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MERCATI INTERNAZIONALI

Cresce il “Prosecco” d’Australia, e i produttori attaccano: “nostro diritto etichettarlo e venderlo”

Tra il 2015 ed il 2019 produzione da 2.189 a 9.936 tonnellate, secondo il Vintage Report 2019 di Australian Grape & Wine
AUSTRALIA, PROSECCO, Mondo
Cresce il “Prosecco” d’Australia, e i produttori attaccano

Tra le tante partite internazionali che il vino italiano vorrebbe chiudere e vincere, c’è la ormai storica disputa con l’Australia sul riconoscimento del Prosecco (sia Doc che Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, le cui colline sono fresche di riconoscimento Unesco) quale denominazione italiana e, di conseguenza, nome non utilizzabile per la produzione domestica nella terra dei canguri. Cosa che fino ad oggi non è avvenuta, e anzi, il Prosecco d’Australia continua a crescere a ritmi vertiginosi. Tanto che la varietà di uva Prosecco, in Australia, è entrata nel novero dei 10 vitigni bianchi più coltivati, con un aumento della produzione, tra il 2018 ed il 2019, del 42%, per un totale di 9936 tonnellate (quantitativo più che quadruplicato rispetto alle 2189 tonnellate del 2015). Numeri del Vintage Report 2019 firmato da Australian Grape & Wine, l’associazione che mette insieme 2.500 produttori di vino e 5.000 viticoltori d’Australia, che sottolinea anche come questo aumento di produzione di “Prosecco” made in Australia trovi riflesso sul mercato domestico, dove le vendite sono cresciute del 100% negli ultimi due anni, tanto da essere oggi l’11esima tipologia più venduta per valore nel canale off-trade. Oggi, spiega il report, il “Prosecco è prodotto in 11 Regioni d’Australia”.
I numeri sono relativamente piccoli, e ad oggi non spaventano di certo il Prosecco italiano, che tra Doc e Docg ha una produzione che supera i 500 milioni di bottiglie che fanno furore in tutti i mercati del mondo, ma la questione è tutt’altro che da sottovalutare, soprattutto pensando alla forza commerciale dei vini australiani in un mercato enorme come la Cina, anche grazie ad accordi di libero scambio con il Paese asiatico, ma anche con un occhio ad una Brexit che, dopo la salita al Governo Uk di Boris Johnson, torna ad assumere i colori di un possibile “no deal”, con conseguenze difficilmente prevedibili per le produzioni Ue, e che potrebbero avvantaggiare quelle di partner terzi storici del Regno Unito, primo mercato mondiale del Prosecco, come appunto l’Australia.
“È fantastico vedere che il Prosecco è così amato tanto dai produttori che dai consumatori australiani - ha detto Tony Battaglene, chief executive di Australian Grape & Wine, che ha aggiunto - l’Australia produce grandi vini da uve Prosecco da molti anni, ecco perchè hanno lavorato duramente per mantenere il loro diritto di coltivare questa varietà. Non siamo mai stati d’accordo con i tentativi dell’Unione Europea di proteggere i propri produttori dalla competizione attraverso sussidi e tentativi di creare Indicazioni Geografiche basate sulle varietà di uva. Non c’è discussione sul diritto dei produttori australiani di produrre, etichettare e vendere Prosecco Australiano, e siamo contenti che il Governo australiano continui ad appoggiare i nostri viticoltori e produttori”.

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