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CORRIERE DELLA SERA

Cucina & cantine vendemmia se le prossime annate saranno scarse il vino potrà essere utilizzato … E l’uva finisce sotto chiave… Franciacorta, nuove regole: conservato parte del raccolto… L’Italia della vendemmia va a testa in giù: al Nord è già cominciata la raccolta delle uve, con un anticipo di qualche settimana. Mentre i tempi si allungano, via via che si scende verso i vigneti del Sud. I siciliani, a quanto pare, saranno gli ultimi a vendemmiare. Al netto delle stravaganze della natura (“ci stiamo abituando a inconsuete evoluzioni climatiche, le uve maturano prima in Friuli che in Puglia”, nota Gianni Zonin, capofila dei produttori con 10 tenute, sparse per tutta la Penisola), i vignaioli sono ottimisti: l’annata 2011 si annuncia buona. La conferma arriva anche dagli enologi. Secondo un sondaggio di WineNews, condotto tra gli esperti più accreditati, il bilancio di previsione è positivo. Sempre che le condizioni meteo reggano fino al traguardo. “Assodata la controtendenza nel Meridione, nel Nord, compreso il Piemonte, si registra un deciso anticipo della vendemmia sul 2010, specie in zone come la Franciacorta - riassume Leonardo Valenti, professore di Viticoltura all’Università di Milano e consulente di aziende importanti -. Attenzione a non generalizzare, però. La situazione resta ancora molto dinamica. Aspettiamo il traguardo finale”. Mattia Vezzola, enologo e direttore di Bellavista, rilancia: “La vendemmia, appena cominciata, si sta rivelando di ottima qualità soprattutto per la sanità delle uve. Gli acini sono turgidi mentre il grappolo evidenzia caratteristiche un po’atipiche. È molto fitto, compatto. Cioè è determinato dalle abbondanti piogge del mese di maggio. Le uve, in Franciacorta, hanno raggiunto soddisfacente maturazione, garantendo così un buon equilibrio tra freschezza e maturità”. Ma, in questo periodo di fasti in vigna, spunta un fatto nuovo, interessante e inedito nel panorama italiano. Parliamo della “riserva vendemmiale”, termine tecnico di un concetto che, raccontato ai profani del settore, si può tradurre in una frase: una cassaforte per il vino che verrà. Il debutto, in prima assoluta, sta avvenendo proprio nella Franciacorta bresciana, zona di eccellenza produttiva (siamo nel regno dello spumante e non solo), di regole condivise, introdotte da un rigoroso disciplinare, che è mutato più volte, con l’obiettivo di perseguire la massima qualità del prodotto. “Se per noi è una novità, la riserva vendemmiale è un’abitudine consolidata in Francia”, avverte Maurizio Zanella, presidente del consorzio di Franciacorta. Quindi, spiega: “Ponendo paletti ben precisi, il nostro ultimo disciplinare (ottobre 2010) prevede che, nelle annate favorevoli sotto il profilo qualitativo e quantitativo, sia concesso ai produttori di poter accantonare un tot supplementare di uva, da un minimo di 1 quintale a un massimo di 20, per ettaro. Con un decreto, la Regione Lombardia stabilisce il quantitativo di uva in più da raccogliere”. “Il vino ottenuto - continua - non sarà ancora denominato Franciacorta, ma potrà diventarlo negli anni successivi”. Da qui il concetto di vino in cassaforte. Zanella indica il percorso: “Fatta la pigiatura e conservato il vino eccedente nelle botti, esso potrà diventare Franciacorta nelle prossime vendemmie, soltanto se il consorzio certificherà almeno una di due condizioni. In primis, l’andamento meteorologico sfavorevole (grandine, con conseguente esiguo raccolto); quindi, l’abbassamento dello stock in cantina dovuto a un incremento non programmato delle vendite”. La riserva vendemmiale del debutto, possibile poiché il raccolto s’annuncia favorevole, è, secondo il decreto regionale, di 10 quintali per ettaro. Chiarisce Zanella: “Rispetto alla raccolta di 100 quintali di uva per ettaro, stabiliti dal disciplinare di Franciacorta, si può arrivare a 110, 10 dei quali da accantonare”. Plaudono i produttori, in particolare coloro che hanno importanti estensioni viticole. “Ho combattuto in prima persona per questa modifica delle regole produttive - nota Arturo Ziliani, enologo, vicepresidente di Berlucchi -. Mantenendo costanti le quantità destinate all’annata, riusciremo a fare buona scorta”. La vendemmia, tuttavia, non è soltanto cosa per addetti ai lavori. Coinvolge anche i consumatori appassionati. A questi è dedicata una serie di iniziative mirate. I vignaioli, infatti, ben conoscendo l’importanza del turismo del vino, organizzano tra agosto e settembre una sorta di bis della primaverile “Cantine aperte”, proponendo vigneti e vini in presa diretta. Dopo “Calici di Stelle” nella passata notte di San Lorenzo, segnaliamo due altri eventi: a Trento, da Ferrari (“Ferrari sotto le stelle”, 24 agosto/3 settembre); nella Marca Trevigiana, presso Carpenè Malvolti (con lo slogan “Vignaiolo per un giorno” va in scena il weekend del vendemmiatore, 3/4 settembre). Una curiosità, al Sud: la vendemmia Planeta, da Menfi all’Etna, si seguirà in rete: con una foto al giorno su Facebook, ecco “Planeta Winery” senza segreti.

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