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IL VINO AL CENTRO

Cultura, mercati del mondo, tecnologia, artigiani del vino e politica: ecco il Congresso Assoenologi

Dal 5 all’8 luglio, a Trieste, con Gaja, Petrini, Centinaio, Toscani ed Illy, tra gli altri (e la “Targa d’Oro” a WineNews)
ASSOENOLOGI, Italia
Tra cultura, mercati, tecnologia e politica, il Congresso Assoenologi a Trieste

Se nessuno può raccontare un vino meglio di un enologo, che lo conosce e lo segue da quando è ancora uva sulla vite a quando è prodotto finito in bottiglia, come dice sempre il presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella, nessuno può raccontare i mercati del vino meglio di chi li vive da osservatore e da protagonista tutti i giorni, e nessuno può riflettere sugli aspetti culturali legati al mondo di Bacco, dell’agricoltura e dell’enogastronomia meglio di chi, negli anni, ne è stato tra gli artefici. Con questa premessa si avvicina il Congresso n. 73 di Assoenologi, di scena a Trieste dal 5 all’8 luglio (in chiusura anche il Ministro delle Politiche Agricole, con delega al Turismo, Gian Marco Centinaio), in quel Friuli Venezia Giulia che è tra le più importanti Regioni vinicole del Belpaese, soprattutto sul fronte dei vini bianchi, ed è ancora normativa di una delle sue denominazioni più importanti, quella Doc Prosecco che ha legato il suo nome alla omonima frazione del comune di Trieste (e le cui prospettive vitivinicole sono raccontate, a WineNews, dall’Assessore alle Risorse Agricole, Stefano Zannier). Al centro dei lavori, ci saranno i mercati più importanti del mondo, ma anche la tecnologia e l’artigianalità del vino, e la sua cultura. E con il prologo, nell’inaugurazione, che vedrà Assoenologi assegnare a WineNews il premio “Targa d’Oro”, andato in passato ai grandissimi della cultura, del giornalismo e della comunicazione del vino, come Luigi Veronelli e Mario Soldati, “a riconoscimento della professionalità e della competenza dimostrata in anni di intenso lavoro nel mondo dell’informazione in generale e di quella del settore vitivinicolo in particolare”, spiegano gli Enologi. Venerdì 6 luglio, al centro ci saranno i mercati più importanti del presente e del futuro per il vino italiano: Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Svizzera e Cina (protagonisti anche nei calici, con una degustazione di 2-3 vini rappresentativi di ogni Paese, ndr). Il mercato Usa sarà illustrato da Leonardo LoCascio, Fondatore di Winebow nel New Jersey, il più grande gruppo statunitense di importazione e distribuzione dei fine wine. La Germania sarà invece raccontata da Konstantin Pechtl, responsabile acquisti di vini italiani della Mack & Schühle, una delle più importanti e storiche aziende di importazione vino in Germania. Il Regno Unito verrà descritto da David Gleave, fondatore e amministratore delegato di Liberty Wines, azienda leader che importa e distribuisce nel Regno Unito vini di alta qualità. Il mercato Svizzero verrà illustrato da Luigi Zanini, presidente di Zanini Vinattieri, che iniziò negli anni ’50 l’attività di selezione e importazione di prestigiosi vini italiani, una gamma che divenne in seguito “L’Aristocrazia dei Vini Italiani in Svizzera”. A fare luce sulla Cina, sarà invece Sophie Liu, giornalista e wine educator di vino, autrice di testi sui vini italiani. Ma non mancherà un focus sul mercato italiano, con Stefano Leone, direttore vendite del Gruppo Antinori e Valerio Civa, grande esperto della gdo e di grandi marchi, incluso il vino (fondatore di Effe.ci Parma e Tenimenti Civa).
Sabato 7 luglio, invece, sul palco ci saranno prima la tencologia, e poi la cultura. Si parte con la professoressa Viviana Corich, docente di microbiologia all’università degli Studi di Padova, che parlerà, tra l’altro, delle nuove tecnologie per la produzione di vini a bassa gradazione alcolica, e poi toccherà ad Angelo Gaja, faro e punto di riferimento all’estero per l’Italia del vino di qualità, che sottolineerà ancora una volto il ruolo dei piccoli produttori, degli artigiani del vino, tra riflessioni sul marketing e cambiamento climatico. Poi sarà la volta di una delle personalità più autorevoli, a livello mondiale, quando si parla di cultura legata al cibo, al vino e alla terra, ovvero Carlin Petrini, fondatore e presidente di Slow Food, che ha fatto dell’etica, della condivisione, partecipazione ed equità gli elementi fondamentali dell’approccio al vino e al cibo quotidiano. Ancora, si parlerà dell’enoturismo e della sua nuova legge quadro, con la sua prima firma, il senatore Dario Stefàno, per chiudere con gli spunti di Paolo Marchi, giornalista ideatore di Identità Golose, legati al “2018: anno della cultura e del cibo italiano”. Filo conduttore di questa sessione congressuale sarà l’approfondimento delle nuove tendenze in tema di cultura, stili di vita e consumi e soprattutto la valorizzazione del nostro patrimonio enogastronomico, turistico e culturale.
Non mancheranno le grandi degustazioni, con i vini del Friuli Venezia Giulia protagonisti il 7 luglio, con un focus particolare alle etichette dei due patriarchi della viticoltura della Regione, Livio Felluga (con il Terre Alte) e Angelo Jermann (con il Vintage Tunina), presentate da Luciano Ferraro del “Corriere della Sera” e dal presidente Assoenologi Riccardo Cotarella. Da segnalare, ancora il 7 luglio, la serata di chiusura nella cornice del Teatro Lirico Giuseppe Verdi, con il talk show guidato dal giornalista e produttore (in Puglia) Bruno Vespa, che, con il Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, il dg Veronafiere Giovanni Mantovani, e ancora Oliviero Toscani, fotografo e vignaiolo in Toscana, e Riccardo Illy, imprenditore triestino del caffè e del vino, con la griffe del Brunello di Montalcino Mastrojanni, parleranno di comunicazione, marketing territoriale e strategie per il futuro del vino del Belpaese. E poi il gran finale in un luogo dall’alto valore simbolico, con la cena all’aperto nella Piazza dell’Unità d’Italia di Trieste, città di confine e ricca di storia, e richiamo a quella capacità che il vino, come nessun altro prodotto della nostra agricoltura, ha di unire il Paese, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia.

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