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VINO E TREND

Fine wine in tempo di Covid-19: nel primo trimestre sul Liv-Ex solo l’Italia è in terreno positivo

Accelera il calo degli indici della piattaforma di riferimento del mercato secondario dei grandi vini. Resiste solo l’Italy 100 (dati al 31 marzo)
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Fine wine in tempo di Covid-19: nel primo trimestre sul Liv-Ex solo l’Italia è in positivo

Mai come in tempi cupi e difficili, è di conforto aggrapparsi a piccoli segnali positivi. Ed anche in un periodo in cui è proibito sedersi ad un tavolo con gli amici e godere insieme, viso a viso, calice a calice, di una grande bottiglia di vino, dal mercato dei fine wine arrivano notizie che, pur non cambiando le sorti di uno dei tanti settori del made in Italy messi a dure prova, fanno guardare con una piccola speranza in più al futuro. L’impatto del Coronavirus sull’economia e sulla finanza mondiale, infatti, si vede forte anche negli indici del Liv-Ex, che accelerano una corsa al ribasso già vista lungo tutto il 2019 e nelle prime settimane di questo nefasto 2020. Con ancora una volta il dato italiano, invece, in positivo, e unico controcorrente.
Da inizio anno, con i dati chiusi il 31 marzo 2020, il Liv-Ex 100, l’indice di riferimento della piattaforma (di cui fanno parte il Barolo 2014 di Bartolo Mascarello, il Barolo Villero 2013 di Brovia, lo Sperss 2013 di Gaja, il Barolo Riserva Monfortino 2010 di Giacomo Conterno, il Masseto 2014 e 2015, l’Ornellaia 2013 e 2015, il Sassicaia 2014, 2015 e 2016, il Solaia 2015 ed il Tignanello 2016 della Marchesi Antinori) perde un secco -1,06%, e ancora peggio fanno indici come il Bordeaux 500, che perde il -2,7%, e il Burgundy 150, che segna il -4%, in un Liv-Ex 1000, il più grande di tutti, che segna un calo del 2,6%.
Unico ancora in territorio positivo, seppur di un piccolissimo 0,59%, è l’Italy 100, indice dedicato alle migliori etichette del Belpaese,
formato dalle ultime 10 annate fisiche (2007-2016) dei grandi Supertuscan, ovvero Sassicaia, Masseto, Ornellaia ed il “trittico” della famiglia Antinori, formato da Solaia, Tignanello e Guado al Tasso, e ancora dal Sorì San Lorenzo (annate dal 2006 al 2011 e dal 2013 al 2016), dal Barbaresco (dal 2007 al 2016) e dallo Sperss (2005-2011 e 2013-2015) di Gaja, e ancora dal Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno (con le annate dal 1999 al 2002, dal 2004 al 2006 e poi 2008, 2010 e 2013).
Un piccolo segnale, che riguarda una nicchia ristrettissima di grandissimi vini. Ma in tempi bui anche il piccolo bagliore di qualche stella può aiutare ad aspettare che passi la notte.

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