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TERRITORI DI SUCCESSO

Da 142 a 485 milioni di bottiglie in 10 anni: il Prosecco Doc festeggia una decade di successi

Stefano Zanette: “coesione, innovazione, bellezza e durabilità i pilastri del nostro cammino”. Celebrato da un francobollo che omaggia il territorio
10 ANNI, FRANCOBOLLO, PROSECCO, PROSECCO DOC, STEFANO ZANETTE, Italia
Da 142 a 485 milioni di bottiglie in 10 anni: una decade di successo per il Prosecco Doc

Compie 10 anni la Doc Prosecco, istituita per decreto il 17 luglio 2009, così come il suo Consorzio, entrato in azione esattamente il 19 novembre di dieci anni fa. Ricorrenza celebrata nello storico stabilimento dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di via Principe Umberto, a Roma, presentando la speciale emissione filatelica da un milione di esemplari che celebra il Prosecco ma soprattutto il suo territorio, tra filari, colline e montagne che in un rettangolino raccontano la bellezza da cui ha origine il vino italiano più esportato al mondo, in grado di esibire numeri da capogiro con 2,4 miliardi di fatturato e 464 milioni di bottiglie prodotte nel 2018.

Con il presidente del Consorzio Stefano Zanette che ha individuato in “coesione, innovazione, bellezza e durabilità” i pilastri del cammino che hanno garantito al Consorzio risultati di grande soddisfazione.
“La coesione è stato per noi il primo fattore di successo - ha detto Zanette - ed è probabilmente, tra i quattro pilastri citati della nostra crescita, il più importante di tutti. Un successo come quello della nostra denominazione non sarebbe stato possibile senza un lavoro di squadra, senza il concorso di tante energie diverse verso un obiettivo comune”. Ma a spingere il Consorzio nella sua affermazione di mercato, ha sottolineato Zanette, sono stati anche la scelta di puntare sull’innovazione, sia di prodotto che di processo, la fortuna di potere contare sulla bellezza del territorio (“senza la quale non esisterebbe il Prosecco”) e la voglia di durare nel tempo “con la responsabilità di lasciare alle future generazioni non solo una realtà economica tra le più invidiate del nostro Paese, ma un territorio capace di contribuire a un benessere che, a 360 gradi, vede protagonisti le nostre terre e le comunità che vi abitano”.

“Siamo partiti con una produzione che non arrivava a 142 milioni di bottiglie - ha aggiunto Zanette - per attestarci, a distanza di un decennio, a numeri più che triplicati che, secondo le nostre proiezioni, dovrebbero chiudere il 2019 con 485 milioni di unità. Un balzo, dunque, del +242% che ben sintetizza il nostro impegno sul fronte della qualità e della promozione, di pari passo con quello per la tutela del nome Prosecco. Una strada intensa e ricca di risultati che oggi si traduce in un successo mondiale, in partnership culturali e sportive prestigiose e soprattutto nella creazione di molti posti di lavoro e in un contributo fondamentale alla bilancia commerciale italiana, visto che il 75% delle nostre bottiglie viene esportato per un valore pari a 1,8 miliardi di euro”.

Il Consorzio Prosecco Doc non intende, dunque, sedersi sugli allori dopo dieci anni di successi e punta invece a nuovi traguardi perché, come ha osservato Zanette, “i fattori di successo che ci hanno finora guidati non sono acquisiti una volta per tutti. Devono essere protetti e addirittura riconquistati ogni giorno, soprattutto in un mondo complesso, duro e competitivo come il nostro”. E, tra i tanti “grazie” resi da Zanette, il più grande è andato “a chi lavora ogni giorno per dare vita al vino italiano più esportato nel mondo, le 11.102 aziende agricole, le 1.211 case vinicole e le 348 case spumantistiche che ne sono la colonna vertebrale”.

L’ad del Poligrafico, Paolo Aielli, ha ricordato che con il Consorzio esiste da tempo una collaborazione sul fronte delle fascette di Stato che autenticano le bottiglie di Prosecco Doc. “Cerchiamo di fare ogni sforzo per coniugare la tradizione con l’ innovazione - ha detto Aielli -, garantendo con l’alta tecnologia i migliori sistemi di autenticazione e tracciatura. Su questi temi è nata questa collaborazione importante tra Poligrafico e Consorzio. Siamo particolarmente contenti quindi di essere qui e di presentare assieme a Poste Italiane il francobollo che celebra i dieci anni della Doc”.

“Il francobollo, in un momento in cui tutto é social, e forse anche la politica é troppo social - ha detto il presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Depurati, Filippo Gallinella - ci ricorda che bisogna fare le cose con più attenzione e pacatezza, anche perché per proiettarsi nel futuro bisogna mettersi a tavolino e ragionare. Questo anche per il Consorzio è dunque il momento di mettersi a tavolino e programmare i prossimi dieci anni. Il Prosecco è anche made in Italy - ha aggiunto Gallinella - con il vostro lavoro aiutate a far conoscere l’Italia nel mondo. Mi auguro che la durabilità del Sistema Prosecco vada il più avanti possibile”.

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