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SALONE DEL GUSTO TERRA MADRE

Gentiloni: “i valori di Slow Food come guida per la lotta europea al climate change”

Carlo Petrini: “il principale responsabile di questo sconquasso che è la crisi climatica è il sistema alimentare globale”
Carlo Petrini e Paolo Gentiloni da Terra Madre Salone del Gusto 2022 a Torino

Slow Food oggi all’Europa insegna il legame con il territorio e con l’agricoltura di qualità”: così, a WineNews, Paolo Gentiloni, Commissario Europeo agli Affari Economici, da Terra Madre Salone del Gusto, al via oggi a Torino, dove ha fotografato la situazione, complessa, del mondo, e tessuto le lodi della “chiocciola” e delle tematiche che da sempre l’associazione fondata da Carlo Petrini porta avanti, in Europa e nel mondo.

“Mi sento vicino ai valori della vostra comunità - ha detto poi il Commissario Europeo agli Affari Economici Paolo Gentiloni, alla platea dall’inaugurazione di Terra Madre Salone del Gusto n. 14 - che è una comunità in fondo ottimista, certamente impegnata, solidale, battagliera, che, però, ha sempre portato avanti il suo impegno con una dose di allegria, di cui abbiamo bisogno in un momento tanto complicato. In due anni abbiamo vissuto in sequenza due eventi imprevedibili. Prima una pandemia, dalla quale in fondo siamo usciti, come Europa, abbastanza bene, dimenticando però che ha colpito in modo grave tante altre parti del mondo, per le quali dovremmo esprimere lo stesso livello di solidarietà. Dopo la fine della pandemia abbiamo vissuto una crescita che possiamo definire impetuosa, e adesso ci ritroviamo sull’orlo della recessione”.

Una frenata che riguarda Usa ed Europa, a partire dall’Italia. “È cresciuto il prezzo dell’energia e l’inflazione viaggia verso il 9%, ma sappiamo meno dei tanti Paesi a basso reddito che hanno chiesto aiuto al Fmi - Fondo Monetario Internazionale, perché il dollaro forte, per quei Paesi, è un problema. Abbiamo parlato tantissimo della crisi alimentare - continua Paolo Gentiloni - ma raramente da un punto di vista generale. Dobbiamo salvarci la pelle, superando i prossimi mesi che si prospettano come molto difficili, e lo dobbiamo fare senza tornare indietro o invertire la rotta. Questa è la sfida nella quale la Commissione Europea è impegnata, ed è per questo che ci accusano di essere utopisti o esagerati nel non transigere sulla transizione ecologica, ma sono gli altri a sbagliare”.

L’obiettivo, conclude il Commissario Ue, non è a breve termine. “Noi dobbiamo guardare oltre la crisi, ai prossimi anni, al nostro futuro. L’Italia, in questo senso, ha molte carte in regola, condivise con la cultura di Slow Food e di Terra Madre, dal legame con il territorio all’agricoltura di qualità, dall’economia circolare alla riduzione delle emissioni. Il punto non è soltanto salvare il pianeta, ma è innovare, produrre meglio, consumare meglio, vivere meglio. Ossia, il messaggio che Slow Food ha sempre dato: cambiando si può produrre e consumare in modo migliore. Rigenerazione vuol dire dare nuova energia, cambiare modello di sviluppo, andando oltre il dato freddo del Pil cercare di farlo avendo una qualità di vita migliore: respirare meglio, mangiare meglio e muoversi meglio nelle nostre città”.

A proposito di lotta ai cambiamenti climatici, rispetto alla quale non si possono fare passi indietro, le parole di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, sono chiare: “la crisi climatica è una vera e propria iattura che sta sconvolgendo la vita a milioni di persone, ma il principale responsabile di questo sconquasso è il sistema alimentare globale. Già oggi che la popolazione mondiale non supera gli otto miliardi di persone, si produce cibo in grado di sfamarne dodici. Significa che il 32% di alimenti perfettamente commestibili viene buttato via: è un fallimento epocale, perché nel frattempo circa 900 milioni di persone nel mondo soffrono la fame. Oltretutto - ha aggiunto Petrini - per produrre quel cibo abbiamo sprecato miliardi di litri d’acqua e utilizzato milioni di ettari di suolo. Occorre ridurre lo spreco nelle nostre case, non aumentare la produzione, come sento ripetere ciclicamente”.

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