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VINO E COLLEZIONISMO

Fine wines, il Piemonte al top per crescita delle quotazioni, la Toscana per popolarità

L’analisi “Wine-Lister Leagues 2021”, firmata dal portale inglese del Groupe Figaro. Con tanti vini italiani sotto i riflettori

In 10 anni, la Borgogna ha visto una crescita del 207% delle quotazioni dei suoi vini migliori, seguita dal Piemonte, a +138%, mentre Bordeaux ha fatto +32% e la Spagna +42%. Negli ultimi 12 mesi la crescita si è attestata in un range tra il 3% ed il 14%. A livello di popolarità, però, Bordeaux e Toscana restano al top, davanti ai vini di Borgogna, California, Spagna e Piemonte che, a discapito della crescita delle quotazioni, sembra aver perso qualcosa in popolarità. Sono i principali atout di “Wine-Lister Leagues 2021”, report del celebre portale inglese (acquistato nel 2020 da Groupe Figaro, editore di uno dei più importanti quotidiani di Francia, “Le Figaro”, e di uno dei siti francesi dedicati al vino di maggior successo, “Figaro Vin”), che, tramite il suo algoritmo, prende in considerazione la qualità e il valore di un vino all’interno della sua annata e della sua denominazione, così come le ultime informazioni del settore da parte dei principali attori del commercio globale di vini pregiati.
Tra i 20 vini del mondo che sono cresciuti di più negli ultimi 2 anni secondo il “Quality Score” di Wine-Lister (basato su recensioni e punteggi di firme come Jancis Robinson, Antonio Galloni e Neal Martin di Vinous, Bettane+Desseauve, Jeannie Cho Lee), ci sono gli italiani Chianti Classico di Isole e Olena, n. 1 al mondo per crescita (oltre il 20%, davanti al Marqués de Murrieta Rioja Castillo Ygay Especial Gr), ed il Brunello di Montalcino di Capanna, su podio della crescita, per il Belpaese, nella “top 20” anche il Brunello di Montalcino di Valdicava, il Barolo Brunate di Ceretto ed il Brunello di Montalcino di Casanova di Neri.
Ma ci sono griffe italiane anche tra i “wines to watch”, i suggerimenti dei vini, o meglio dei produttori, più “convincenti” negli ultimi anni. Dalla cantina toscana Bibi Graetz alla celeberrima griffe del Barolo, Roberto Voerzio. Ed a proposito di cosa rende un vino o un produttore “convincente”, ed appetibile sul mercato del vino da investimento, al primo posto assoluto, secondo i membri “Wine-Lister”, per importanza, c’è la qualità del vino, seguita dall’originalità della storia dietro all’etichetta o alla cantina, dal terroir, dal carisma delle pesone chiave dell’azienda, ed ancora dalla domanda sul mercato e dal prezzo. Il fatto che “se ne parli” tra addetti ai lavori, ed a presenza on line e sui social media, invece, sono fattori meno importanti per questa nicchia di mercato.
Ancora, il report di “Wine-Lister” suggerisce le “Hidden Gems”, ovvero le gemme nascoste del vino mondiale, tra cui si segnala il Bòggìna C di Petrolo, dal territorio del Valdarno di Sopra, i “Value Picks”, ovvero i vini con il miglior rapporto qualità-prezzo, che per l’Italia sono il Fontalloro di Fèlsina, Il Carbonaione di Podere Poggio Scalette, il Cabernet Sauvignon Collezione de Marchi di Isole e Olena, ed il Guardiola Rosso della Tenuta delle Terre Nere, mentre tra i “buzz brands”, ovvero tra i vini più popolari e ricercati di frequente, e la cui popolarità è in crescita, spicca il Barolo Brunate di Giuseppe Rinaldi.
Mentre tra gli “Investiment Staple”, ovvero tra i brand più “entusiasmanti” su cui investire, “Wine-Lister” segnala, per l’Italia, due mostri sacri come il Tignanello di Antinori e Soldera Casa Basse, tra le cantine icona di Montalcino, insieme, per esempio, a Dom Pérignon tra gli Champagne o a Cheval Blanc e Lafite da Bordeaux, per citare alcuni nomi.
Ancora, secondo Wine-Lister, più in generale, i produttori ed i vini italiani definiti più “convincenti” sono nomi come Bartolo Mascarello, Bruno Giacosa, Bruno Rocca, Ceretto, Chiara Boschis, Claudio Fenocchio, Elio Grasso, Fratelli Brovia, Gaja, Giacomo Conterno, Giovanni Rosso, Giuseppe Rinaldi, Lalù, Mauro Molino, Nervi Gattinara, Poderi e Cantine Oddero, Produttori Barbaresco, Prunotto, Roagna, Roberto Voerzio, Rocche di Castiglione, Sori della Sorba e Vietti, dal Piemonte, Antinori, Bibi Graetz, Biondi Santi, Cantine Ravazzi, Castello di Romitorio, Gianni Brunelli, Il Marroneto, Ipsus Il Caggio, Istine, Le Pergole Torte di Montevertine, Masseto, Ornellaia, Querciabella, Ridolfi, Sassicaia (Tenuta San Guido), Solaia, Soldera Case Basse e Tenuta di Valgiano dalla Toscana, oltre a Schiopetto, dal Friuli Venezia Giulia e alla Baron Longo, dall’Alto Adige.
Infine, uno sguardo agli attuali “Must Buys”, i vini da comprare in questo momento: tra gli italiani, ed al vertice assoluto, con 100 punti (insieme al Domaine Armand Rousseau Gevrey-Chambertin Premier Cru Clos Saint-Jacques 1964) c’è l’Alceo 2013 del Castello dei Rampolla, davanti al Flaccianello della Pieve 2015 di Fontodi, al Barolo Cascina Francia 2006 di Giacomo Conterno, alle annate 2016 e 2015 del Tignanello di Antinori, e ancora al Sammarco 2006 del Castello dei Rampolla, al Percarlo 2013 di San Giusto a Rentennano, al Masseto 2007, a L’Apparita 2013 del Castello di Ama e al Collezione de Marchi Cabernet Sauvignon 2010 di Isole e Olena, per nominare i primi 10.
“Dopo più di un anno di condizionato dalla crisi sanitaria globale - commenta “Wine-Lister” - il mercato dei fine wine sta esplodendo. I collezionisti si sono rifugiati nelle loro cantine nel lockdown, e non mostrano segnale di rallentamento nella loro voglia di vino con il ritorno alla normalità. Con il 2021 che si avvicina alla chiusura, Wine Lister vuole celebrare questi vini e produttori che sono alfieri di una era vinicola nuova e molto variegata dei fine wine”.

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