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ATTUALITÀ

Clima: tra bombe d’acqua, nubifagi e non solo, in Italia, solo a novembre, 242 eventi estremi

Coldiretti: “territorio reso fragile dalla cementificazione. Difendiamo il patrimonio agricolo”. Ischia: nessun danno particolare alla viticoltura”
CLIMA, Coldiretti, ISCHIA, VITICOLTURA, Italia
I vigneti sull’Isola d’Ischia (ph: isoladischia.net)

La perdita di vite umane, che è sempre la cosa più drammatica, i danni ingenti, il cambiamento climatico che porta ad eventi sempre più estremi, e poi l’abusivismo edilizio, l’incuria per la manutenzione del territorio, la caccia al responsabile, lo scontro politico, il ritornello dei “si sapeva e andava fatto questo e quello”, il rischio idrogeologico diffuso, le polemiche sui condoni, le risorse che si stanziano ma non si spendono, la richiesta di una legge urgente contro il consumo del suolo e così via. Il triste menu, quando si verificano tragedie e catastrofi come quella che ha colpito Casamicciola, sull’Isola d’Ischia (otto ad ora le vittime accertate), ma come quella che, nei mesi scorsi, ha colpito la zona di Senigallia, nelle Marche, in settembre, per rimanere ai tempi più recenti, è sempre quello, con poche varianti.
Come spesso accade, la viticoltura, guardando alla vicende con gli occhi di chi racconta il settore, esce praticamente illesa - e forse non è un caso, visto il ruolo riconosciuto di custodia e manutenzione del territorio che hanno i viticoltori - anche perchè di cantine e vigneti ad Ischia (dove la produzione di vino esiste fin dai tempi degli antichi Greci), nella zona di Casamicciola, non ce ne sono, concentrate come soprattutto intorno a località come Ischia, Forio e Panza, dove non si sono registrati particolari problemi. E, quindi, danni diretti, al netto degli ovvi disagi di queste ore, al comparto vinicolo, non ce ne sono, come confermano, a WineNews, da cantine come D’Ambra Vini o Tommasone, per esempio, raggiunte telefonicamente. Ma, in ogni caso, l’ennesima sequenza di immagini di territori distrutti, fiumi di fango e frane che trascinano case, palazzi, aziende, macchine e vite, torna nuovamente a far riflettere sulla gestione di un cambiamento climatico che, forse, più che in atto, è già avvenuto.
“Sulla Penisola si sono abbattuti, a novembre, ben 242 eventi estremi per il maltempo tra bombe d’acqua, nubifragi, tempeste di vento, trombe d’aria e grandinate che si sono abbattuti su un territorio reso più fragile dall’abbandono e dalla cementificazione che hanno ridotto la capacità di assorbimento della pioggia e messo a rischio l’ambiente e la sicurezza dei cittadini con frane ed alluvioni”, sottolinea la Coldiretti,
“nell’esprimere profondo cordoglio per le vittime provocate dalla frana a Ischia. Una conferma del cambiamento climatico in atto con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, il rapido passaggio dal sole al maltempo e precipitazioni brevi ed intense con oltre 9 comuni su 10 in Italia (il 93,9% del totale) che hanno parte del territorio in aree a rischio idrogeologico per frane ed alluvioni, secondo dati Ispra. A questa situazione non è certo estraneo il fatto che, negli ultimi 50 anni, è scomparso quasi 1 terreno agricolo su 3 (-30%) con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari. Per questo - continua la Coldiretti - l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne”.
E proprio in queste ore, nelle indiscrezioni che escono sulla “Finanziaria” che sta compiendo il suo iter tra Senato e Camera, emege il “Fondo per il contrasto al consumo di suolo”, finanziato con 10 milioni di euro nel 2023, 20 milioni nel 2024, 30 milioni di euro nel 2025 e 50 milioni di euro all’anno nel biennio 2026-2027 previsto dalla manovra. A dirlo la stessa Coldiretti, che ricorda come sia necessario “fermare il consumo di suolo in una situazione in cui, negli ultimi 50 anni, è scomparso quasi 1 terreno agricolo su 3 (-30%) a causa dell’abbandono e della cementificazione che hanno ridotto la capacità di assorbimento della pioggia e messo a rischio l’ambiente e la sicurezza dei cittadini per frane ed alluvioni.
Tra il 2006 e il 2021 l’Italia - sottolinea la Coldiretti - ha perso 1.153 km2 di suolo naturale o seminaturale, con una media di 77 km2 all’anno, a causa principalmente dell’espansione urbana e delle sue trasformazioni collaterali che, rendendo il suolo impermeabile, oltre all’aumento degli allagamenti e delle frane provoca la perdita di aree verdi, di biodiversità e dei servizi ecosistemici, con un danno economico stimato in quasi 8 miliardi di euro l’anno, secondo l’Ispra”.
“Per questo l’Italia deve difendere e far crescere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, ambientale ed economico del lavoro nelle campagne” afferma il presidente Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “occorre accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo attesa da quasi un decennio e che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio”.

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