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CONSUMI

Euromonitor, la pandemia ridisegna le priorità del consumatore del 2021

“Top 10 Global Consumer Trends 2021”: il ritorno della sostenibilità e della normalità, ma la quotidianità sarà diversa, nei tempi e negli spazi
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2021, anno di svolta per i consumi

Che si tratti di acquistare una bottiglia di vino, o di scegliere la prossima meta per le vacanze, sempre nella speranza di potersele tornare a godere, la pandemia ha creato, accelerato o acuito ognuna delle dieci tendenze che caratterizzeranno i consumi nel 2021, raccolte e raccontate dal report “Top 10 Global Consumer Trends 2021” di Euromonitor International, una delle principali società di ricerche di mercato del mondo. Per prima cosa, i consumatori si aspettano dalle aziende che agiscano, coscienziosamente, nel rispetto del rapporto tra uomo, terra e profitto, in un trend definito “Build Back Better”: il 70% dei professionisti si aspetta che i consumatori saranno ancora più coinvolti da tematiche come la sostenibilità rispetto a quanto accadeva prima della pandemia. In seconda battuta, è forte il desiderio di tornare alla semplicità, alla spontaneità e alla facilità di spostamento della vita di prima (“Craving Convenience”).
Le scorie della pandemia restano invece in una tendenza come quella che ci spingerà verso una maggiore connessione con la natura e con gli spazi aperti, per trascorrere il tempo libero e socializzare in sicurezza (“Outdoor Oasis”). Nel 2021, inoltre, il consumatore userà sempre di più strumenti digitali anche in casa, per restare connesso, e nei negozi fisici, per facilitare ogni genere di procedura di acquisto (Phygital Reality”). Sta cambiando, in maniera sensibile anche la gestione del tempo, oltre che dello spazio, con una nuova flessibilità che permetterà di soddisfare le esigenze di ognuno in maniera sempre meno convenzionale (“Playing with Time”). A cambiare, però, sarà anche l’approccio a media e Governo, con il 29% dei consumatori che, in tutto il mondo, è stato attivamente coinvolto in questioni politiche e sociali, sfidando la disinformazione e mettendo al primo posto i propri bisogni (“Restless and Rebellious”).
Ci sarà ancora spazio per prodotti e servizi che garantiscono alti standard igienico-sanitari, come prodotti igienizzanti e pagamenti contactless (“Safety Obsessed”). Fondamentale, nel 2021, sarà quindi rimodulare le priorità della vita di tutti i giorni, alla ricerca di una vita appagante e di una resilienza mentale che faccia uscire milioni di persone dalla depressione, che nel 2020 ha avuto un impatto sul 73% dei consumatori di tutto il mondo (“Shaken and Stirred”). Una delle conseguenze peggiori della pandemia è stata sulle tasche dei consumatori, che vivono l’erosione del loro potere di acquisto, e perciò avranno un approccio più parsimonioso agli acquisti, puntando su prodotti e servizi convenienti e ad alto valore aggiunto (“Thoughtful Thrifters”). Infine, e in conclusione, il consumatore cercherà di costruire un nuovo equilibrio tra lavoro e vita privata, mondi, spazi e tempi sempre più complementari e sempre meno definiti, in una continua ridefinizione degli ambienti di lavoro e di vita (“Workplaces in New Spaces”).

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