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Dopo Heinz Winkler e Umberto Bombana, c’è un altro italiano capace di conquistare le tre stelle Michelin all’estero: il veneto Paolo Casagrande, executive chef del Lasarte di Barcellona, il secondo ristorante del basco Martin Berasategui

Non Solo Vino
Lo chef tre stelle Michelin Paolo Casagrande con il suo mentore, Martìn Berasategui

Dopo Heinz Winkler nel 1982 al Tantris di Monaco di Baviera e Umberto Bombana, adesso all’Otto e mezzo di Hong Kong, c’è un altro italiano che conquista le tre stelle Michelin all’estero: è il veneto Paolo Casagrande, trevigiano, executive chef del Lasarte, all’intern o del lussuoso Hotel Condes di Barcellona, il secondo ristorante del basco Martin Berasategui, già tristellato con il suo locale di San Sebastian. Casagrande, protagonista inconsapevole del sorpasso spagnolo sull’Italia (sono 9 adesso i locali tre stelle Michelin iberici, contro gli 8 del Belpaese, ndr) lavora a fianco di Berasategui da anni, come racconta “la Repubblica” (www.repubblica.it) prima nella casa base e poi anche al Txoko, il due stelle di Tenerife. Quindi, nel 2012, l’approdo a Barcellona, nel tempio del lusso recentemente ristrutturato da tre architetti di fama internazionale come Óscar Tusquets, Carles Bassó e Tote Moreno.
Il posto giusto per ospitare il primo tre stelle della città, visto che, nonostante la ricchezza della cucina catalana, che vive ancora l’onda lunga di Ferran Adrià, Barcellona fino ad oggi contava “solo” su 3 due stelle e 21 stellati. Merito del tocco italo-basco, che si trova in piatti come Prosciutto iberico e zuppa di basilico con mini cannelloni con coda di bue e tortellini di melanzane, Risotto al limone con Peperoncino di Espelette, fasolari e ricci di mare, Piccione alla griglia con agrumi, capperi, olive nere e salsa affumicata con galanga o Crema al tartufo bianco, pera e nocciola.
Una bella notizia per la ristorazione italiana ma, come ricorda Paolo Marchi, ideatore di Identità Golose (www.identitàgolose.it), resta il primato storico dell’altoatesino Heinz Winkler, capace di anticipare persino il padre della cucina italiana moderna, Gualtiero Marchesi: nel 1982 conquistò la sua terza stella, mentre Marchesi dovette aspettare fino al 1986. Va però sottolineato che Winkler, la cui carriera è legata all’estero, ha sempre fatto cucina di ispirazione francese, motivo per cui dopo tanti anni, proprio rispetto a Marchesi, è finito spesso in secondo piano rispetto a colleghi altrettanto blasonati.

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