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Bevi e godi con Cristiana Lauro – Gianfranco Vissani sarà pazzariello quanto vi pare, ma quando si mette ai fornelli resta quel grande chef che è sempre stato. Alla faccia dei francesi che trattano uno dei monumenti della tavola italiana (Casa Vissani a Baschi, Terni) come se fosse un bistrot – al Gala Dinner per la nuova guida Bibenda della Fondazione Italiana Sommelier di Franco Ricci, Vissani ha tirato fuori sensibilità e coraggio, e un risotto impeccabile per oltre mille persone … Gianfranco Vissani sarà pazzariello quanto vi pare, ma quando si mette ai fornelli resta quel grande chef che è sempre stato. Alla faccia dei francesi che, tanto per non smettere di fare i francesi, trattano uno dei monumenti della tavola italiana (Casa Vissani a Baschi, Terni) come se fosse un bistrot coi piatti del giorno scritti col gessetto sulla lavagna. Gianfranco Vissani è da sempre uno dei più grandi sostenitori della nostra tradizione regionale e dei prodotti del territorio che trasforma nella sua raffinata cucina d’autore con indiscutibile talento. Guarda caso non ho mai sentito i suoi colleghi, altrettanto illustri, contestare il fatto che sia un gigante nel suo mestiere. Ma la critica francese lo punisce levandogli la seconda stella Michelin, quando in molti si chiedono come mai non ne abbia tre. Aggiungo - e parlo sempre e solo da cliente dei locali - che il servizio di sala e la cura che ha Luca Vissani (figlio di Gianfranco) per il pubblico valgono ben più di una stitica stella francese che sembra quasi punitiva. Al gala dinner per la presentazione della nuova guida Bibenda della Fondazione Italiana Sommelier di Franco Ricci, Gianfranco Vissani ha tirato fuori sensibilità e coraggio. Ha fatto servire un risotto impeccabile a più di mille persone presenti alla serata guidata da Fede e Tinto di Decanter (Rai Radio 2). Credo che nessun altro chef avrebbe scelto una cottura apparentemente semplice e, invece, così rischiosa. Quell’orso di Vissani lo ha fatto e ha centrato in pieno il risultato. Ha le palle quello là, poche storie! E ha diretto una squadra mastodontica giocando fuori casa. La giornalista e critica gastronomica del Gambero Rosso Clara Barra, presente alla serata: “preparare un risotto perfetto per 1158 persone sedute (quanti eravamo) lo può fare solo un grande, il tributo della gente a fine serata lo ha emozionato. Sono contenta di questo piccolo grande riscatto, lui è stato un grande vero innovatore e lo è ancora. E comunque è l’unico che riesce a emozionare anche in occasioni da grandi numeri”. Erano presenti i migliori sommelier della Fondazione e tutti i più importanti produttori di vino italiani, insieme a molte figure rappresentative dello scenario enologico che ci racconta in tutto il mondo. Alessandro Regoli di Wine News, (la testata giornalistica di settore più seguita in Italia), le famiglie Gaja, Anselmi, Cotarella. Roberto Conterno, gigante assoluto delle Langhe e Silvia Maestrelli che sull’Etna produce uno dei migliori vini bianchi italiani. E poi un bel po’ di giovani leve di storiche aziende come Gabriele Valentini da Loreto Aprutino (terra dell’olio oltre che del vino) e Santiago Marone Cinzano di Col d’Orcia a Montalcino. Altri noti produttori di vino come Al Bano e Romina jr Carrisi, Bruno Vespa, Linda D’Alema, l’onorevole Renato Brunetta, Il giornalista esperto di enogastronomia Gioacchino Bonsignore e altri. Infine, il francobollo celebrativo dei 20 anni di Bibenda emesso da Poste Italiane con rappresentanza del Ministero dello sviluppo economico, presente sul palco.

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