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COMMERCIO INTERNAZIONALE

Cina vs Usa, crolla il prezzo della soia, e la produzione italiana fa i conti con la concorrenza Usa

La vendetta di Pechino fa crollare il valore dei principali prodotti agricoli, e nella guerra dei dazi la Ue apre alla soia americana
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Cina vs Usa, crolla il prezzo della soia, allarme per agricoltura denuncia Coldiretti

La vendetta della Cina contro i nuovi dazi di Trump rischia di provocare uno sconvolgimento globale anche dei mercati agricoli, con effetti diretti sull’Europa e sull’Italia. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti, che evidenzia come, a seguito delle ritorsioni cinesi, si è verificato il crollo delle quotazioni sul mercato future di tutti i principali prodotti agricoli, dalla soia al mais, al Chicago Board of Trade, la Borsa di riferimento mondiale per il commercio agricolo, dopo la richiesta del Governo cinese alle imprese a controllo statale di sospendere le importazioni di beni agricoli dagli Stati Uniti.

Gli effetti dello scontro si estendono così dalle borse alle valute fino ai prodotti agricoli dove al centro della battaglia c’è la soia che, sottolinea la Coldiretti, è uno dei prodotti più coltivati nel mondo, largamente usato per l’alimentazione degli animali da allevamento, con gli Stati Uniti che si contendono con il Brasile il primato globale nei raccolti seguiti, sul podio, dall’Argentina per un totale dell’80% dei raccolti mondiali. Per sostenere l’aumento del consumo di carne con i propri allevamenti la Cina, precisa la Coldiretti, è il principale acquirente mondiale della soia, ma ora la guerra dei dazi in atto con gli Usa potrebbe cambiare i normali flussi di mercato.

Una decisione che interessa l’Unione Europea che, continua la Coldiretti, è il secondo importatore al mondo di soia ed ha praticamente raddoppiato le importazioni di semi di soia statunitensi dal luglio 2018 al giugno 2019
rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con gli Stati Uniti che sono oggi il maggiore fornitore di semi di soia del Vecchio Continente, per effetto dell’accordo raggiunto tra il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker e il presidente americano Donald Trump per scongiurare la guerra dei dazi tra storici alleati.
Il problema, precisa la Coldiretti, coinvolge direttamente l’Italia che è il primo produttore europeo con circa il 50% della soia coltivata e un raccolto pari a tre volte quella del secondo Paese, che è la Francia. L’estendersi della guerra dei dazi tra i due giganti dell’economia mondiale ai prodotti agroalimentare apre scenari inediti e preoccupanti nel commercio mondiale, anche con il rischio di anomali afflussi di prodotti sul mercato comunitario che, conclude la Coldiretti, vanno attentamente monitorati per verificare l’opportunità di attivare, nel caso di necessità, misure di intervento straordinarie.

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