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FIRENZE 2 MARZO 2005 - LA TRADIZIONE SUBLIMATA NELL’ARCHITETTURA: IL PROGETTO DELLA NUOVA CANTINA MARCHESI ANTINORI NEL CHIANTI CLASSICO PROTAGONISTA DEL CONVEGNO DI ARCHITETTURA “VERSO UN NUOVO RINASCIMENTO”

Italia
La nuova cantina Antinori

Ritorno alla terra: per magnificare il suo prodotto d’elezione, il vino, il casato degli Antinori porterà il proprio insediamento storico alle origini. Sulle colline del Chianti Classico. Accanto all’enclave agreste di Bargino, nel comune di San Casciano Val di Pesa, una collina diventerà simbolo dell’unione simbiotica tra natura arcaica e produttività contemporanea. Qui, seminascosta nel terreno, perfettamente compenetrata con gli elementi, sorgerà quel piccolo capolavoro architettonico che è la nuova cantina Antinori, sintesi di modernità e rispetto per la tradizione e l’ambiente.

14 ettari di proprietà, concepiti in modo da accompagnare l’uva dalla sua genesi ai singoli passaggi della fermentazione, dell’affinamento, dell’imbottigliamento, per culminare in un percorso museale aperto al pubblico. Continuum ideale tra ambiente e cultura, scandito dalle strutture architettoniche, dalle volute, dagli ambienti nascosti all’occhio esterno e sublimati nella loro maestosità solo internamente dalla progettazione colta dell’architetto Marco Casamonti dello studio Archea Associati.

Ed è qui che, dopo ventisei generazioni, la famiglia Antinori trasferirà la propria sede: mercoledì 2 marzo 2005 il convegno dal titolo “Verso un nuovo Rinascimento” proporrà una riflessione sul nuovo ruolo dell’architettura contemporanea come sintesi tra tradizione e innovazione, con l’intervento tra gli altri degli architetti Mario Botta e Boris Podrecca internazionalmente conosciuti.

Ad introdurre questo dibattito sarà Piero Antinori, nella sua veste di mecenate e committente di quest’opera di architettura, alla riscoperta dei materiali della tradizione (cotto, marmo e pietra), per riflettere sul ruolo del progetto contemporaneo come connubio tra storia e innovazione, fra antico e moderno, fra tradizione e avanguardia.

Il progetto della nuova cantina Marchesi Antinori, protagonista del convegno e presentata dall’architetto Marco Casamonti, diviene quindi il simbolo della rinata consapevolezza del ruolo dell’architettura come arte della trasformazione del territorio ed espressione dei valori e delle tradizioni del contesto in cui si inserisce.

La nuova cantina Marchesi Antinori, i cui lavori si prevede inizieranno entro la fine del 2005, sembra rappresentare proprio questo: la capacità di riscoprire gloriose radici e di trarne linfa vitale per produrre nuova bellezza. Costruita in osmosi con la campagna circostante, svelata solo dalla presenza di due fenditure rivestite di pietra serena, oltre le quali la struttura rivela la sua anima di cotto, marmo, pietra e legno.

L’apparente semplicità cela un progetto dalla forte componente avveniristica, con il vigneto segnato da due tagli che scandiscono i profili collinari e il cuore della cantina che svela i suoi spazi ampi, le sue volte, solo all’occhio di chi entra. Ogni singolo dettaglio mostra la capacità di conciliare naturale e costruito senza soluzione di continuità: dalla facciata della struttura, adagiata quasi orizzontalmente sul pendio naturale della collina e rivestita dai filari delle viti, agli uffici che partono dalla prima fenditura del terreno come una sorta di belvedere, sino all’ingresso visitatori che penetra nel fianco della collina per lasciare le zone parcheggio nella parte sotterranea, invisibile, del complesso.

Nessuna vocazione alla sottrazione, alla mimesi rinunciataria, specifica l’architetto Marco Casamonti, artefice del progetto. Tutt’altro. Un desiderio di equilibri da preservare, di rispetto per il prodotto che matura e assume le sue caratteristiche salienti nell’oscurità, senza clamore, quasi di nascosto.
In realtà, la nuova cantina Marchesi Antinori rappresenta l’unione ideale di opificio, azienda agreste, luogo di sacralità applicata ai riti e ai percorsi lenti della trasformazione del vino.

Il ristorante, il forno per il pane, l’auditorium, ma soprattutto il frantoio, la “costruzione” delle barriques e la vinsanteria, mostrano tutti i volti di varie attività agricole in un suggestivo percorso che guida il visitatore grazie a passerelle sospese innestate tra le volte. Un amore per le cose fatte bene, un recupero dei tempi e dei luoghi, un gusto per la bellezza che inizia con la vite e culmina nel vino, seguendo il percorso millenario che Marchesi Antinori consente di tracciare, ancora, passo passo.

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