Da una magnum di Richebourg Grand Cru 1985 di Henri Jayer, con base d’asta 23.000 euro, a una bottiglia di Romanée-Conti Grand Cru 1996, per cui il martelletto parte da 12.000 euro, da una bottiglia di Richebourg Grand Cru 1986 di Henri Jayer (stima 5.800 euro) a una bottiglia di Vosne Romanée Cros Parantoux Grand Cru 1996 sempre di Henri Jayer (4.800 euro), da una verticale di 10 bottiglie di Domaine Ramonet annate 2010, 2011, 2012, 2013, 2015, 2016, 2017, 2018, 2020 e 2021 (1.980 euro), a una magnum di Clos de Vougeot Grand Cru 2014 di Domaine Georges Mugneret-Gibourg (1.400 euro). Ma c’è anche, e soprattutto, tanta Italia con le più prestigiose etichette del Barolo, come il lotto comprendente una jeroboam di Monfortino 2015 di Giacomo Conterno (con base d’asta 3.000 euro), quello con 3 bottiglie sempre di Monfortino annata 2013 (stima 2.100 euro), e le 12 bottiglie di Barolo Brunate 1996 di Poderi Marcarini (840 euro). Accanto ai più celebri Supertuscan: da 6 bottiglie di Ornellaia 1995 della Tenuta dell’Ornellaia del Gruppo Frescobaldi (750 euro), ad altrettante di Tignanello di Marchesi Antinori, 3 dell’annata 2015 e 3 dell’annata 2016 (con base d’asta 720 euro), da 3 bottiglie di Le Pergole Torte 1994 di Montervertine (500 euro) ad una magnum di Tignanello 2008 (450 euro) e 2 bottiglie di Sassicaia della Tenuta San Guido annate 1996 e 1998 (400 euro). Sono i top lot su 285 in totale - di cui 186 di vini italiani, 95 francesi e uno ciascuno per Stati Uniti, Australia, Portogallo e Spagna - dell’Asta Finarte, in programma il 17 marzo a Milano.
Un catalogo dedicato ai grandi vini italiani, francesi ed internazionali e capace di affiancare ad etichette iconiche, come il lotto con 2 bottiglie di Brunello di Montalcino Docg 1986 di Soldera Case Basse (base d’asta 1.200 euro), anche bottiglie più rare e ricercate, come il lotto comprendente 3 bottiglie di Oratorio di San Lorenzo Colli Berici Carmenere Riserva 2017 di Inama (840 euro), o quello con una selezione di 6 bottiglie (2 magnum di Merlot 2021, 2 di Merlot 2022 e 2 di Rosso 2022) di Miani (400 euro). Ma con anche una finestra aperta sulla Campania: da 3 jeroboam di Silvia Imparato Colli di Salerno annate 2012, 2015 e 2016 di Montevetrano (540 euro), a 2 lotti da 6 bottiglie ciascuno di Grande Cuvée Luigi Moio 2001-2021 di Quintodecimo (420 euro) passando per 6 bottiglie di Radici Riserva 2016 di Mastroberardino (180 euro).
Tornando Oltralpe, da segnalare - oltre al lotto con una bottiglia di Meursault Les Rougeots 2005 di Coche-Dury (1.100 euro) e quello con 4 bottiglie di Mersalut Luchets, una dell’annata 2015, 2 dell’annata 2016 e una dell’annata 2018, di Domaine Jean-Marc Roulot (800 euro) - anche gli Champagne, con una bottiglia di P2 Rosè 2000 di Dom Pérignon (1.600 euro) e una bottiglia di Champagne Salon Cuvée S 2006 di Le Mesnil (1.100 euro) su tutti.
Mentre la selezione internazionale comprende icone del Nuovo Mondo come 2 bottiglie di Opus One 1983 dalla Napa Valley (480 euro), una bottiglia di Grange Bin 1995 dell’australiana Penfolds (300 euro), e una rara bottiglia di Malvasia di Madeira 1875 di Barbeito (600 euro).
“Filo conduttore dal 2025 al 2026 sono le meravigliose bottiglie di Jayer, protagoniste delle ultime aste dell’anno scorso e vertice dell’interessante offerta di vini di Borgogna in questa prima asta del 2026 - ha commentato Guido Groppi, capo Dipartimento Vini e Distillati di Finarte - e siamo molto orgogliosi della selezione italiana che, a fianco dei nomi più noti e ricercati, propone anche splendide bottiglie meno frequenti ma ugualmente interessanti”.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026