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Corriere Fiorentino

Cena tra i cipressi per i 25 anni della Doc Bolgheri … Anche a Bolgheri il ’68 fu una rivoluzione, ma non per merito del moti studenteschi, quanto perché il marchese Mario Incisa della Rocchetta mise sul mercato le prime bottiglie di Sassicaia, dando inizio alla “corsa” del territorio e dei suoi vini, apprezzati e ricercati in tutto il mondo. E oggi la Doc Bolgheri festeggia i suoi primi 25 anni con una tavolata di 700 persone lungo il viale dei cipressi reso celebre da Carducci. Un evento che celebra il successo della Doc che ha trasformato un terreno vinicolo sconosciuto in uno dei motori del made in Tuscany e che inizierà stamani alle ore u al Teatro Roma a Castagneto Carducci con la “story telling del Consorzio Doc Bolgheri”, proseguirà dalle 19 con la cena di gala sul viale dei Cipressi e domani con visite e degustazioni presso le cantine consorziate ed incontri con i produttori. I1 Consorzio — che ha come simbolo proprio i cipressi del viale lungo sei chilometri e voluto da Guidalberto della Gherardesca nella seconda metà dell’800 — è nato nel 1994, da sei soci fondatori, ed oggi ne conta 55 e rappresenta circa il 95% della Doc che è estesa su 1.370 ettari di viti e che ha avuto il via libera per incrementare di 190 ettari la superficie vitata, 120 per il rosso, 70 ettari per il bianco, così da aumentare la produzione. La Doc, tutta compresa nel territorio del comune di Castagneto Carducci e articolata in Doc Bolgheri e Doc Bolgheri Sassicaia, ha visto salire rapidamente il valore del terreno parallelamente alla qualità dei suoi vini e ad importanti investimenti anche stranieri ed oggi un ettaro vale 400-500.000 euro (solo a Montalcino, complice il Brunello, gli ettari costano di più) contro i 300.000 euro di appena tre anni fa. L’ascesa di Bolgheri e dei suoi vitigni francesi è certificata anche dai recentissimi dati di Winenews.it, secondo i quali a1 31 luglio 2019, la Doc Bolgheri è l’unica tra le denominazioni toscana a vedere aumentare le proprie vendite, con un balzo del +16%. L’ennesima conferma di un trend trascinato da alcune piccole aziende che operano accanto ai grandi nomi che producono in zona, da Incisa della Rocchetta (Tenuta San Guido) e Antinori (Guado al Tasso) a Federico Zileri che guida il Consorzio; da Frescobaldi con Masseto ed Ornellaia a Folonari, fino a Banfi, sbarcato qui nel 2013, o al magnate argentino Alejandro Bulgheroni che dopo Chianti e Montalcino ha puntato su Bolgheri.

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