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GIOVANI & AGRICOLTURA

Dai cosmetici dalle vinacce con Bocelli alla Spa delle api, le idee dei giovani agricoltori italiani

Coldiretti: Italia leader Ue per imprese giovani (560.000). Ma non è tutto rose e fiori: respinti i progetti di insediamento da Psr a 23.000 giovani
AGRICOLTURA, Coldiretti, GIOVANI, Non Solo Vino
L’Italia è leader in Ue per numero di imprese condotte da giovani

Dai micro ortaggi nell’orto del futuro ai capi alla moda realizzati con tessuti anallergici ricavati dalla lana di alpaca allevati sotto casa, dai cosmetici di pregio ricavati interamente da scarti di vinacce frutto della collaborazione con il grande tenore Andrea Bocelli fino alla Spa delle api che offre l’esperienza unica di rilassarsi trascorrendo momenti indimenticabili tra le cellette dell’arnia sdraiati su un letto di fieno alpino, respirando i profumi dell’alveare. Sono solo alcune delle innovazioni contadine e start up del tutto originali che testimoniano le nuove idee dei giovani agricoltori, presentate all’Assemblea Giovani Impresa della Coldiretti, guidati dalla neo presidente trentenne campana Veronica Barbati.
L’Italia con 560.000 imprese agricole italiane condotte da under 35 è al vertice in Europa per numero di giovani in agricoltura, con l’apertura di circa 300 imprese al giorno nel 2018. Il risultato è che quasi 1 impresa su 10 è condotta da giovani (9%), ma la percentuale sale al 30% tra quelle di nuova apertura nei primi 9 mesi del 2018 secondo le elaborazioni su dati Unioncamere. La presenza di giovani si estende a tutti i settori produttivi, dall’agricoltura all’artigianato, dall’industria al commercio fino ai servizi, ma quelle più gettonate sono, nell’ordine, il commercio al dettaglio, le attività di ristorazione e le coltivazioni agricole e l’allevamento.
In Italia i giovani di età compresa tra i 25 ed i 34 anni che hanno un lavoro autonomo sono il 90% in più della Spagna, il 60% in più della Germania, il 53% in più della Francia e in generale sono pari ad un quarto del totale dell’area Euro, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Eurostat. Un dato che solo apparentemente stride con le ultime statistiche secondo le quali in Italia è pari al 66,4% la percentuale di giovani (18-34 anni) che vivono ancora con i genitori nel 2017 sulla media europea del 50%. In realtà questo legame si evidenzia anche nell’elevato numero di imprese familiari la cui presenza varia da quasi il 60% nel mercato azionario italiano a circa il 90% in settori come l’agricoltura. Una specificità tutt’altro che negativa perché, sostiene la Coldiretti, ha permesso il radicamento territoriale di molte attività imprenditoriali che altrimenti avrebbero rischiato la delocalizzazione.
Una presenza che ha di fatto rivoluzionato il lavoro in campagna dove il 70% delle imprese giovani opera in attività multifunzionali che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili. Un’opportunità resa possibile dalla Legge di orientamento per l’agricoltura (la legge 228/2001), sostenuta da Coldiretti, che ha allargato i confini dell’imprenditorialità agricola aprendo a nuove opportunità occupazionali. Negli ultimi 7 anni, la Facoltà di Agraria fa registrare un aumento del 14,5% delle iscrizioni, in netta controtendenza, nello stesso periodo, al calo generale del 6,8% degli universitari, secondo un’analisi Coldiretti su dati dell’Anvur, l’Istituto nazionale deputato alla valutazione della ricerca scientifica e dell’università italiana.
Ma per i giovani agricoltori italiani, non è tutto rose e fiori. Mentre importanti risorse nazionali sono state stanziate con il reddito di cittadinanza per accompagnare le nuove generazioni al lavoro, denuncia la Coldiretti nello studio su “I giovani italiani che creano lavoro”, viene spento il sogno di diventare agricoltori di 23.000 giovani che si sono visti respingere dalle Regioni il progetto di insediamento nelle campagne previsto dai Piani di sviluppo rurale (Psr) finanziati dall’Ue. 35.000 under 40 hanno presentato domanda per l’insediamento in agricoltura ma ben 2 richieste su 3 (66%) non sono state accolte per colpa degli errori di programmazione della Amministrazioni Regionali che hanno portato ad un’insufficiente assegnazione di risorse per i giovani nei Psr, con peraltro il rischio concreto di restituzione dei fondi disponibili a Bruxelles. Dallo stato di attuazione dei Psr aggiornato al 1 gennaio 2019 emerge infatti che l’utilizzo delle risorse comunitarie relativo al periodo 2014-2020 è stato pari ad appena il 29% del totale, un ritardo evidente che rischia di togliere all’Italia stanziamenti importanti per la crescita.
Ad aggravare la situazione, il fatto che il maggior numero delle domande presentate e non accolte si concentra nel Mezzogiorno, dalla Sicilia alla Calabria, dalla Basilicata alla Sardegna, dalla Campania alla Puglia, dove maggiore è il bisogno occupazionale e più elevati sono i tassi di fuga dei giovani all’estero. Secondo un’indagine Coldiretti/Ixè, le aziende agricole condotte dai giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54% della media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più.
Tornando alle idee dei giovani agricoltori, c’è chi ha sperimentato con successo il primo Grande Fratello dei pascoli applicando sulle mucche uno speciale collare che monitora i loro movimenti mentre sono fuori per capire se sono soddisfatti o se invece devono cambiare prato e foraggio, e chi ha cominciato a produrre la prima agri-birra terremotata antispreco realizzata a 1.600 metri sulle montagne tra Amatrice e Leonessa utilizzando lo scarto del pane recuperato in giro per i Paesi colpiti dal sisma. Ma stupisce anche, sottolinea la Coldiretti - il nuovo business della canapa, dal food al no food creato da un imprenditore agricolo che partendo dalla pizza a base di farina di canapa è arrivato a produrre taralli, birra, friselle, pasta secca, orecchiette fino a bioplastica per stampanti 3D, liquori, tessuti, mattoni per la bioedilizia. L’azienda Orto Gourmet, in Provincia di Taranto, tra in tanti esempi, infine, è invece specializzata nella produzione e distribuzione di microgreen, piantine commestibili di non più di 15-20 giorni di vita. Si tratta di micro-ortaggi, micro-erbe spontanee e aromatiche, micro-legumi e micro-cereali dei quali è possibile mangiare stelo e foglioline embrionali crudi per assimilarne tutti i nutrienti. Ma si passa anche ai fiori e foglie eduli, considerati ormai da moltissimi i “vegetali del futuro” in quanto ricchissimi di proprietà benefiche, originali nell’aspetto e rivoluzionari nel gusto.

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