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Cento anni di Paul Bocuse: la Francia rende omaggio allo “Chef of the Century”, uno dei suoi simboli

Dalle tre stelle Michelin al Bocuse d’Or, dalla nouvelle cuisine al “cinema”: il centenario celebra Monsieur Paul e il suo lascito mondiale
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Lo chef Paul Bocuse (ph: Facebook/Culinary Institute of America)

L’ 11 febbraio 1926 nasceva a Collonges-au-Mont-d’Or, a Lione, Paul François Pierre Bocuse, il più celebre chef francese del Novecento e figura chiave della gastronomia mondiale, e, a cento anni dalla sua nascita, nel 2026 la Francia, ma non solo, celebra un personaggio che ha trasformato la cucina in cultura, linguaggio creativo e simbolo identitario, e che oggi è uno dei suoi simboli più famosi. E ad aprire idealmente questo anno di omaggi è un simbolo che Bocuse portava addosso con la stessa naturalezza con cui portava la sua fama: “Le Coq”, il galletto, emblema di coraggio e orgoglio nazionale, che lo chef amava esibire con ironia e fierezza, tatuato sul braccio sinistro, scelto dalla Maison Bocuse come immagine-guida delle celebrazioni per il centenario. Sui social, infatti, lo storico gruppo di ristorazione francese ha annunciato una collezione dedicata a “Monsieur Paul” per celebrare audacia, apertura al mondo e spirito pionieristico, con cinque ciondoli unici legati alle specialità della Maison. Solo uno, il Gallo d’Oro, sarà la chiave d’accesso ad un’esperienza esclusiva che verrà annunciata prossimamente.
Figlio di una famiglia di ristoratori con radici antiche, Bocuse iniziò la sua gavetta sotto l’ala di maestri come Eugénie Brazier, Lucas Carton e Fernand Point prima di riportare nel 1959 al successo il ristorante di famiglia, L’Auberge du Pont de Collonges a Lione. Qui conquistò tre stelle Michelin, il massimo riconoscimento della Guida Michelin, e le mantenne per oltre mezzo secolo, un record nel mondo dell’alta cucina. La sua impronta più duratura è legata alla “nouvelle cuisine” che, negli Anni Settanta del Novecento, ha rivoluzionato l’arte della cucina francese attraverso piatti più leggeri, ingredienti freschi di stagione e presentazioni raffinate. Sebbene in seguito si sia distanziato da alcune esagerazioni di quel filone, Bocuse è riconosciuto come uno dei suoi principali fautori. Oltre alla cucina, il suo spirito imprenditoriale e la sua fama internazionale hanno portato Bocuse a fondare eventi e istituzioni destinate a durare nel tempo. Tra questi il “Bocuse d’Or”, il più importante Campionato Mondiale della Gastronomia che richiama talenti dai Paesi di tutto il mondo e che, biennale, trasforma gli chef in protagonisti di una competizione capace di unire tecnica, creatività e identità nazionale. Ma la figura di Bocuse ha varcato anche i confini della cultura pop. Infatti, nel film d’animazione “Ratatouille” (2007), il personaggio dello chef Auguste Gusteau deve parte della sua ispirazione proprio a lui, incarnando l’idea che “chiunque può cucinare”: un messaggio che ha contribuito a rendere la cucina un sogno accessibile, oltre che un’arte d’élite.
Paul Bocuse è scomparso il 20 gennaio 2018, nella stessa casa in cui era nato, lasciando un’eredità che va oltre le stelle Michelin e i grandi ristoranti. È stato tra i primi chef a costruire un’immagine pubblica forte e riconoscibile, facendo della cucina un racconto capace di parlare di territorio, stagionalità, autenticità e visione. A cento anni dalla sua nascita, Bocuse resta un punto di riferimento non solo per chi cucina, ma per chiunque creda che il cibo sia storia, identità e narrazione. E forse è proprio questo il suo lascito più potente: aver dimostrato che un piatto può essere tradizione e futuro insieme, e che la cucina, quando è vera, non passa mai di moda.

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