Per decenni sono stati sinonimo di credenze impolverate e di un consumo relegato a occasioni sporadiche o al fine pasto: oggi i vini fortificati (o liquorosi) - un’ampia famiglia che comprende Porto e Madeira in Portogallo, Sherry in Spagna, Marsala e Vermouth in Italia, solo per citare i più noti - vivono invece una fase di profondo ripensamento, che li porta fuori dagli scaffali e dentro ai cocktail bar più ricercati del mondo, complice una generazione di bartender e consumatori che li ha riscoperti come materia prima per la mixology contemporanea. Nel 2025 il mercato dei vini fortificati vale 15,78 miliardi di dollari - secondo i dati della società specializzata Market Research Future - e si prevede che raggiungerà i 16,32 miliardi di dollari nel 2026, arrivando a 22,46 miliardi di dollari entro il 2035, con un tasso di crescita annuo composto (Cagr) del 3,61%. Nel 2025, l'Europa ha mantenuto il 53% del fatturato globale del settore, derivante dalla profonda familiarità con il mercato interno e dal controllo sulle denominazioni.
Spinta dalla cultura dei cocktail di Corea del Sud e Cina, la regione Asia-Pacifico è invece quella in più rapida crescita, con un Cagr del 5,4% fino al 2035. I produttori che sapranno valorizzare la propria tradizione anziché difendere i volumi di produzione saranno premiati nel prossimo decennio. Nel 2025, il Porto ha rappresentato il 36% del fatturato del mercato dei vini fortificati, sostenuto dalla scarsità della denominazione Douro e dalla domanda per le occasioni regalo. Il Vermouth sta crescendo a un tasso annuo composto del 4,51% fino al 2035, risultando la linea di prodotti a più rapida crescita nel mercato dei vini fortificati, trainata dal ritorno in auge dei cocktail classici, dal Negroni al Boulevardier, dall’Americano al Manhattan.
Lo Sherry ha generato 2,87 miliardi di dollari nel 2025, con i tipi Fino e Manzanilla in testa per gli abbinamenti con le tapas. Per quanto riguarda il target dei consumatori, quelli di sesso maschile sono il gruppo in più rapida crescita (+5,05%), invertendo un decennio di consumo prevalentemente femminile.
Le informazioni aziendali delle principali holding del settore degli alcolici mostrano che i portafogli di aperitivi storici, inclusi marchi come Cinzano, hanno registrato un tasso di crescita annuo composto delle vendite nette del 5%, in un arco di tempo pluriennale. Le vendite nette totali di questi specifici Vermouth hanno raggiunto i 75 milioni di euro, pari a circa il 2% del fatturato aziendale complessivo, in quanto la moderna mixology dei bar ha ridefinito il consumo tradizionale di vini fortificati.
Secondo i rapporti di Eurostat e dell’Organizzazione internazionale della Vite e del Vino (Oiv), il settore vitivinicolo europeo nel suo complesso copre oltre 3,2 milioni di ettari di vigneti coltivati negli Stati membri. I cambiamenti nei modelli di consumo rivelano che le tradizionali occasioni di consumo di vini fortificati dopo cena sono diminuite, mentre la produzione totale di vino nell’Unione Europea si è stabilizzata a circa 160 milioni di ettolitri, costringendo le aziende a dorientarsi verso formati di cocktail per conquistare le fasce demografiche più giovani.
Però le valutazioni congiunte dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) indicano che il caldo estremo e l’aumento delle temperature minacciano significativamente i sistemi agroalimentari, con rese agricole globali che potrebbero subire cali dal 4 al 10% per ogni grado di riscaldamento. Nelle classiche zone viticole europee come il Douro, l’accelerazione del riscaldamento spinge verso l’alto i livelli di zucchero, complicando il tradizionale processo di fortificazione.
Nella partita dei vini liquorosi, l’Italia gioca una partita fondamentale. Il Marsala sta finalmente riemergendo nella sua veste pura (Vergine e Riserva), dimostrando una secchezza ed una mineralità marina senza pari. Accanto ad esso, il Vermouth - vino fortificato e aromatizzato per eccellenza - vive un’età d’oro globale - dal 29 gennaio al 1 febbraio 2027 si terrà l’edizione n. 4 del Salone del Vermouth, a Torino - spinto anche dal suo ruolo insostituibile nella mixology. È il segno di un cambiamento più ampio: meno rigidità nelle occasioni di consumo, più curiosità verso categorie di nicchia, una generazione di bevitori che valorizza storia e artigianalità quanto versatilità nel bicchiere. Per i vini fortificati si apre così una pagina nuova, scritta non più solo nelle cantine ma anche dietro il bancone dei bar.
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