’estero (o quasi), eventi che vivono più online che in presenza. Non fa ovviamente eccezione “Terra Madre Salone del Gusto” 2020, che SlowFood ha da tempo ricalibrato in base alle nuove esigenze. Durerà sei mesi e non più i classici 5 giorni (dall’8 ottobre ad aprile 2021, quando a Torino - con il sostegno del Comune, della Regione Piemonte e del Ministero delle Politiche Agricole - si celebrerà il Congresso Internazionale di Slow Food), si svolgerà in tutto il mondo con centinaia di eventi organizzati dalla rete Slow Food, e sbarca on line.
Una rete che, come detto, si ritroverà dall’8 ottobre, in Italia ed in giro per il mondo, ma anche, se non soprattutto, online. Dove saranno trasmesse le Conferenze, i Food Talk, i forum della rete e tanti altri format innovativi ideati per questa edizione e riassunti dal tema Our Food, Our Planet, Our Future. Si parte giovedì 8 ottobre (alle ore 12) con gli interventi video del presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, della vicepresidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), Marie Haga, e del presidente di Slow Food, Carlo Petrini. Nel pomeriggio, alle ore 17, entreremo nel vivo dei lavori con la conferenza inaugurale, intitolata Nuove geografie e futuri possibili, a cui prendono parte Franco Farinelli, già professore ordinario di Geografia all’Università di Bologna e docente presso le Università di Ginevra, Los Angeles, Berkeley, e alla Sorbona di Parigi, Paul Collier, direttore del centro di ricerca economica londinese International Growth Centre (IGC), e Virginie Raisson, analista in relazioni internazionali e direttrice del centro studi francese Lépac.
Cominciare con una conferenza in cui si discute di come superare i confini nazionali e unire i popoli a partire dall’ecosistema in cui vivono, risponde all’esigenza di Terra Madre di offrire chiavi di lettura di quanto sta accadendo nel mondo, e rappresentare l’occasione per ragionare su come assicurare un futuro migliore al pianeta e a chi lo vive. Secondo Slow Food, l’unica strada percorribile per garantire a tutti un cibo buono, pulito, sano e giusto è proteggere la biodiversità in tutte le sue accezioni: dal livello invisibile dei batteri a quello delle specie, dei saperi e delle culture. Si parlerà di questo, di come rigenerare la fertilità del terreno, consapevoli che possiamo cambiare il clima anche stando seduti al tavolo di un ristorante. Lo spiegherà Larissa Bombardi, la protagonista del Food Talk dell’11 ottobre: la docente sudamericana racconta di come il Brasile consumi il 25% dei pesticidi di tutto il mondo, spargendoli in particolare sulle enormi piantagioni di soia e mais, colture destinate a diventare mangimi per animali (i cui prodotti, poi, finiscono anche sulle nostre tavole) e che richiedono così tanta terra da costringere a deforestare larghe porzioni di Amazzonia.
Tante sono le conferenze, non solo quelle che vi abbiamo segnalato, e molti, fino ad aprile 2021, gli eventi fisici, in Italia e nel mondo. Nonostante le difficoltà dovute alla crisi sanitaria Terra Madre ha infatti un ricco calendario di eventi, e l’appuntamento non è soltanto a Torino, come vuole la tradizione, ma in tutto il mondo, toccando 160 Paesi, quelli in cui è attiva la rete Slow Food, che sta organizzando centinaia di iniziative a livello locale. Tra gli appuntamenti diffusi in tutta la penisola, nei sei mesi, spicca quello in programma a Bergamo il 23 e il 24 ottobre: Slow Food Italia, con il Comune di Bergamo e il Comune di Milano, organizza un incontro tra le città italiane firmatarie del Milan Urban Food Policy Pact. Sarà una preziosa occasione per confrontarsi su come nutrire le città senza intaccare tutte le risorse del pianeta.
Da non perdere, poi, Terramare, a Napoli, tra il 12 e il 15 novembre:quattro giorni per scoprire le eccellenze di un territorio capace di esprimere al meglio sia i prodotti del mare sia quelli della terra: in programma incontri sul mondo dell’agroalimentare campano, una mostra-mercato con circa cento banchetti di legumi, pescato a miglio zero, grano e suoi derivati e tante eccellenze campane, tra cui i Presìdi Slow Food.
A proposito di Presìdi, come non citare Presìdi Aperti, la festa per i 20 anni dall’avvio del progetto con cui Slow Food promuove la biodiversità e tutela le produzioni tradizionali che fanno bene alla terra. L’evento si terrà in tutta Italia, domenica 18 ottobre, quando i produttori apriranno le porte delle loro aziende e dei loro laboratori di trasformazione per far vivere ai visitatori un pezzo della loro quotidianità, assaggiare i prodotti e conoscere le storie dei custodi della biodiversità. Sabato 17, nel capoluogo piemontese e in streaming sulla piattaforma, è in programma anche una conferenza presso Nuvola Lavazza, durante la quale sveleremo i nostri progetti per il futuro.
Da Terra Madre Brasile, dal 17 al 22 novembre, all’Uganda, dove il prossimo 27 novembre è in programma Food Wise 2020, passando per Terra Madre Philippines, in tutto il mondo si discuterà di sovranità alimentare, di agricoltura rigenerativa per i suoli, di come combattere il cambiamento climatico, di educazione al cibo e sicurezza alimentare. Tutti temi per i quali Slow Food si impegna da oltre trent’anni. Un’edizione diffusa, quella del 2020, in cui Torino e il Piemonte sono come sempre al centro: è qui che, nel 1996, è cominciato il viaggio del Salone del Gusto, ed è da qui che simbolicamente comincia anche l’edizione 2020, con una serie di eventi in programma tra l’8 e il 12 ottobre: un kick-off ricco di appuntamenti, tra incontri e conferenze, cene e degustazioni, visite nei musei e nelle aziende, che fanno da antipasto agli oltre 200 eventi che nell’arco dei sei mesi di Terra Madre animeranno la regione e il capoluogo. Eccone una selezione, tra visite guidate nelle aziende dei Presìdi Slow Food, Mercati della Terra, conferenze, proiezioni cinematografiche, concerti, iniziative nei musei e tour enogastronomici con i consigli di Slow Food.

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