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COLDIRETTI FESTEGGIA L’ISCRIZIONE DELLA DIETA MEDITERRANEA NELLA LISTA UNESCO DEI PATRIMONI DELL’UMANITÀ ... MA LA DECISIONE POTREBBE SLITTARE A DOMANI PER IL NO DI ALCUNI PAESI. ANCHE IL MINISTRO GALAN DEPLORA, INTANTO, LE “CELEBRAZIONI” ANTICIPATE

Non Solo Vino
Giancarlo Galan

Forse abbiamo cantato vittoria troppo presto per l’iscrizione, nella lista del “Patrimonio culturale e immateriale dell’umanità” dell’Unesco, della dieta mediterranea, una sorta di “consacrazione” dell’agroalimentare made in Italy nel mondo. Perché, mentre Coldiretti imbandisce a Roma in Campidoglio una maxi-spaghetatta a base di prodotti tricolore, per salutare la “vittoria”, questa deve ancora arrivare, l’Ansa riporta la dichiarazione di Pier Luigi Petrillo, a capo della delegazione del Ministero delle Politiche Agricole, che da Nairobi, in Kenia, dove è riunito il comitato dell’Unesco, dice che “la discussione sta andando avanti in maniera problematica. Ci potrebbe essere addirittura l’ipotesi che la decisione sul probabile riconoscimento della dieta mediterranea come patrimonio culturale immateriale dell’umanità venga rinviata a domani”.
Sembra, infatti, che alcuni Paesi, come Giappone e Corea sarebbero contrari a dichiarare Patrimonio Unesco tutti quegli elementi legati al mondo agricolo e alimentare, mentre per la Grecia non esisterebbe sil concetto di dieta mediterranea, ma, piuttosto, di diete proprie dei singoli Paesi. Anche l’Albania, ha espresso riserve, perché la candidatura della dieta mediterranea avrebbe connotati più commerciali che culturali. In realtà, il valore commerciale che assumerebbe questo riconoscimento non è affatto negato, dato che lo stesso Petrillo individua nell’elemento commerciale la prova della vitalità della dieta mediterranea, pur escludendo l’utilizzo del logo Unesco per fini commerciali.

Anche Coldiretti vede nel successo dello stile di vita alimentare del Bel Paese un volano di sviluppo per il turismo enogastronomico, che vale 5 miliardi, con l’export che fa registrare un +9% nei primi 7 mesi 2010. “La dieta mediterranea - ha affermato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini - ha un importante valore per l’economia, il turismo, l’ambiente e la salute per un Paese come l’Italia che ha saputo conquistare primati qualitativi e quantitativi”. Se sul piano economico i prodotti della dieta mediterranea rappresentano una componente centrale del sistema economico nazionale e trainano le esportazioni made in Italy, su quello ambientale contribuiscono a segnare in modo netto il territorio nazionale. “Ma pane, pasta, frutta, verdura, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno soprattutto consentito agli italiani - sottolinea la Coldiretti - di conquistare il record della longevità con una vita media di 78,6 anni per gli uomini e di 84,1 anni per le donne, nettamente superiore alla media europea”.

Dunque, il negoziato va avanti, tra i malumori suscitati dai festeggiamenti in patria, giudicati prematuri e “fuori luogo” persino dal Ministro Galan, che già ieri avvertiva che il verdetto finale non sarebbe arrivato prima delle ore 16di oggi: “sarebbe opportuno - fa sapere il Ministro - che i tanti che in queste ore si prendono meriti ingiustificati, siano rispettosi del lavoro che i nostri funzionari a Nairobi, guidati dal professore Pier Luigi Petrillo, stanno facendo. Rispettiamo il loro lavoro che necessita di serenità ed evitiamo di festeggiare prima del previsto. Evitiamo adesso di gettare alle ortiche anni di lavoro”.

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