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STRATEGIA INTERNAZIONALE

Ceev e Wine Institute all’unisono: il vino resti fuori dalle dispute commerciali tra Ue e Usa

Le due associazioni del vino uniscono le sponde dell’Atlantico, e chiedono a Bruxelles e Washington di sostenere il comparto ed il commercio
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Il mondo del vino Usa e Ue, dalla stessa parte

Il vino europeo e quello americano parlano con una sola voce, e chiedono a Washington e Bruxelles di restare fuori dalla guerra dei dazi tra Ue e Usa, che al centro ha la disputa sugli aiuti di Stato ai due giganti dell’aria: Airbus e Boeing. Uno scontro che va in scena ormai da anni, e sul quale si è pronunciata anche la Wto, riconoscendo prima agli Usa il diritto di rivalersi sulla Ue, e poi dando alla Ue di imporre tariffe ai prodotti Usa. Il risultato, è una spirale che ha portato, ieri, alla pubblicazione da parte della Commissione Europea di un elenco dei prodotti statunitensi soggetti a nuovi dazi (da cui è rimasto escluso il vino americano), cui è seguito l’appello di Ceev - Comité Européen des Entrepris Vins (di cui fanno parte anche le italiane Unione Italiana Vini e Federvini) e Wine Insitute alle autorità dell’Unione Europea e degli Stati Uniti, per un passo indietro in questa disputa che porti ad un immediata sospensione delle tariffe aggiuntive imposte dall’ottobre 2019 ai vini di Francia, Germania e Spagna.
“Il bicchiere è mezzo vuoto”, ha detto Jean-Marie Barillère, presidente della Ceev. “Mentre l’Unione Europea ha, fortunatamente, deciso di risparmiare i vini statunitensi da tariffe punitive, i vini dell’Unione Europea sono stati colpiti da tariffe aggiuntive per mesi, causando danni irreparabili alle aziende vinicole e all’intera filiera. Continuiamo la nostra richiesta alle autorità Ue e Usa di preservare e rafforzare la partnership bilaterale sul vino, eliminando tutte le tariffe imposte ai vini europei e astenendoci dal prendere di mira il vino in controversie commerciali che nulla hanno a che fare con il mondo enoico”.
Stati Uniti ed Unione Europea sono reciprocamente i maggiori mercati di esportazione, l’uno per l’altro, per un commercio totale che ha raggiunto il valore di 5,36 miliardi di dollari (4,53 miliardi di euro) nel 2019, creando posti di lavoro e investimenti su entrambe le sponde dell’Atlantico. “Il vino è un prodotto agricolo unico, e per molti anni abbiamo sollecitato fermamente tutti i Governi ad astenersi dal prendere di mira il vino nelle controversie che coinvolgono altri settori. Riconosciamo l’importante passo compiuto verso questo obiettivo, e sollecitiamo entrambi i Governi a sostenere la forza del commercio transatlantico del vino aderendo, al principio “vino per il vino”, commenta Bobby Koch, Presidente e CEO di Wine Institute.

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