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Corriere della Sera

Il Brunello di Montalcino? Fa guadagnare come Google ... Il Consorzio: il valore si triplica in cinque anni. E le vigne ora valgono più di due miliardi di euro... Il Brunello di Montalcino fa guadagnare più di Google e quasi quanto le Ferrari. Il valore del vino, dall’affinamento in botte alla vendita, cinque anni dopo, aumenta del 300 per cento. Lo stesso incremento che hanno registrato nell’ultimo lustro le azioni Alphabet, la casa madre di Google, passate da 562 a 1.519 dollari. O i titoli delle azioni dell’azienda di Maranello, saliti un po’ di più, da 40 a 158 euro dalla quotazione del 2016. A fare i conti in tasca al Brunello è il Consorzio di tutela, alla vigilia della presentazione dell’ultima annata, la 2015. Secondo il critico James Suckling la 2015 è destinata a rimanere nella storia. Al punto che su 187 bottiglie stappate ha assegnato alla metà voti superiori ai 95/100. I dati anticipano l’apertura di Benvenuto Brunello, 4 giorni di degustazioni con ospiti da tutto il mondo, dal 21 febbraio. Con la cena preparata per 430 persone da Enrico Bartolini, lo chef con 8 stelle Michelin (il menu: carpaccio, senape e caviale; risotto alle rape rosse e salsa di gorgonzola; coda di chianina alla royale, tartufo di San Giovanni d’Asso e salsa di zafferano di Montalcino; cioccolato soffice e miele di Montalcino). Il Consorzio ha elaborato i dati di Valoritalia sulle giacenze di vino sfuso in cantina. Nelle 300 aziende delle colline di Montalcino ci sono circa 340mila ettolitri delle ultime 5 annate: “Valgono circa 400 milioni di euro, grazie alla supervalutazione dello sfuso (fino a 1.200 euro per ettolitro). Dopo l’imbottigliamento e considerando le quotazioni dell’annata 2014, il valore del prodotto finito salirà del triplo, fino a superare quota 1,2 miliardi di euro”. Un affare a numero chiuso. Gli ettari in cui si può coltivare il Sangiovese grosso che fa nascere il Brunello sono 2.100. Non uno in più, dal 1997. “L’economia della nostra denominazione si mantiene in equilibrio - dice il presidente del Consorzio del Brunello, Fabrizio Bindocci -, oggi il nostro sfuso vale il quadruplo rispetto alla crisi del 2010 e l’imbottigliato raggiunge quotazioni più che soddisfacenti”. Secondo Winenews, l’agenzia di notizie che ha la redazione nel centro storico di Montalcino, il valore per ettaro delle vigne sfiora il milione di euro. In totale un tesoro sotto forma di zolle e filari di oltre 2 miliardi. Il 4.500% in più rispetto a cinquant’anni fa. Accanto agli imprenditori e ai marchi storici (Biondi Santi in testa, ceduto ai francesi del gruppo Epi) sono arrivati volti noti dell’imprenditoria: come Riccardo Illy e Massimo Ferragamo.

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