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SOSTENIBILITÀ

Feudi di San Gregorio Società Benefit: lavoro e territorio al centro dell’impresa

A WineNews Antonio Capaldo: “sostenibilità e interdipendenza, per noi non è solo un passaggio formale, ma una necessità”
ANTONIO CAPALDO, B CORP, BILANCIO DI SOSTENIBILITA, FEUDI DI SAN GREGORIO, NATIVA, SOCIETA BENEFIT, Italia
Antonio Capaldo, alla guida della Feudi di San Gregorio

Il profitto non basta più, le grandi aziende, ormai, guardano oltre, alla sostenibilità, sotto ogni punto di vista, per provare ad avere un impatto positivo su società e ambiente. Obiettivo ambizioso, che i più temerari, anche nel vino, decidono di porsi come mission, adottando lo status giuridico di Società Benefit nello statuto societario, e certificato, ogni anno, esattamente come si fa con il bilancio economico di una qualsiasi società, da una non profit. È la strada che ha deciso di percorrere, come ha fatto, un paio di mesi fa, nel territorio del Nobile di Montepulciano, Avignonesi, Feudi di San Gregorio, la griffe irpina guidata da Antonio Capaldo con aziende in Friuli Venezia Giulia (Sirch), a Bolgheri (Campo alle Comete), sull’Etna (Federico Graziani), in Basilicata (Basilisco), in Puglia (Ognissole) e nel Cilento (Tempa di Zoè).
La forma giuridica di Società Benefit, introdotta in Italia nel 2016, identifica le aziende che, a fianco degli obiettivi di redditività, perseguono specifiche finalità di beneficio comune.
Con questa integrazione dello Statuto societario, Feudi di San Gregorio sceglie di includere formalmente il complesso dei propri stakeholder - in primo luogo i dipendenti, ma anche i conferenti di uva e la comunità del territorio irpino nel suo complesso - nel proprio business model, dotandosi di obiettivi di sostenibilità concreti e misurabili.
Sono temi al centro di molte aziende del nostro settore, essere sostenibili è una necessità, dichiararlo nei propri documenti statutari vuol dire fissarsi obiettivi e vincoli, e questo è un bene per oggi e per domani”, dice a WineNews Antonio Capaldo, alla guida della Feudi di San Gregorio. “Lo statuto è la carta societaria fondamentale, non è solo un passaggio formale, e non è un caso che sia una strada percorsa da sempre più aziende. Per Feudi di San Gregorio rendere formale lo status giuridico di Società Benefit è una cosa assolutamente utile. Il bilancio non può più essere solo economico, è bene che sia ambientale, ma anche che metta al centro i dipendenti e la comunità dei conferenti: è un impegno serio, perché dopo un anno come quello che abbiamo vissuto, tra tante preoccupazioni, abbiamo deciso di accelerare perché ci sembra ancora più opportuno. La pandemia, di fatto, è stato un grande acceleratore, ci ha indotto ad avere più coraggio rispetto a certi aspetti”.
Un concetto basilare è quello dell’interdipendenza:
“con Pierpaolo Sirch, che è a capo della produzione, abbiamo da sempre un dialogo costruttivo e sinergico con i nostri conferenti, con cui organizziamo corsi di potatura e ci arricchiamo di maestrie e tecniche tradizionali che non avevamo”, riprende Capaldo. “In questo senso, su questo concetto di comunità e territorio prenderemo impegni ancora più concreti, ponendoci, a differenza di quello che abbiamo fatto sin qui, obiettivi ben precisi di anno in anno, e comunicandoli all’esterno, in un quadro sistemico ed organizzato. Il nostro è un percorso testimoniato dai numerosi progetti sviluppati negli ultimi anni, dall’implementazione di metodi di coltivazione a sempre minore impatto (sviluppati in partnership con centri di ricerca nazionali e internazionali), all’adozione di componenti di packaging sempre più sostenibili, all’utilizzo di energia da fonti rinnovabili fino ai progetti nel sociale (come la partecipazione, in qualità di socio fondatore, alla Fondazione San Gennaro)”, sottolinea Capaldo. “Di certo, tutto questo comporterà dei costi per Feudi di San Gregorio, non credo che possa portare ad un miglioramento economico, ma sicuramente a livello valoriale il marchio è destinato a crescere. Tutti vogliamo che ci sia aderenza tra quella che è la nostra visione di noi stessi e il modo in cui la società ci percepisce. È un percorso che a lungo termine non può che essere creatore di valore”, conclude Antonio Capaldo.
Il programma di intervento - che ambisce, attraverso il miglioramento progressivo del modello di business aziendale, al conseguimento della certificazione B Corp - è stato costruito con il supporto di Nativa, Regenerative Innovation Company, che affianca Feudi di San Gregorio nel suo percorso di evoluzione per diventare sempre più sostenibile.
“Con la conversione in Società Benefit, Feudi di San Gregorio coglie un duplice obiettivo: da una parte protegge la propria vocazione davanti alle grandi sfide del nostro tempo, dall’altra conferma e rilancia il proprio impegno verso l’Irpinia, consapevole del profondo legame di interdipendenza che lega un’impresa al territorio in cui opera e alla comunità con cui si relaziona giornalmente. Feudi si unisce ad altre mille aziende italiane che negli ultimi mesi hanno deciso di adottare un modello a duplice finalità: profitto e impatto positivo su società e ambiente”, commenta Paolo Di Cesare, co-founder di Nativa.

Focus - Feudi di San Gregorio: gli obiettivi
In qualità di Società Benefit, con il fine ultimo di tutelare e valorizzare la bellezza del patrimonio ambientale, sociale e culturale del territorio irpino e della sua comunità, la società intende quindi perseguire i seguenti obiettivi:
- catalizzare e stimolare le forze espresse da tutti coloro che intendono creare valore per l’Irpinia e la sua comunità al fine di promuoverne un paradigma rigenerativo di sviluppo;
- costruire un’interdipendenza sempre crescente con tutti i fornitori, con particolare riferimento ai conferenti di uva, attraverso un costante e attento.
- promuovere collaborazioni e progettualità artistiche e iniziative culturali come strumento per arricchire e ispirare la comunità.
- valorizzare le persone che lavorano in azienda, perché possano esprimere a pieno il proprio potenziale in un contesto aziendale dinamico, sereno e coeso che curi il benessere, il senso di appartenenza, la motivazione e la soddisfazione di ciascuno.
- coinvolgere i clienti nell’apprezzamento della cultura, dei valori del territorio e della convivialità positiva che il vino rappresenta.

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