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DA NORD A SUD

Con la vendemmia agli sgoccioli, inizia il tempo dell’olio, con l’Italia che entra nella raccolta

Mille feste nei borghi italiani dedicati “all’olio nuovo”, mentre tra gli oliveti di tutto il Paese si raccolgono le olive e si celebra il paesaggio

Dal Garda alla Sicilia, dalla Ligura alla Puglia, passando per Toscana, Umbria e non solo, l’ulivo, così come la vita, è una delle coltura che più caratterizza il paesaggio italiano, e spesso ne intreccia le sorti. Tanto che, in questi giorni, in cui sta finendo la vendemmia, sta iniziando pian piano la raccolta delle olive, uno dei riti più belli della campagna italiana, che si trasforma anche in tante feste dedicate all’olio nuovo, che animano tanti borghi d’Italia, custodi delle decine e decine di cultivar presenti nel Belpaese, oltre 530, che danno vita a 43 Dop e 4 Igp, che, in questo senso, fanno dell’Italia la n. 1 in Europa, anche grazie ad un patrimonio di 250 milioni di piante, talvolta secolari, disseminate lungo tutto il Belpaese. Con delle vere e proprie unicità, dagli olivi cinti da muretti a secco che trapuntano la Puglia, che resta uno dei punti di riferimento dell’olio italiano, nonostante i danni della Xylella, o i sessanta chilometri di oliveto interrotto che, con i suoi ulivi secolari, caratterizza il paesaggio collinare di Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Campello e Spoleto, nella verde Umbria, ovvero la “Fascia olivata Assisi-Spoleto”, primo sito italiano inserito, nel 2018, nella lista del Global Important Agricultural Heritage System (Giahs) della Fao.
E, tra spremiture e bruschette, odori e colori, domani, è di scena la “Caminata tra gli olivi”, evento diffuso in 125 Comuni d’Italia che fanno parte delle Città dell’Olio, che celebrano nel 2019 i 25 anni, ricevute a Roma, nei giorni scorsi, da Papa Francesco, a cui hanno consegnato una scultura dell’artista Marco Ruberti, di Trevi, un Cristo realizzato con legno di ulivo proveniente della terra di San Emiliano e di San Francesco.
“Il patrimonio delle Città dell’Olio è sicuramente quello delle culture e delle economie locali e la “Camminata tra gli Olivi”, fin dall’inizio, ha voluto essere un modo per coniugare autenticità ed esperienza, raccontando in mille modi diversi territori, mestieri, tradizioni e gusto", ha sottolineato Enrico Lupi, presidente delle Città dell’Olio.
Intanto, la raccolta sta entrando nel vivo, e, secondo stime Unaprol, dopo il crollo di produzione 2018, la campagna in corso “si presenta di alta qualità in tutte le aree del Paese, dalla Sicilia alla Puglia, dalla Calabria alla Toscana, dall’Umbria al Veneto agli oli dei laghi lombardi per un totale di 315.000 tonnellate”, spiega il presidente David Granieri. Anche se le cronache locali degli ultimi giorni, raccontano di qualche difficoltà legata al clima e ad avversità come la mosca, soprattutto nella zona del Garda ed in aree della Toscana.
In un momento cruciale per la produzione dell’olio verde italiano, alimento base della dieta mediterranea, il cui export dal Belpaese vale 1,5 miliardi di euro, e che, nella prima metà 2019, secondo i dati Ismea (analizzati da Unaprol), torna a crescere anche nei consumi degli italiani, con un incoraggiante +4% sul 2018.

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