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VINO E AFFARI

Dalla Valpolicella al Chianti Classico: Tinazzi approda in Toscana

Ancora un’acquisizione, in questo avvio di 2022, con la Toscana ed i suoi territori, da Montalcino a Bolgheri, al centro degli investimenti
CHIANTI CLASSICO; PIAN DEL GALLO, INVESTIMENTI, TINAZZI, vino, Italia
Tinazzi approda in Toscana con Pian del Gallo, nel Chianti Classico

Continua a ritmo serrato la cronaca delle acquisizioni aziendali nel mondo del vino, ed in particolare della Toscana. E se protagonisti delle notizie più recenti sono stati i territori di Bolgheri e di Montalcino, ora tocca al Chianti Classico, altra denominazione tra le più importanti del Granducato, dove mette radici una realtà di primo piano come Tinazzi, gruppo di cantine con produzioni in Veneto e in Puglia, che ha acquisito il podere Pian Del Gallo, a Greve in Chianti, nel cuore della denominazione del Gallo Nero. “Una piccola azienda agricola biologica di 5,5 ettari con vigneto Chianti Classico Docg e Toscana Igt, un luogo dedicato all’accoglienza, grazie alla presenza di una struttura ricettiva, in cui si produce anche un ottimo olio extravergine di oliva Dop dall’oliveto di proprietà. Tutte le produzioni agricole sono soggette da più di 20 anni a conduzione biologica certificata da Icea”, spiega una nota.
L’acquisizione, in particolare, è realizzata attraverso la società agricola Campopian controllata da Tinazzi. ed amministrata da Francesca Tinazzi, che possiede e gestisce i vigneti in Veneto. Ad oggi sono tre le proprietà che ne fanno parte: Poderi Campopian a Sant’Ambrogio di Valpolicella, Cascina Montelupo nel Custoza e Tenuta Valleselle a Bardolino. “Questo è un sogno che si avvera. Io e la mia famiglia ci siamo innamorati di Pian del Gallo e desideriamo prendercene cura con l’attenzione e il rispetto che da sempre caratterizzano il nostro lavoro in vigna”, spiega Francesca Tinazzi, amministratrice di Campopian. “È una grande soddisfazione per il nostro gruppo poter annoverare una proprietà vitivinicola nella culla del vino e della cultura italiani, la Toscana, in una delle denominazioni più conosciute come il Chianti Classico. Questa proprietà diverrà uno dei nostri fiori all’occhiello”, afferma Gian Andrea Tinazzi, amministratore di Cantine Tinazzi.
Ennesima acquisizione, dunque, di questo frenetico avvio di 2022, che, come già riportato da WineNews, ha visto l’imprenditrice e produttrice Elisabetta Gnudi Angelini, alla guida di Caparzo e proprietaria anche della griffe Altesino, acquisire altri 4,5 ettari a Brunello di Montalcino, portando il suo totale a 65 ettari, l’annuncio di Riccardo Illy, al vertice del “Polo del Gusto” (che comprende già la cantina Mastrojanni, altra griffe di Montalcino), secondo cui il 2022 vedrà lo sbarco del gruppo a Barolo (da rumors Winenews con l’acquisizione della cantina Cascina Meriame di Serralunga d’Alba), e, ancora in terra di Bolgheri, la cantina Bell’Aja, che fa capo all’Agricola San Felice (tra i nomi di riferimento in Chianti Classico) del Gruppo Allianz, acquisire Batzella, piccola griffe con 7,5 ettari, principalmente dedicati a Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Syrah, fondata nel 2000 da Khanh Nguyen e Franco Batzella, e Campo alla Sughera della famiglia Knauf acquisire 2 ettari di terreni che si vanno ad aggiungere ai 20 ettari già di proprietà dell’azienda (di cui 16,5 vitati), per un totale di 22 ettari (18 vitati a regime).

Focus - La storia di Tinazzi

I Tinazzi, nell’antica tradizione veronese, erano recipienti simili a botti dove si metteva l’uva pigiata a fermentare: una famiglia legata al vino persino nell’origine del nome. Non può che cominciare con questo curioso aneddoto la storia di Tinazzi, che inizia alla fine degli anni Sessanta a Cavaion Veronese, grazie all’impegno e alla passione di Eugenio Tinazzi. Gian Andrea Tinazzi, figlio del fondatore, all’epoca ancora diciottenne, segue subito il padre nella conduzione dell’impresa e allarga progressivamente gli orizzonti dell’azienda sia in termini di produzione che di mercati. Animato da uno spirito vivace, intraprendente e proattivo, trasforma negli anni l’azienda di famiglia da una realtà locale, che vende vini veneti Doc a piccole realtà del lago di Garda, all’attuale importante Gruppo esteso tra Veneto e Puglia, Regione di grande carattere e dalle crescenti potenzialità qualitative, in cui i Tinazzi sono presenti dal 2001. Sotto la sua guida il gruppo produce vini d’alta qualità, venduti in 55 Paesi nel Mondo. Oggi l’azienda, con oltre 100 ettari di vigneti di proprietà e un’ampia proposta di iniziative legate alla cultura contadina e all’accoglienza, ha fatto della sostenibilità in vigna e in azienda uno dei principali impegni, con il lancio nel 2020 della prima linea biologica e il riconoscimento della certificazione Equalitas, indice di un approccio unico ed integrato alla sostenibilità del settore vitivinicolo basato sui tre pilastri: sociale, ambientale ed economico. Gli importanti premi internazionali, come i riconoscimenti di rinomate riviste come “Wine Spectator”, “Wine Enthusiast” e “Decanter” sono solo l’ultimo tassello della storia dei vini di Tinazzi.

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