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CORRIERE DIVINI

L’uomo che ha fatto bere 9 vini agli Obama ... “Perché questi vini italiani mi piacciono così tanto?”. Lo ha chiesto l’ex presidente degli Stati Uniti sabato sera, dopo averne bevuti nove, assieme a Michelle, in un giro d’Italia enoico. L’ex first lady è stata incantata dal vino più “difficile”, la Ribolla di Josko Gravner, dal color arancio, vinificato come un rosso, che arriva dalle anfore di Oslavia, sul Collio friulano. Esplora il significato del termine: L’uomo che ha fatto bere 9 vini agli Obama è Filippo Bartolotta, toscano di 45 anni. Obama gli ha chiesto : “Come faccio a riconoscere l’età di un vino?” E lui glielo ha spiegato. Al termine della degustazione, Michelle ha baciato Filippo: “Abbiamo imparato tanto”, lo ha ringraziato. L’uomo che ha fatto bere 9 vini agli Obama è Filippo Bartolotta, toscano di 45 anni. Obama gli ha chiesto : “Come faccio a riconoscere l’età di un vino?” E lui glielo ha spiegato. Al termine della degustazione, Michelle ha baciato Filippo: “Abbiamo imparato tanto”, lo ha ringraziato. Esplora il significato del termine: “Ho lavorato da tempo a questa serata - racconta Filippo, che organizza, con la sua agenzia, viaggi ed esperienze con cibo e vino - nel 2013 ho conosciuto Alice Waters, la cuoca di Berkeley che ha ispirato l’orto di Michelle. Poi sono entrato in contatto con l’ambasciatore John Phillips”. Che lo chiamato nella sua tenuta alla cena preparata da Massimo Bottura, a Borgo Finocchieto, tra Buonconvento e Montalcino nel Senese. “Fino a tre giorni prima era tutto segreto, ma io avevo già iniziato a preparare la squadra da far scendere in campo, vini dalle Dolomiti alla Sicilia, dal Piemonte alla Puglia (la notizia della degustazione era stata anticipata da WineNews, ndr). Ho scelto le annate pensando alle date degli Obama: sono andato nelle Langhe per due bottiglie di Barolo Oddero del 1961, l’anno di nascita dell’ex presidente. E ho scelto il 1964, l’anno di Michelle, del Brunello di Montalcino Col d’Orcia. E il Sassicaia 2009, quando è stata assegnato a Obama il Nobel per la pace. Poi è stato deciso che sarebbe venuto Bottura a cucinare. Ma i vini li avevo già scelti, ho eliminato il Sagrantino dall’abbinamento con il cibo e lo ho presentato alla degustazione. E’ stato tutto molto rilassato, dopo il nervosismo iniziale per i problemi di sicurezza. La foto con Bottura? L’ha scattata il capo della Digos”.“Ho lavorato da tempo a questa serata – racconta Filippo, che organizza, con la sua agenzia, viaggi ed esperienze con cibo e vino – nel 2013 ho conosciuto Alice Waters, la cuoca di Berkeley che ha ispirato l’orto di Michelle. Poi sono entrato in contatto con l’ambasciatore John Phillips”. Che lo chiamato nella sua tenuta alla cena preparata da Massimo Bottura, a Borgo Finocchieto, tra Buonconvento e Montalcino nel Senese. “Fino a tre giorni prima era tutto segreto, ma io avevo già iniziato a preparare la squadra da far scendere in campo, vini dalle Dolomiti alla Sicilia, dal Piemonte alla Puglia (la notizia della degustazione era stata anticipata da WineNews, ndr). Ho scelto le annate pensando alle date degli Obama: sono andato nelle Langhe per due bottiglie di Barolo Oddero del 1961, l’anno di nascita dell’ex presidente. E ho scelto il 1964, l’anno di Michelle, del Brunello di Montalcino Col d’Orcia. E il Sassicaia 2009, quando è stata assegnato a Obama il Nobel per la pace. Poi è stato deciso che sarebbe venuto Bottura a cucinare. Ma i vini li avevo già scelti, ho eliminato il Sagrantino dall’abbinamento con il cibo e lo ho presentato alla degustazione. E’ stato tutto molto rilassato, dopo il nervosismo iniziale per i problemi di sicurezza. La foto con Bottura? L’ha scattata il capo della Digos”. La prima mezz’ora è stata dedicata alla degustazione. “Michelle è stata molto attenta. E’ una appassionata di vini, ha ascoltato e fatto domande. Abbiamo iniziato con il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2005. Poi tutti gli altri: Rosè 18 Fanali 2014 di Apollonio , un pezzo di storia dei rosati italiani; il Barolo Oddero 1961 e il Brunello Col d’Orcia 1964, il Sagrantino di Montefalco Caprai 25 anni 2010 e il Coevo 2010 di Cecchi. Barolo e Brunello avevano le etichette coperte, quando ha assaggiato e ha scoperto che si trattava di un vino di 56 anni Michelle ha detto che anche i grandi uomini rimangono giovani come questi vini. Bottiglie perfette, nessuna traccia di ossidazione. Il Barolo con profumi di petalo di rosa e tartufo, il Brunello più terroso, ma con la delicatezza del frutto”. Alla cena sono stati serviti il Ribolla 2008 Gravner, Tascante Buonora 2015 di Tasca d’Almerita (dall’Etna), Sassicaia 2009 di Tenuta San Guido, il Chianti Classico Riserva 2008 di Castello di Ama. “Alla fine - racconta Filippo - Barack Obama mi ha confidato che lui beve poco, ma che questi vini gli sono piaciuti molto. Mi ha chiesto il motivo, gli ho risposto: presidente, ho giocato facile, ho scelto quello che piace anche a me”.

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