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FONTE ANSA - CON DOLCI & VINO L’ALIMENTARE FUORI DA CRISI: +9% NELL’EXPORT 2010, STANDO ALLE STIME FEDERALIMENTARE. VERSO UN NATALE D’ORO PER PANDORI E PANETTONI

L’industria alimentare italiana si lascia la crisi alle spalle: dopo due anni difficili il 2010 si chiuderà con l’export in corsa del 9% e un aumento del 2% della produzione. Le stime sono rese note all’Agenzia Ansa da Daniele Rossi, direttore generale di Federalimentare, per l’iniziativa “Apertamente”, che ha mostrato al pubblico i progressi delle aziende del settore in tema ambientale.

La fiducia delle imprese alimentari è risalita ai massimi dal 2007, secondo le rilevazioni Ismea, sulla base di risultati boom nella prima metà 2010, contraddistinta da un export molto vivace (+9,2% nei primi 7 mesi) non solo sui mercati tradizionali ma anche quelli emergenti, Cina in testa (+86%). E la fine dell’anno, con la domanda già segnalata in rialzo per torroni, pandori e panettoni, dovrebbe far chiudere in festa l’industria dolciaria che, peraltro, sui mercati esteri sta mettendo a segno una performance di tutto rilievo (+11,6%). Se la Cina fa ancora fatica ad accettare il panettone, le comunità italiane negli Usa lo stanno, invece, facendo diventare una realtà “a stelle e strisce”. E lo spumante italiano con i brindisi delle Feste dovrebbe accelerare ulteriormente dopo aver segnato nei primi 7 mesi +21% nei volumi e +10,3% in valore. La domanda boom delle bollicine ha appunto spinto la ripresa dell’export del vino nei 7 mesi (+4% in volume e +6,9% in valore).

“Sulla campagna di Natale abbiamo - osserva Mario Piccialuti, direttore Aida (Associazione industrie dolciarie italiane) - previsioni ottimistiche. L’andamento degli ordinativi lascia sperare che si inverta nell’anno la tendenza di affaticamento rilevata nel 2008 e nel 2009. Ci sono settori con fiducia maggiore come il cioccolato e settori con aree di sofferenza come il gelato, che accusano problemi strutturali legati alla merceologia”. E’ proprio la qualità, secondo Federalimentare, la ricetta vincente che sta portando il made in Italy ad affermarsi sulle tavole di tutto il mondo: “i nostri prodotti - osserva Rossi - rimangono i più imitati, tanto che potremmo stimare in 600 milioni coloro che cercano nel mondo la cucina italiana, un decimo della popolazione mondiale. In questo contesto 100 milioni di persone nel mondo mangiano ogni settimana prodotti top di gamma della nostra industria”.

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