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FEDAGRI-CONFCOPERATIVE: IL 18% DELLE COOPERATIVE ESPORTATORE ABITUALE, LA GDO ASSORBE UN TERZO DELLE VENDITE DELLE IMPRESE ASSOCIATE, FATTURATO EXPORT +12% NEI PRIMI 8 MESI 2010, +19% ATTESO A GENNAIO 2011

Cresce la quota di fatturato derivante dalle esportazioni: l’agroalimentare si conferma il settore cooperativo “più internazionalizzato”: il 18% delle cooperative attive è infatti esportatore abituale, contro il 4% della media Confcooperative. Le esportazioni coprono il 7,4% delle vendite delle cooperative Fedagri (per un fatturato complessivo di circa 2 miliardi di euro). La propensione all’export è leggermente superiore nelle realtà del Nord Italia (7,6% rispetto al 6,5% nel Centro-Sud). I fatturati delle cooperative agroalimentari, associate a Fedagri, mostrano come sul mercato nazionale il principale canale di vendita sia la Grande Distribuzione Organizzata (gdo), che assorbe un terzo delle vendite delle imprese associate (32,7%), seguono i grossisti (21,3%), le vendite a piccoli negozi tradizionali (10,4%) e le vendite al canale Horeca (8,3%).

Le cooperative Fedagri sono 3.602 imprese, con un saldo attivo di 70 cooperative (+2%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: 150 sono stati i recessi e le liquidazioni, 220 le nuove adesioni.

Secondo i dati consuntivi del Centro Studi Elabora-Confcooperative, 465.000 è il totale dei soci produttori nel 2009 (nel 2008 erano 497.570, con un calo del 6,5%). Più contenuto (-1,2%) il calo del fatturato complessivo generato, che si attesta sui 25,2 miliardi di euro, contro i 25,5 dell’anno precedente. I livelli occupazionali, infine, sono passati da 65.540 del 2008 a 63.827 del 2009 (-2,6%), ma secondo le ultime rilevazioni congiunturali del Centro Studi Elabora-Confcooperative, si stanno smorzando le tensioni sul fronte occupazionale ed è in atto un riassorbimento degli addetti delle cooperative coinvolte maggiormente dalla crisi.

Sono aumentate le dimensioni medie delle imprese associative, con una costante riduzione delle micro-cooperative: oggi le prime 100 imprese per volumi di ricavi aderenti a Fedagri superano tutte i 30 milioni di euro di fatturato. Cresce anche l’apporto di capitale da parte dei soci: ormai meno del 45% delle cooperative aderenti a Fedagri ha un capitale sociale inferiore a 10.000 euro (rispetto al 75% della cooperative attive in Italia).

Deboli le aspettative delle cooperative su una crescita degli ordini a breve termine, per via della forte stagnazione della domanda interna negli ultimi mesi e del generale clima di incertezza: il 50% delle cooperative agricole non prevede variazioni della domanda o degli ordini nei prossimi mesi, ma il 38% è più ottimista e si aspetta una ripresa degli ordini nel breve periodo. Una quota minore di cooperatori, il 12%, attende una diminuzione della domanda per i prossimi mesi.

Va meglio sul fronte della dinamica della domanda estera che fa invece segnare un’accelerazione superiore alle attese. Le cooperative aperte ai mercati internazionali registrano recuperi ampi e generalizzati: è cresciuto del 12% il fatturato nei primi otto mesi del 2010 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e un +19% è atteso a gennaio 2011.

Restano negative le previsioni sull’andamento generale dell’economia del paese: si rafforzano le attese di stazionarietà (il 70,6% dei cooperatori agricoli continua a non prevedere alcun miglioramento a breve termine per l’economia nazionale), ma aumenta la quota di chi si dichiara fiducioso su un andamento favorevole dell’economia italiana nei prossimi mesi (è il 17,6%) e si riduce quella dei pessimisti (è l’11,8%).

Se si registrano aspettative positive sull’aumento del fatturato (ne è convinto il 45% di cooperatori agricoli, contro il 38% che prevede una stazionarietà dei ricavi e il 17% una flessione), non ci sono al momento segnali incoraggianti sul fronte della spesa per gli investimenti. Meno di un cooperatore agricolo su tre (il 30%) prevede di aumentare gli investimenti il prossimo anno, a causa delle difficoltà di accesso al capitale di credito: nei primi otto mesi del 2010 il 25% dei cooperatori agricoli che si sono rivolti al sistema bancario per un prestito si è visto respingere la domanda di credito o erogare un finanziamento inferiore a quello richiesto.

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