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Corriere Fiorentino

L’accordo MPS-Consorzi ... Le botti in pegno per i finanziamenti ma nessuno lo fa...Dopo la lunga attesa estiva per il decreto Cura Italia, e le prime convenzioni stipulate dai consorzi, le aziende vinicole toscane sono pronte a utilizzare lo strumento del pegno rotativo per recuperare liquidità nel difficile contesto generato dalla pandemia: le perdite di fatturato attese per quest'anno sono fra il 10 per cento e il 30 per cento secondo una recente indagine di Winenews. In un mese Banca Monte dei Paschi di Siena ha firmato intese sul pegno rotativo con tre consorzi - Chianti Classico, Brunello di Montalcino e Nobile di Montepulciano - e si appresta a chiudere altri accordi analoghi in Toscana. “Stiamo registrando notevole interesse da parte delle aziende associate ai Consorzi e stiamo portando avanti diverse richieste”, spiega Alessandro Faienza, general manager area territoriale Toscana di Banca Monte dei Paschi di Siena. “In questo modo – sostiene – l’istituto conferma la vicinanza alle aziende del territorio”. Qual è il meccanismo del pegno rotativo, già sperimentato con successo in ambito lattiero- caseario e per il comparto dei prosciutti? Il vino prodotto da uve di proprietà funge da garanzia dei prestiti concessi: e visto lo stallo nelle vendite causa pandemia - soprattutto per chi ha ristorazione e hotel come sbocco privilegiato - nelle cantine toscane giace una gran quantità di prodotto. L’azienda che stipula l’accordo è sempre libera di utilizzare il vino impegnato chiedendo lo spostamento della garanzia dal prodotto iniziale ad un quantitativo diverso, omologo in valore e in quantità. Il finanziamento ottenuto è pari all’80 per cento del prezzo medio delle relative mercuriali - il listino ufficiale dei prezzi medi correnti delle merci – pubblicate dalla Camera di commercio. Al consorzio, rappresentato in sede di borsa merci, spetta il ruolo di garante della stabilità del valore del vino. La convenzione triennale garantisce tassi d’interesse stabili per l’intero periodo. Tutto ancora in teoria, fin qui, visto che nessuna azienda ha ancora finalizzato una procedura di questo tipo. “Lo strumento del pegno rotativo è partito purtroppo con un certo ritardo rispetto a quello che ci aspettavamo – spiega Carlotta Cori, direttrice del Consorzio del Chianti Classico – avevamo cominciato a lavorare su questa ipotesi ancor prima che diventasse parte del Cura Italia, ma abbiamo dovuto attendere fino al 19agosto. Adesso le aziende stanno valutando di ricorrervi: telefonano al Consorzio, fanno domande, chiedono chiarimenti, e stanno andando nelle agenzie”. L’unica azienda vinicola che finora in Toscana ha stipulato un contratto di finanziamento garantito dal proprio magazzino è stata nel luglio scorso Castiglion del Bosco, affiliata al Consorzio del Brunello: un milione di euro, per 4 anni. L’azienda di Massimo Ferragamo, che ha realizzato l’operazione con Banco Bpm, ha usato però non il pegno rotativo, ma un meccanismo simile, quello del “privilegio” sul proprio vino sfuso “atto a divenire Brunello di Montalcino”. PwC e la società di certificazione Valoritalia effettueranno le procedure di verifica fisica sul magazzino. UniCredit ha invece siglato un accordo con Banfi (con un plafond di 6milioni) per il credito di filiera: i fornitori di Banfi potranno dunque beneficiare del suo rating creditizio.

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