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Focus Oiv: la varietà di uva da vino più coltivata al mondo è il Cabernet Sauvignon (341.000 ettari), presente oggi in ogni angolo del mondo, dalla Cina al Cile, seguito da Merlot e Tempranillo. Sono 110.000 gli ettari coperti dal Trebbiano Toscano

Italia
Focus Oiv: la varietà di uva da vino più coltivata al mondo è il Cabernet Sauvignon

La varietà di uva più coltivata al mondo non è da vino, ma da tavola, si chiama Kyoho, è originaria del Giappone ma il 90% dei 365.000 ettari esistenti sono in Cina. La seconda, però, ci è decisamente più familiare, è il Cabernet Sauvignon, varietà francese a bacca nera nata dall’incrocio tra Cabernet Franc e Sauvignon Blanc, che oggi copre una superficie di 341.000 ettari, ossia il 4% del vigneto mondiale, ed è presente praticamente dappertutto, dalla Cina alla Francia, dal Cile agli Usa, dall’Australia alla Spagna, dall’Argentina all’Italia ed al Sud Africa. È solo il vertice dell’ultimo focus dell’Oiv - Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino sulla Distribuzione delle varietà di vite nel mondo, che ha analizzato l’andamento delle superfici nel periodo 2000-2015 in 44 Paesi diversi (www.oiv.int).
Focalizzandoci sull’aspetto che, evidentemente, ci interessa di più, al secondo posto tra le varietà di uva da vino più coltivate c’è il Merlot, che si estende su 266.000 ettari, una superficie costante negli anni, pari al 3% del vigneto mondiale, presente in maniera massiccia in 37 Paesi diversi. Quindi troviamo il Tempranillo, che conta su 231.000 ettari, in crescita costante dal 2000: è senza dubbio la varietà più rappresentativa di Spagna, tanto che, seppure presente in 17 Paesi, l’88% dei filari sono proprio nel Paese iberico, perfetto, climaticamente perfetto per un vitigno che ama il caldo. Ed è strettamente spagnolo anche l’Airen, varietà a bacca bianca che sta alla Spagna come il Trebbiano sta all’Italia: copre una superficie di 218.000 ettari, in calo anno dopo anno, rappresenta il 22% del vigneto spagnolo ed è alla base della produzione di molti Brandy. Quindi, un’altra varietà internazionale, lo Chardonnay: 210.000 ettari, in crescita lieve ma costante, divisi su 41 Paesi diversi, con Francia, Italia, Spagna, ma anche Usa, Australia e Cile, a fare la parte del leone.

A seguire, il Syrah, a quota 190.000 ettari, che dalla Valle del Rodano ha conquistato il Nuovo ed il Nuovissimo Mondo, dall’Australia all’Argentina, dal Sudafrica agli Usa fino al Cile, per un totale di 31 Paesi diversi. C’è poi la Garnacha Tinta, o Grenache Noir, che in Italia diventa Cannonau, e che conta su 163.000 ettari complessivi, di cui l’87% divisi tra Spagna e Francia. Altra varietà internazionale, il Sauvignon Blanc, vitigno a bacca bianca coltivato per secoli tra Loira e Bordeaux, ma oggi arrivato praticamente dappertutto: dei 123.000 ettari complessivi, ben 20.500 sono in Nuova Zelanda, dove è di gran lunga la varietà più coltivata.
Padre di tante altre varietà è invece il Pinot Nero, nato e legato strettamente alla Borgogna, sin dal XIV secolo, vitigno per eccellenza delle zone più fredde, base dei più grandi vini spumante del mondo, a partire dallo Champagne, è coltivato in 112.000 ettari, ed in ogni angolo del globo, dalla Francia alla Germania, dall’Italia alla Svizzera, dalla dalla Romania all’Ungheria, dalla Spagna agli Stati Uniti, dalla Nuova Zelanda all’Australia, dal Cile all’Argentina fino al Sudafrica. Infine, tra le varietà di uva da vino più coltivate al mondo, e comunque sopra i 100.000 ettari, troviamo il Trebbiano Toscano: 110.000 ettari in tutto il mondo, perlopiù in Italia, Portogallo e Francia, dove però si chiama Ugni Blanc, che dà vini a basso livello alcolico destinati alla distillazione ed alla produzione di Cognac ed Armagnac.

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