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COMUNICAZIONE

Gino Colangelo: così la comunicazione al servizio dei brand del vino sostiene il commercio enoico

A WineNews, il punto di vista, dagli Usa in lockdown, del fondatore della Colangelo & Partners, tra emergenza e cambiamento

Dopo Cina, Italia ed Europa, l’epidemia di Covid-19 si abbatte sugli Usa, mercato vitale per le esportazioni di vino italiano. Che, al di là degli aspetti commerciali, i più stringenti, dovrà ripensare anche la propria comunicazione e le proprie strategie promozionali - in un contesto in cui ovviamente in primo piano c’è la salute pubblica - per raggiungere i wine lover in questo periodo di lockdown, in cui il “filtro” di ristoranti e bar è azzerato, ma anche per farsi trovare pronto, come aziende ed istituzioni, al momento della ripartenza. A WineNews, ne abbiamo parlato con Gino Colangelo (Colangelo & Partners Public Relations), una delle agenzie di riferimento per la comunicazione ed il marketing del vino degli Stati Uniti.
“Per parlare direttamente con i consumatori - racconta Gino Colangelo - utilizziamo tutti gli strumenti e le tecnologie più all’avanguardia: social media (Facebook Live, Instagram Live), piattaforme video (Zoom, Google Teams, Skype) e database marketing. Cosa molto importante: stiamo lavorando molto con i rivenditori, sia tradizionali, di mattoni e cemento, che online, come wine.com, per tenerli in contatto con i loro consumatori, ed aiutarli nella comunicazione dei messaggi dei brand e nelle vendite di vino. Per comunicare e vendere direttamente ai consumatori, del resto, esistono diversi marketplace, come Vivino, Minibar, Drizly, piattaforme con sui siamo impegnati in attività che riguardano la vendita ed il valore del brand”.
In tempo di lockdown, quindi, diventa importante “concentrare gli sforzi nel connettere i consumatori, fisicamente isolati in casa, con i nostri clienti, influencer, e tra di loro per creare comunità online in cui le persone possano mangiare e bere insieme virtualmente. La gente - continua Colangelo - vuole connettersi ora più che mai, in ogni modo possibile. C’è fame di contenuti e comunicazione e noi stiamo aiutando a rispondere a questa domanda connettendoci ai nostri clienti e ai loro prodotti”.
In ottica futura, quando tutto questo sarà alle spalle, spiega Gino Colangelo, “ci aspettiamo di uscire dalla crisi più forti di prima, perché stiamo lavorando più che mai a stretto contatto con i canali di distribuzione. Anche prima della crisi di Coronavirus, però, abbiamo visto la tendenza sempre più evidente della convergenza tra contenuto del marchio e attivazione delle vendite. Che adesso, a causa dell’interruzione del business on-premise, sta accelerando. In quest’ottica, sia i marchi che le istituzioni possono trarre vantaggio dall’educare direttamente i consumatori target con contenuti comunicativi ad hoc e facilitando le vendite: Vivino è un ottimo esempio di come può funzionare”.
Ma questo è anche il momento di serrare le fila, perciò “incoraggiamo le aziende vinicole e le istituzioni a lavorare più strettamente che mai, con le loro agenzie e con i canali di distribuzione negli Stati Uniti, fornendo informazioni, rendendo i dirigenti disponibili a farsi intervistare e mantenendo le comunicazioni. Come in ogni crisi - sottolinea Colangelo - le aziende che continuano a commercializzare e comunicare - in modo intelligente e sensibile, ovviamente - usciranno più forti una volta che la crisi sarà finita”.
Allo stesso tempo, però, quella che è da molti considerata come la peggiore crisi, a livello globale, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, porterà cambiamenti epocali, specie nelle modalità di acquisto e di consumo, che difficilmente torneranno quelle di prima, anche per il vino. “Credo che la definizione tradizionale di “off-premise” ed “on-premise” stia cambiando radicalmente, e questa crisi sta accelerando il cambiamento. Ad esempio, una cena virtuale (ne stiamo facendo diverse con i nostri clienti) è tecnicamente una vendita off-premise, ma è simile ad un momento di consumo on-premise. Come definiremmo un acquisto da Drizly o Minibar? In definitiva, non importa, a patto che le aziende gestiscano i loro marchi e guidino le vendite. Credo - conclude il fondatore della Colangelo & Partners Public Relations - che avere un piano di comunicazione ben mirato, solido e di crescita oggi sia più importante che mai, sempre connettendo la comunicazione con le vendite e la distribuzione, e mantenendo al contempo l’integrità del marchio”.

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