La cucina non è solo cibo, ma è incontro e convivialità. È quel ritrovarsi insieme a tavola per condividere un pasto: un aspetto sociale, talvolta sottostimato, ma che è alla base della cucina italiana, riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco, e che va oltre, come motore di socialità ed elemento fondamentale nella vita di tutti. E quando si unisce l’alta qualità della cucina di un territorio con l’attenzione verso le persone che, in quel territorio, vivono in situazioni di fragilità, questa si traduce in solidarietà. È il caso dell’iniziativa “A Cena Con …”, presentata oggi ad Alba, e promossa dalla Caritas diocesana della città del pregiato tartufo bianco: per tutto il 2026, 14 grandi chef delle Langhe e del Roero, tra cui anche stellati - a partire dal neo tristellato Michelangelo Mammoliti del ristorante La Rei Natura di Serralunga d’Alba (ne Il Boscareto Resort della famiglia Dogliani, che guida l’azienda Batasiolo) e dallo storico tristellato Enrico Crippa del Piazza Duomo di Alba (con la famiglia Ceretto, griffe-icona delle Langhe del Barolo e non solo), accanto a La Ciau del Tornavento di Treiso con gli chef Marco Lombardo, Nadia Benech e Maurilio Garola, Borgo Sant’Anna e Lostu di Monforte d’Alba di Pasquale Laera, il Ristorante All’Enoteca di Canale di Davide Palluda e la Locanda Camia di Novello dello chef Massimo Camia, cucineranno, a turno, una volta al mese per le persone della mensa della Caritas.
Un territorio ricco di storia e cultura gastronomica, che affondano le radici nel mondo contadino, Patrimonio Unesco, che si dedica alla comunità locale, comprese le persone più in difficoltà e a disagio. “Cucinare è sinonimo di famiglia per me ed è solo un piacere far passare per qualche ora a delle persone che mangiano alla Caritas un bel momento di famiglia - ha detto Michelangelo Mammoliti che inaugurerà l’iniziativa il 15 gennaio - i sorrisi e il contatto con le persone sono il motore del nostro lavoro. Che va ben oltre alla nostra passione. È un qualcosa di innato ed è solo un piacere ristorare persone meno fortunate di noi”. Il 29 gennaio sarà, poi, la volta degli chef Marco Lombardo, Nadia Benech e Maurilio Garola de La Ciau del Tornavento, fino ad arrivare al 10 febbraio quando a cucinare sarà il tristellato Enrico Crippa del ristorante Piazza Duomo di Alba: “cucinare è un atto d’amore, che si tratti di ristorante tre stelle Michelin, una trattoria o a casa propria, è lo stesso - ha detto lo chef nella conferenza stampa - è sempre un motivo di orgoglio e così sarà anche nella mensa della Caritas”.
Ad avvicinare l’alta cucina alle fasce più povere della popolazione, due mondi che difficilmente tendono a parlarsi, saranno, quindi, lo chef Marco Triverio de Il Belvedere di Montà, il 12 marzo, e Pasquale Laera di Borgo Sant’Anna e Lostu di Monforte d’Alba, il 20 aprile: “il mio lavoro mi piace perché mi piace ricevere “il grazie” della gente - ha raccontato Laera - non si tratta solo di creare qualcosa di diverso dal solito da mangiare, ma farlo perché c’è un bisogno. Da questa esperienza anche io imparerò qualcosa, sarà una piccola sfida”.
Il 13 maggio, è atteso Dennis Panzeri de La Piola di Alba, l’11 giugno Davide Palluda del Ristorante All’Enoteca di Canale e il 13 luglio Massimo Camia della Locanda Camia di Novello, che sull’iniziativa ha spiegato come cucinare nella mensa della Caritas “è diverso dal farlo in un ristorante, ma il valore umano di questa esperienza è enorme”, oltre a rappresentare “un modo concreto per restituire qualcosa al territorio”. A seguire, ai fornelli ci saranno Gianni Bertolini con lo chef Fabio Pungitore della Locanda in Cannubi di Barolo (3 agosto), Massimo Bergamin con lo chef Pierpaolo Livorno dell’Osteria Le Rocche in Treiso (16 settembre), Fabio Olivero e Ilaria Santarelli di Villa Garassino di Treiso (20 ottobre), Simone Panero dell’Osteria Il Cortile di Diano d’Alba (16 novembre), Federica Vaira e Kim Seul Ki di Uri Sapori condivisi di Verduno (25 novembre) e, infine, Paola Enrico dell’Osteria dei Babi di Canale (15 dicembre).
“Questo progetto ci ricorda che la carità passa anche dai gesti semplici, come condividere un pasto preparato con attenzione e rispetto - ha sottolineato il Vescovo di Alba, Monsignor Marco Brunetti - è un segno forte di una comunità che non lascia indietro nessuno”, concludendo con una battuta: “anche Gesù le cose migliori le ha fatte a tavola”. Il direttore della Caritas di Alba, Don Domenico Degiorgis, ha ricordato come “la mensa non è solo un luogo dove si mangia, ma uno spazio di accoglienza e ascolto”, plaudendo alla disponibilità degli chef del territorio: “un segno prezioso di collaborazione e di responsabilità sociale”.
La mensa Caritas in Via Pola ad Alba è aperta tutte le sere dell’anno e fornisce un pasto caldo in media a 65 persone al giorno per un totale di 23.000 pasti all’anno. Solitamente si alternano cuochi e cuoche volontari: complessivamente, sono più di 100 le persone che si occupano sia della cucina sia della sala. Tra le altre opere solidali, sono attivi oltre 25 centri di ascolto e l’emporio della solidarietà, e le collaborazioni con il Banco Alimentare permettono alla Caritas di distribuire cibo a più di 400 nuclei familiari, equivalenti a 1.400 persone, grazie al lavoro di 700 volontari.
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